Che esistano leggi elettorali neutre (e soprattutto che lo sia quella attualmente in vigore) è cosa che solo gli sprovveduti possono pensare e le facce di bronzo affermare.
Il maggioritario con conseguente bipolarismo all’italiana che abbiamo avuto negli ultimi dieci anni, si basa sull’interesse dei due poli ad escludere qualsiasi soggetto politico che non intenda sottomettersi all’uno o all’altro. A questo fine sono state studiate norme che nemmeno vale la pena di rammentare.
Con il proporzionale “puro” che vigeva in precedenza capitava talvolta che si frazionassero le liste per ottenere più seggi. In molti comuni italiani ed anche per le provinciali e le regionali in Sicilia, si assisteva alla nascita di liste strumentali poiché il sistema elettorale poteva favorire le piccole formazioni grazie al recupero dei resti.
Se si prendono in esame le leggi elettorali adottate dalle venti regioni italiane, ci imbattiamo in tutti gli stratagemmi possibili per favorire alcuni partiti ed ostacolarne altri.
Dunque, si apra seriamente il dibattito in Parlamento e che nessuno millanti il ruolo di sacra vestale della purezza.
E per quanto riguarda i laici, socialisti e liberali di entrambi gli schieramenti questa è l’occasione quanto meno per capire quanti sono disponibili a giocare un ruolo “in proprio” e quanti, invece, hanno già deciso di non rinunciare agli agi e alle “facilities” del vivacchiare sotto una chioccia.

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