Il vecchio poeta, ispiratore di un gran bel film, diceva “cogli l’attimo”, ma all’epoca poche erano le macchine fotografiche e non esistevano i telefonini.
A leggere i giornali di oggi viene in mente che ognuno ha la sua prospettiva – e questa è quasi una banalità – ma che pur da prospettive diverse il denominatore comune è questa nuova mania del selfie. Protagonisti più o meno involontari sono il Papa e Angelino Alfano. Il primo che verrà a Firenze decidendo di rifiutare le “foto opportunity” con i vertici, liquidando con una battuta amara: “non ho mai avuto così tanti amici come adesso”. Il secondo che ieri, alla direzione del suo partito Ncd, ha vantato la sua amicizia con Renzi al punto che “Renzi in Consiglio dei Ministri, non fa parlare i ministri di sinistra, ma cede la parola a me, ringraziandomi per le idee che gli propongo”. Inutile a questo fine ricordare poi la quantità di volte in cui Alfano si è autoproclamato suggeritore privilegiato di Renzi in questi mesi.
Anche mantenendo chiara la vista sulla distanza e la grandezza delle due prospettive, la cosa fa comunque riflettere. Non tanto per l’imbarazzo con cui si crede di amplificare la propria popolarità e il proprio peso politico ed elettorale con il selfie dell’occasione, ma perché la malattia (perché alla fine di questo potrebbe davvero trattarsi) rischia di essere altamente contagiosa.
Non lontano da queste prospettive, infatti, ce ne sono altre che stanno investendo l’intera politica del Paese, togliendogli poco a poco respiro e vitalità. E’ notizia di ieri infatti che anche Berlusconi andrà a Bologna a farsi un selfie con Salvini, così come Grillo sulla campagna elettorale romana è in procinto di fare un selfie con se stesso, e che dire – infine – delle migliaia di foto opportunity dei supercommissari romani e non apparse sui giornali nei giorni scorsi?
Il vecchio poeta, ispiratore di un gran bel film, diceva “cogli l’attimo”, ma all’epoca poche erano le macchine fotografiche e non esistevano i telefonini. Le persone, tanto più quelle con grandi responsabilità, si sforzavano di vedere le cose secondo una prospettiva più lungimirante. Noi, nel pieno di tanta selfiemania, ci si contenterebbe anche di qualche prospettiva di medio termine pur di uscire da questa strana sensazione che tutto stia andando un po’ troppo velocemente e un po’ troppo alla giornata.

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