Che strano questo nostro mondo globalizzato, in cui tutto si consuma in modo sempre più veloce. Bisogna correre sempre di più… Ma per arrivare dove? Per consumare sempre di più, ed essere ossessionati da sempre nuove esigenze? Siamo certi che oggi si vive meglio che nel 1960, quando era tutto più spartano? Non c’erano i computer e i telefonini, ma le famiglie vivevano in modo meno assillante da imposte e tasse, ma anzitutto senza gli oneri finanziari connessi con il consumismo. Ci sono le schede ricaricabili da pagare per i cellulari di tutta la famiglia, Sky, il canone tv, il computer acquistato a rate, la tassa rifiuti per la raccolta sullo smaltimento delle mille cose superflue che acquistiamo e poi mandiamo al macero, l’assicurazione e il bollo sull’auto, il bollettino per la vacanza acquistata con dilazione, e non so quante altre esigenze da onorare con esborso economico. L’imperativo di questa nostra strana società è quello di aumentare il cosiddetto Pil (prodotto interno lordo). Cresce o non cresce il Pil, giornali e televisioni ci ossessionano di continuo. Ma se per crescita del Pil s’intendesse l’aumento della produzione agricola e zootecnica, che può aiutarci ad alimentare i sette miliardi di persone che abitano il nostro Pianeta, ben venga; ma non è così. Il tormentone degli ultimi mesi è rivolto al timore di diminuzione della crescita industriale della Cina, che ha rallentato la sua fase ascendente. Se noi lasciassimo da parte i nostri egoismi, e ci fermassimo a riflettere, ci renderemmo conto che dalla Cina arrivano un sacco di prodotti che rispondono alle nostre banali esigenze, per poi finire ad andare a incrementare le discariche di rifiuti. Bisogna far aumentare il Pil mondiale, per far nascere e crescere bisogni effimeri, aumentare l’effetto serra e seppellire le nostre campagne sotto un cumulo di rifiuti di plastica e d’imballi di vario genere. Questa corsa alla crescita del Pil a tutti i costi, per produrre cose di cui l’uomo non ha bisogno è qualcosa di assurdo, che va contro natura. Ogni anno quantità di suolo grandi come intere regioni, vengono portate via all’agricoltura, per far posto a strade, case e assurdi capannoni industriali. A tutte le latitudini del pianeta Terra, si distruggono o si abbandonano i terreni coltivati; l’unica risorsa che può sfamare la popolazione mondiale, che cresce a ritmo incontenibile. Con il Pil non si mangia; il Pil è pieno di cose inutili. Un tempo le persone lavoravano per di più nell’agricoltura e nell’industria meccanica pesante, quella che costruisce i macchinari, utili anche a rendere meno gravoso il lavoro dei contadini attraverso l’uso del trattore; se fate una breve indagine fra i vostri amici e conoscenti, vi renderete conto che la stragrande maggioranza delle persone, lavorano nei servizi e nel terziario. Poi ci si meraviglia che i prodotti che consumiamo sulla nostra tavola costano sempre di più. Ed in futuro costeranno ancora di più e saranno sempre più scadenti e poveri di proprietà nutritive, se si continua con l’andazzo attuale… Prodotti raccolti non ancora maturi dall’altra parte del mondo, conservati per mesi e settimane nei frigoriferi vengono poi venduti nei supermercati. Il tutto a danno della qualità della vita.
L’inutile “Pil” che rovina la nostra vita
Info Roberto Fronzuti
Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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