Un grande piano Marshall verso l’Africa e una politica comune per l’accoglienza. Sotto la spinta dell’ondata migratoria l’Europa ha l’occasione di trasformarsi da Vecchio a Nuovo Continente.
Miliardi e miliardi di euro. Stime precise e aggiornate non ce ne sono ma la cifra che complessivamente spende l’Europa, sia come Comunità che come singoli Stati, per l’accoglienza dei migranti è davvero imponente. Un fiume di soldi che tampona ma non risolve il problema e che non dà nemmeno risultati accettabili. Un fiume di soldi che è destinato ad aumentare e che sarà una costante per molti anni, almeno 20, secondo le stime delle Organizzazioni internazionali.
L’esperienza e la storia ci insegnano che lo spostamento delle persone dai paesi poveri o in guerra ai paesi ricchi non è arginabile. Può e deve essere regolamentato ma non può essere fermato, almeno con la forza. Non ci sono muri che tengano. L’esempio degli USA, nel secolo scorso, è lì a dimostrarlo. Chi nel paese di origine soffre, ha paura, non ha libertà o lavoro, o più semplicemente non trova per il futuro occasioni di crescita e di sviluppo tende ad andare nei luoghi dove tutto questo c’è. La globalizzazione e lo sviluppo di conoscenze che negli ultimi anni ha portato internet hanno aumentato a dismisura il fenomeno. Da qui al 2050 sono milioni gli esseri umani pronti a rischiare il tutto per tutto pur di spostarsi.
E’ una sfida che, uscendo da un’impostazione difensiva, può costituire per l’Europa una grande occasione di crescita e di rilancio. Sotto un doppio profilo. Sul lato dell’accoglienza mettendo a punto una politica comune che preveda regole e doveri per i nuovi arrivati e che punti sull’integrazione, anche culturale, e sul lato della prevenzione lanciando verso l’Africa, non dimentichiamo cosa comporteranno in futuro i trend demografici, un grande piano Marshall, che coinvolga anche le grandi imprese multinazionali, per favorire la stabilizzazione politica e il rilancio dell’economia di quei Paesi. In modo tale che l’emigrazione diventi una scelta di vita e non una necessità.
Non importa se la spesa sarà uguale o forse superiore. I benefici che ne verranno anche alle popolazioni europee saranno enormi. Non solo in termini sociali e in occasioni di sviluppo. L’Europa diventerà una Nazione, superando piccole patrie ed egoismi nazionali. Troverà un’anima e sarà il Paese guida del mondo per i secoli a venire.

Accogliere tutti non è possibile e non sarà possibile emancipare popoli arretrati: non tutti assieme. Non tutte le nazioni dell’Ue sono allo stesso livello di sviluppo economico, hanno la stessa coltura e gli stessi problemi interni. Non è così che si costruirà un’Europa unita e federale. Il rischio è di aumentare una guerra tra poveri. Internet avrà le sue colpe ma il problema resta la Russia. Spiegati come mai nessuno di queste persone hanno in mente di andare nella sconfinata Russia invece che nella libera e laica e piccola Europa. E’ tutto qui il problema. Per un nuovo piano Marshall bisogna sconfiggere il nemico in africa e poi ricostruire gli Stati come accadde in Italia per esempio che non era più una democrazia. Solo che in Africa è molto più difficile.
Non si fa il conto con chi ha interesse a che Africa e Europa si mescolino.
Non si fa il conto con chi a interesse a che Africa e Europa si mescolino.