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Rottamata la nostra Costituzione

di Nicola Cariglia | 13 Novembre 2011

Non sarà possibile risalire la china senza una grande operazione di verità. Sui sacrifici che dovremo sostenere e su quelli che avremmo potuto evitare. Ma anche e, soprattutto, dovremo raccontarla sullo stato della nostra democrazia.

Vale la pena di andare a votare? Vale la pena quando ad un Parlamento (i cui membri, peraltro, sono stati nominati e non eletti) e ad un intero popolo si cerca di imporre un Governo del tutto privo di legittimazione democratica?   Stiamo scherzando in questo benedetto Paese? Un possibile presidente del Consiglio (il prof. Mario Monti) designato per pubblici proclami dalla stampa posseduta dai potenti della finanza delle banche e delle imprese, secondo il volere di alcuni nostri cosiddetti partners internazionali? Un presidente della Repubblica, per natura prudente e cauto, che se ne fa convinto “play maker” e addirittura lo nomina a tamburo battente senatore a vita per dargli l’investitura quando ancora un presidente del consiglio è in carica? E poi, dopo e non prima, le consultazioni con le cariche istituzionali ed i partiti? Con Gianfranco Fini costretto a cambiarsi d’abito con la velocità di un Fregoli per passare dall’uno all’altro ruolo?

Lasciamo perdere il copione già scritto; parliamo dei giorni nostri. Può darsi anche che questa sia la soluzione meno onerosa. Quando stai irrimediabilmente per perdere una partita, può essere meglio arrendersi e negoziare qualcosa da salvare.  Ma si deve sapere che sta per giungere all’epilogo una partita sporca. La presa diretta del governo da parte dei soliti furbi saccheggiatori. Saccheggiatori, non ladruncoli, taglieggiatori o tangentari da strapazzo. I “saccheggiatori”, questo è il bello, agiscono legalmente. Vale a dire impongono leggi, regole e comportamenti in base ai quali si impadroniscono dei beni di tutti e, tramite banche e ingegneria finanziaria, dei soldi di noi sprovveduti.

Prima di tutto i nostri soldi serviranno a ripianare le perdite delle banche tedesche e francesi inguaiate per essersi troppo esposte conla Grecia.Queisoldi li pagheremo noi, grazie alla crescita degli interessi che saremo costretti a pagare per il nostro debito pubblico. Ci hanno ridotto così per l’inettitudine del governo Berlusconi ma anche per l’assenza di un forte sentimento nazionale. Fuori dai denti: come accadeva nei secoli scorsi quando le invasioni erano militari, anche oggi che le guerre sono finanziarie ed economiche, chi attacca l’Italia può sempre contare sulle sue divisioni e sulla certezza di trovare chi è disposto a “saltare il fosso”.

Non sarà possibile risalire la china senza una grande operazione di verità. Sui sacrifici che dovremo sostenere e su quelli che avremmo potuto evitare. Ma anche e, soprattutto, dovremo raccontarla sullo stato della nostra democrazia. Agonizzante e violata dall’interno e dall’esterno. Non è vero, come si affannano a scrivere i soliti “maitre a penser” a comando, che nella crisi di governo e nella sua soluzione sia stata rispettatala Costituzione.C’è un vuoto di potere democratico, favorito dell’inconsistenza che è l’unico connotato che rende riconoscibile la classe politica della seconda repubblica. E, ironia della sorte, concludiamo le celebrazioni per il 150 dell’Unità di Italia nel momento in cui il Paese è diventato un Protettorato

La verità prima di tutto. Chi mente non può risollevare l’Italia e, quasi sempre, è capace di tutto. Persino di profittare di centinaia di deputati e senatori disposti a sostenere qualsiasi governo per guadagnare tempo e una nuova sistemazione.

Pubblicato in : EditorialeTag: classe politica, costituzione, democrazia, epilogo, gianfranco fini, governo berlusconi, mario monti, presidente del consiglio, presidente della repubblica

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Trevigiano

    17 Novembre 2011 alle 10:51

    Vedi Paolo,
    Ai campionati di calcio, si era già provata la strada della squadra vecchia con giocatori ultra titolati, quasi tutti campioni del Mondo in carica: Sono arrivati ultimi.
    Trarne le conseguenze per non fare lo stesso errore sulle spalle dei nostri figli è cultura, problema che tu non hai, non avendo figli che saranno schiavi indebitati, perché non ci si è voluti fidare dei NOSTRI trentenni, ma dei loro nonni più titolati.
    Finiranno male e pagheranno, d’aver tradito il chiaro voto del popolo, credi che le elezioni democratiche avrebbero influenzato negativamente lo spread?
    Avrebbe solo salvaguardato la democrazia non Bancaria, mi dispiace Paolo, presto l’Italia sarà meglio che te la scordi, per non vergognarti, la fine del calcio, ultimi del Mondo, dopo esser stati primi, sai cosa significa in politica? Banche.

    Rispondi
  2. Paolo Francia

    17 Novembre 2011 alle 02:59

    Ma per favore Trevigiano, Renzi ha fatto il suo Big Flop, l’ora in Italia é per cose serie, gestite da persone che parlano poco e hanno curriculum di enorme rilievo!
    Non scherziamo! Chiunque abbia un briciolo di buon senso non puo’ che appoggiare questo governo e dargli tutto il sostegno necessario e dovutp!
    Mi fido di piu’ in questo caso di persone mature, esperte e che non hanno bisogno proprio di “far carriera” di giovani che vanno bene in altri contesti e in altri periodi storici.
    Stiamo a vedere, intanto la Lega si dimostra semplicemente indecente, non ha fatto niente altro che pascolare nella Roma ladrona, il federalismo come potrebbe essere per la Svizzera lontano anni luce! Che tacciano coi loro slogan logori, vetusti, fuori moda, pericolosi e pure stupidini.
    Si rilanci la cultura, l’unità del Paese e non la sua divisione e si innalzi il livello intellettivo dell’elettorato, per ora immaturo e inadatto al voto.

    Rispondi
  3. Trevigiano

    16 Novembre 2011 alle 13:52

    Nicola salvaci,
    Sto leggendo la lista dei probabili Ministri: Non ce n’è uno solo, che non abbia superato l’età della pensione, povero Renzi, non lo ascolta proprio nessuno.

    Rispondi
  4. puccio

    15 Novembre 2011 alle 10:18

    Come ben annota Paolo “Francia” ,la politica non é un lavoro, ma un servizio. E noi avremmo bisogno di una servizio di ripulitura personale ed economica …solo che per adesso dobbiamo solo pagare le migliaia di euro mensili ,ed a vita ,del neo senatore. Speriamo bene…

    Rispondi
  5. Marzio Siracusa

    15 Novembre 2011 alle 09:41

    Napolitano ha assicurato che l’incarico a Monti non comporta un ribaltone. Ma Monti a quattr’occhi non gli ha detto che vuole un governo politico? Qua siamo al gioco delle tre carte, l’emergenza dei mercati è una mostruosa “bolla” al ribasso pilotata, e Napolitano l’ha accolta volentieri. Da dove nasce tanta indulgenza verso questo Presidente della Repubblica?

    Rispondi
  6. Paolo Francia

    15 Novembre 2011 alle 00:52

    infatti Nicola, non solo puo’ essere fatto, ma sarebbe saggio farlo!
    Monti fa benissimo a imporre una scadenza non pima del 2013,la politica che non ha saputo cavare un ragno dal buco taccia per una volta!
    Basta Nicola, ma di chi ti puoi fidare oggi in Italia?!? Troppa importanza alle personalità debordanti che promettono mari e monti, accontentiamoci dei Monti!

    Rispondi
  7. LUIS

    14 Novembre 2011 alle 12:40

    Ma com’è la storia del Gruppo di Bilderberg, del Council of Foreign Relation, della Trilateral, di Goldman Sachs, del nuovo premier greco? Scilipoti, che è notoriamente considerato un farabutto ed in coerenza il parlamento l’ha fischiato, l’ha sparata. Nicola Cariglia ci può dare dei lumi? Non vorrei però mettergli a rischio la salute.

    Rispondi
  8. Trevigiano

    13 Novembre 2011 alle 15:52

    Caro Nicola,
    Sgombriamo alcuni errori culturali ricorrenti, gli Italiani non sono né peggiori né migliori degli altri Europei, basta un banale test genetico fatto in giro per l’Europa per vederlo, personalmente in Inghilterra mi hanno risposto: Inglese tipico nulla da osservare; in Italia: Italiano tipico, nulla da osservare.
    Sospetto che nel Sud siano più mediterranei ma sono un po’ leghista, probabilmente la mia è solo credulità tipica padana.
    L’errore in cui stiamo cadendo è credere che cinquanta milioni più sette che lavorano bene, faccia molto di più di cinquanta milioni meno uno che lavorava male, in realtà con banali calcoli matematici risulta che la differenza sarà di otto su cinquanta milioni, avvero dello 0,0000016 %, dopo questo Casini, di tanto miglioreremo!
    Quello che ce vole è un Renzi, che convinca quei cinquanta Milioni, che l’avranno eletto a dargli un 5 per cento di maggior impegno, ovvero crescita del Pil del 25% (durata del mandato) e lo spread sparirà, anzi faremo aggio sui Tedeschi.

    Rispondi
  9. Maria Rita Monaco

    13 Novembre 2011 alle 15:37

    Ieri da opinionista di strada avevo scritto una nota in cui cercavo di esternare i miei dubbi su questa operazione. Oggi leggendo Nicola ho il conforto di leggere , con parole più appropriate quello che cercavo di dire. A questo punto fuori dai denti l’accorto Napolitano si è fatto ingabbiare dai poteri forti delle banche e dei loro rappresentanti ma ha anche stravolto la costituzione e così da ieri l’Italia è, a tutti gli effetti, una repubblica presidenziale.
    Quanto poi all’affermazione di Paolo Francia che la politica è un servizio, siamo d’accordo ma quando questo servizio costa 25.000 euro al mese e la nomina a senatore a vita mi sembra un “servizio” troppo di lusso.

    Rispondi
  10. n.c.

    13 Novembre 2011 alle 14:35

    Già, tutto giusto Paolo. Basta sapere e acconsentire non solo al protettorato ma anche alla sospensione della Cpostituzione e della democrazia. Può essere fatto. Ma non cercando di convincere gli italiani che è tutto normale! E poi?

    Rispondi
  11. Paolo Francia

    13 Novembre 2011 alle 13:58

    Chi é causa dei suoi mali, pianga se stesso Nicola!
    L’Italia merita di essere protettorata, la politica che si é data ha fallito, io sarei andato anche oltre, ma già Mario Monti é piu’ europeo che italiano, penso che sia la sola soluzione possibile!
    Berlusconi aveva il mandato degli elettori per fare e non ha fatto, continuare sulla stessa strada non porterebbe che ad una sconfitta totale, la politica non é un lavoro, ma un servizio, é ora che persone competenti prendano a cuore le sorti dell’Italia.

    Rispondi
    • n.c.

      14 Novembre 2011 alle 20:19

      Caro Luis,

      la salute mi sta a cuore ma non credo che i rischi siano quelli da te paventati. Di gossip mi intendo poco e nemmeno sono un esegeta del pur interessante Scilipoti. L’essenziale di quello che penso sui soldi che ci verranno tolti causa aumento degli interessi sul debito pubblico italiano l’ho scritto più volte e lo ripeto. Serviranno ad alleviare le pene di Francia e Germania inguaiate più di noi con i titoli di credito della Grecia.

      Rispondi

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