• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Democrazia attillata

di Florenza Carsi | 24 Maggio 2015

Mi rendevo conto che le maggioranze potessero essere spietate e fregarsene delle minoranze, oppure, essere più aperte. Ma, in un caso o nell’altro, sempre democrazia era.

In accappatoio, sgranocchiavo patatine alla TV in una camera d’albergo (di Monaco) quando mi sono imbattuta in un vecchio italiano. Secondo me, uno di quelli che mi chiamerebbero “signorina” (urlando da una stanza all’altra). Che assocerebbero al mio nome una tazza di caffè sulla loro scrivania (senza zucchero, grazie). Quelli per cui la miglior amica della donna sarebbe la fotocopia (avanti/retro). Quelli a cui (da bambina) tiravo badilate in testa.
Il vecchio (tutto io-io me-me) lamentava poca democrazia, e non ha importanza se fosse del PD o di un’altra minoranza parlamentare (destra o sinistra), perché il disco era quello: lui intendeva per “democrazia” il rispetto delle “altre” idee (che poi erano le sue) ed invocava più dialogo (quindi più potere per lui).
Così, spalmandomi un po’ di crema sulle gambe, mi veniva in mente che la democrazia non fosse una categoria politica ma giuridica (e formale) per determinare libere maggioranze che governino secondo regole certe (una nazione, una partito, un condominio). Dopodiché, entrando nella categoria della politica, mi rendevo conto che le maggioranze potessero essere spietate e fregarsene delle minoranze, oppure, essere più aperte. Ma, in un caso o nell’altro, sempre democrazia era.
Allacciandomi il reggiseno, mi pareva che il nonnetto facesse il furbo. Avrebbe dovuto parlare di scarsa inclusione nei suoi confronti. Sarebbe stato onesto (e chiaro) e non avrebbe abilmente nobilitato la sua posizione così da porla (indegnamente) come un problema di tenuta democratica. Non si ricordava che a volere la Repubblica non furono tutti (ma una maggioranza)… a volere il divorzio non tutti (ma una maggioranza).
Peccato vedere anche lui all’assalto del palazzo. Poi, accanto a capipopolo che paventano le invasioni degli immigrati (armati di sacchetti e vestiti bagnati). Altri guru che gridano alle congiure dei banchieri e dei petrolieri. Vecchi unti dal Signore, ormai sul viale del tramonto… e polverose lobby (sindacali e datoriali).
Mentre tiravo su la gonna, la sentivo avvolgente. Giusta-giusta. Sexy come la democrazia da battaglia, quella attillata come le maggioranze (risicate) con pochi voti di scarto. D’altronde, non tutte le stagioni sono buone per i gonnoni della nonna “figlia dei fiori” (dentro tutti… alé). Talvolta, non rimane che appellarsi proprio alle regole della convivenza civile che, fortunatamente, consentono di governare (politicamente in modo spietato) anche grazie ad un solo (stupido) voto di scarto, per andare diritto, dove si deve.
Guardandomi allo specchio (camicia carina, capelli a posto), mi passavo del rossetto rosso-rosso, e pensavo di appartenere ad una generazione che ereditava un paese indebitato, moralmente corrotto ed incline al raggiro. Infilati i miei decolleté, chiusa la cerniera della gonna, e chiusa la televisione, per me era chiusa ogni benevolenza verso il passato… e gli stili del passato.
Siamo una generazione con le spalle al muro… non possiamo che vincere se vogliamo sopravvivere. Non abbiamo (davvero) altre alternative che essere spietati. Se non potete perdonarci, almeno dovreste capirci… non siamo a questo punto per colpa nostra, no?
Uscendo dalla camera, andavo ad un cena-trattativa con un (altro) vecchio: un bavarese intenzionato all’acquisto di un’azienda italiana. Lo spirito con cui camminavo verso la hall dell’albergo? Lo stesso della democrazia attillata: diretta, spietata (senza margini). Quella sera, le nostre condizioni erano alte (ovviamente per il bavarese). Includevano non solo il prezzo, ma anche minimi salariali, occupazione, tutela delle tecnologie e sede legale e sede della produzione (che rimanesse in Italia). La nostra aritmetica era marmorea e (gentilmente, inevitabilmente) ferma. Come dicevo, siamo costretti a giocare per vincere.
Oggi finiscono le mie giornate tedesche e la lunga settimana di lavoro. Rientro alla base, e porto con me quanto sperato. Ho avuto anche tempo per comperarmi qualche cosuccia fru-fru per l’estate!
Munich airport

Pubblicato in : Florenza Carsi

Info Florenza Carsi

Florenza Carsi, libero professionista. Cura un proprio blog sul social Facebook

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti