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Renzi, il complesso di re Mida e il Professore

di Paolo Armaroli | 30 Marzo 2015

PaoloArmaroliHa dichiarato senza arrossire, la nostra cara faccia di bronzo, che con il tempo la nostra legge elettorale sarà un prodotto di esportazione.

Matteo Renzi non delude mai. Quando vi aspettate che il nostro beneamato presidente del Consiglio pro tempore dica una scempiaggine, lui la dice. Fa Giggi er bullo e ogni suo discorso comincia con “io”. Manco fosse Giovannone Spadolini. E, come non bastasse, ha il complesso di re Mida. Mai sfiorato dalla tempesta del dubbio, è arciconvinto che ogni cosa che lui tocca diventa oro. E tale è questo convincimento che giorni fa – parlando di quella mezza schifezza della legge elettorale in dirittura d’arrivo, che consentirà ai capilista di diventare automaticamente deputati – se n’è uscito con una battuta che ha fatto strabuzzare gli occhi agli addetti ai lavori. Ha dichiarato senza arrossire, la nostra cara faccia di bronzo, che con il tempo la predetta legge elettorale sarà un prodotto di esportazione. Insomma, a suo dire, i maggiori Paesi europei faranno a gara per recepirla in quattro e quattr’otto.

Per fortuna in questo Paese smemorato c’è ancora qualcuno che dice che il re è nudo. Onore al merito, s’è levata la voce di un autorevole professore universitario che fino a poco tempo fa è stato giudice costituzionale. Orbene, Sabino Cassese senza parere ha sbattuto Renzi dietro la lavagna. Come si fa con gli studentelli indisciplinati e somarelli. Lo ha sbugiardato con un argomento che non fa una grinza. Ha osservato – tanto per non fare nomi – che la legge elettorale britannica, l’uninominale secca, risale al 1832, la legge elettorale francese del doppio turno si afferma già ai tempi della monarchia orleanista e la complessa legge elettorale germanica, la cosiddetta proporzionale personalizzata, è del 1953. E allora è impensabile che l’ultima arrivata, quando di qui a poco taglierà il nastro del traguardo, scalzi sistemi elettorali di lunga tradizione.

Guardate un po’ che brutti scherzi può giocare il complesso di re Mida.

Pubblicato in : Editoriale, Tre palle un soldo (dell’immaginifico prof. Paolo Armaroli)

Info Paolo Armaroli

Già professore ordinario di Diritto pubblico comparato e docente di Diritto parlamentare nell’Università di Genova, è stato deputato al Parlamento dal 1996 al 2001 e ha pronunciato più di mille discorsi. Ha pubblicato tra l’altro libri sul presidente della Repubblica, sulla governabilità, sulla grazia a Sofri, un vero intrigo costituzionale, e sullo strano caso di Fini e il suo doppio. Negli ultimi quarant’anni ha scritto quattromila articoli sui più importanti giornali nazionali: Il Tempo, il Giornale, Corriere della Sera, Il Messaggero, La Nazione, Libero, La Voce, Il Secolo XIX. Collabora al “Corriere fiorentino”, supplemento quotidiano del Corriere della Sera.

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