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Tanto tuonò che non piovve

di Enrico Cisnetto | 6 Novembre 2011

Il CDM che doveva realizzare misure epocali, si è risolto in una bolla di sapone.

Tanto tuonò che non piovve. Il decreto d’urgenza non c’è, e i provvedimenti approvati ieri sera dopo una drammatica riunione del governo – da qualche liberalizzazione al preannuncio di vendita di immobili dello Stato – altro non sono che la riscrittura di alcune delle “buone intenzioni” già contenute nella lettera mandata a Bruxelles qualche giorno fa. Così, più che per le misure contro l’emergenza finanziaria da presentare al G20 di Cannes, l’attesissimo consiglio dei ministri straordinario che si è svolto ieri a tarda sera, alla fine si rivelerà importante solo per ragioni squisitamente politiche. Accompagnata da un fitto gossip sui rapporti interni al governo, alla maggioranza e persino dentro al Pdl, e preceduta dalla solita confusa girandola di ipotesi su come affrontare la situazione che si è fatta drammatica – tanto che alcuni ministri hanno preventivamente sentito la necessità di escludere interventi sul patrimonio e sui conti correnti bancari degli italiani, e ribadire da parte della Lega la preclusione non negoziabile sulle pensioni – la riunione del governo in realtà è più che altro ruotata intorno allo strumento giuridico da usare per varare i provvedimenti. Alla fine la scelta è caduta su un maxiemendamento alla legge di stabilità, ora in esame al Senato, ed è stata accantonata – almeno per il momento – l’ipotesi di un decreto legge, avversata dal Quirinale e dal ministro Tremonti. Berlusconi, recitano le indiscrezioni, avrebbe voluto portare a Cannes un decreto, ma da un lato il timore per la lunghezza dei 60 giorni necessari alla sua conversione, e dall’altro la volontà di Napolitano di veder adottati strumenti che consentano larghe convergenze parlamentari, lo hanno costretto a ripiegare. Con una conseguenza politica molto precisa: il premier, che ha come primo obiettivo quello di durare il più possibile, non guadagnerà i due mesi di tempo che il decreto gli avrebbe concesso prima di un voto di fiducia assai pericoloso (per il crescere delle defezioni nella maggioranza).

Al contrario, il confronto parlamentare consentirà più facilmente a chi vuole fargli fare un passo indietro, di provarci. Il Paese, nel frattempo, aspetta. Ma è difficile che lo facciano i partner del G20 e i mercati.

Pubblicato in : Primo pianoTag: bolla di sapone, bruxelles, cannes, consiglio dei ministri, conti correnti bancari, emergenza, finanziaria, gossip, governo, misure

Info Enrico Cisnetto

Editorialista economico e opinion leader, da anni studio e descrivo i processi di cambiamento del capitalismo italiano e internazionale, soprattutto in relazione alle dinamiche politiche. Già direttore di diverse testate della Rusconi, vicedirettore del quotidiano l’Informazione e vicedirettore del settimanale Panorama, svolge un’intensa attività di editorialista per Il Messaggero, Il Foglio, Il Gazzettino di Venezia, La Sicilia di Catania, Liberal e Il Mondo. Cura una rubrica quotidiana nella trasmissione radiofonica Zapping (Rai Radio1) ed è spesso ospite delle trasmissioni di approfondimento e telegiornali di Rai, Mediaset, Sky, La7. Presidente di “Società Aperta”, è direttore responsabile del quotidiano on-line TerzaRepubblica.it

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TANTO TUONO’ CHE NON PIOVVE

Di Insider in PD e dintorni

di Redazione Pensalibero.it | 17 Gennaio 2011

Il segretario apre la direzione con una relazione che è una non-posizione su tutto, sulle primarie, sulla Fiat. Sembra Veltroni al contrario: non dobbiamo sottovalutare il tema della Fiat ma neanche “affrontare questo problema come se fossimo le tifoserie dell’Inter o del Milan”. Non dobbiamo rinunciare alle primarie ma neanche non riconoscere che questo strumento “si va logorando”. Annuncia addirittura una grande assemblea per affrontare il tema!
Nella peggiore tradizione comunista e democristiana scontenta tutti e non parla a nessuno. E su questa linea evanescente chiede pure il voto! Rapide le reazioni al sospiro bersaniano. Chiamparino è deluso, quasi si sente tradito dalla mancanza di coraggio dell’ex ministro dell’Industria che di crisi occupazionali ne ha viste tante e consce benissimo le condizioni in cui si sta riducendo da anni Torino per il declino della Fiat prima di Marchionne. Annuncia che alla fine della sindacatura andrà in pensione (non in Africa, tranquilli!). Gentiloni, a nome dei modem, chiede esplicitamente un si, non a Marchionne ma agli operai per le stesse ragioni del sindaco torinese e di Renzi.
La tensione sale. Dal nulla spunta un certo Bressa, ex dc, ex prodiano – oggi franceschiniano: ”Nelle parole di Gentiloni leggo del risentimento”, si pone il problema della gestione degli incarichi nel partito da parte degli esponenti di Movimento democratico. Fioroni e Gentiloni si dicono pronti alle dimissioni. Non sono d’accordo con la posizione esangue del segretario e non vogliono subire lo schiaffo congiunto del voto e di una richiesta di farsi da parte. Civati denuncia un attacco alla primarie, cazzeggia un po’, ma non se lo fila nessuno e se ne va. Tra i “mariniani” Scalfarotto e Concia chiedono al partito di puntare sulla capacità di decidere e non sugli schieramenti, e sulla Fiat, persino Scalfarotto, chiede che si dica almeno che il conflitto non è più tra capitale e lavoro.
Le agenzie, intanto, continuano a bombardarci con la notizia delle dimissioni dei seguaci di Veltroni. C’è da pensare che dopo la brutta figura di Bersani qualcuno, come sempre dietro le quinte, stia correndo ai ripari per evitare una tragedia. Il segretario si avvia alle conclusioni in un clima plumbeo, ritratta un po’ chiarendo che non c’è rapporto tra incarichi e dissenso, promette un tavolo sui diritti coordinato da Rosy Bindi e di riunire più spesso la direzione. Marino apprezza e vota a favore. Minniti pure, ma i modem non partecipano al voto. Si rimboccano tutti le mezze maniche, la commemorazione funebre del Pd è rinviata. Intanto gli operai di Mirafiori vanno al voto non sapendo nulla, per fortuna, di tutto ciò.

di Insider in Pd e dintorni ( The Front Page)

Pubblicato in : Primo piano

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