• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il Pci si astenne, Il PSI con Giacomo Brodolini fece la legge la Dc, il PRI ed il PLI lo approvarono: così è nato l’articolo 18 nello Statuto dei Lavoratori

di Giuliano Sottani | 23 Novembre 2014

Oggi si fa un gran parlare dell’articolo 18. Ovvero: l’articolo che si intitola “Reintegrazione nel posto del lavoro” nella versione dello Statuto del lavoratori. La Camusso, i sindacati il PD (quei pochi dirigenti della sinistra del PD si sono dimenticati che il PCI di allora si astenne e che se ci fossero stati i Socialisti i democristiani e gli altri partiti Laici lo statuto del lavoratori voluto fortemente da Giacomo Brodolini e dai Socialisti non ci sarebbe stato).

Oggi è tutto un parlare di articolo 18, sembra che dalla sua abrogazione o dalla sua sopravvivenza dipendano le sorti dell’economia italiana. Ma quando lo Statuto fu approvato non era certo questo il cuore del provvedimento. Al tempo sembrava molto più importante che le guardie giurate non entrassero nella fabbrica per controllare l’attività dei lavoratori che non la possibilità reintegrare i licenziati.

Nel  1962 entrano al governo i socialisti, partito di sinistra e quindi – in quei tempi – dei lavoratori. A volere lo Statuto è Giovanni Brodolini, socialista, ministro del Lavoro, che affida la commissione incaricata di redigere il testo a un allora quarantenne docente universitario, Gino Giugni.

Ma Brodolini non riesce a vedere approvato dal Parlamento il frutto del suo lavoro: muore per un tumore pochi mesi prima del voto, nell’estate del 1970.
Lo Statuto, in precedenza votato al Senato, viene approvato dalla Camera con 217 voti a favore (la maggioranza di centro sinistra – Dc, Psi e Psdi unificati nel Psu, Pri – con l’aggiunta del Pli, al tempo all’opposizione) si astengono Pci, Psiup e Msi e si registrano dieci voti contrari, provenienti non si sa da chi.

Ai comunisti quella legge lì non piaceva granché. «Il Pci si è astenuto per sottolineare le serie lacune della legge e l’impegno a urgenti iniziative che rispecchino la realtà della fabbrica», scrive l’Unità del 15 maggio a pagina 2, «il testo definitivo contiene carenze gravi e lascia ancora molte armi, sullo stesso piano giuridico, al padronato». Ma poi qualcosa concede: «Non è tuttavia privo di valore che alcuni di questi diritti vengano generalizzati nella grande maggioranza delle aziende e codificati». Alla Camera interviene Giancarlo Pajetta che sottolinea i punti più negativi del provvedimento: l’esclusione dalle garanzie previste dalla legge dei lavoratori delle aziende fino a 15 dipendenti, la mancanza di norme per i licenziamenti collettivi di rappresaglia.

Chi davvero gongola sono i socialisti. «Lo statuto dei lavoratori è legge», strilla a tutta pagina la prima dell’Avanti! del 15 maggio. «Il provvedimento voluto dal compagno Giacomo Brodolini è stato definitivamente approvato», recita l’occhiello. Nell’articolo si attacca «l’atteggiamento dei comunisti, ambiguo e chiaramente elettoralistico», mentre l’articolo di fondo, dal titolo «La Costituzione entra in fabbrica», elogia «il riconoscimento esplicito di una nuova realtà che, dopo le grandi lotte d’autunno, nel vivo delle lotte per le riforme sociali, vede la classe lavoratrice all’offensiva, impegnata nella costruzione di una società più democratica». Nel 1970 la classe lavoratrice era all’offensiva, oggi quel poco che ne resta è sulla difensiva.

E’ vergognoso ed allo stesso tempo pericoloso soffiare sul fuoco della protesta in tutte le città italiane in un momento particolarmente delicato economicamente per il nostro Paese.

E’ vergognoso che oggi la CGIL che è sempre stata la cinghia di trasmissione del PCI poi del PDS e DS anziché mettersi a disposizione per cercare di salvare questo Paese metta a repentaglio la stessa democrazia in Italia. Questo è un momento difficile e tutti dovremo rimboccarci le maniche e non perdere milioni di ore lavorative che tanto servirebbero al rilancio economico.

Renzi sta facendo uno sforzo enorme in questo particolare momento storico. I Sindacati, la classe operaia, i pensionati che conoscono più di tutti la miseria e le difficoltà di arrivare alla fine del mese con il loro magro stipendio e la loro magra pensione dovrebbero aiutarlo ed invece irresponsabilmente gli fanno la guerra.

Dice un vecchio proverbio chiantigiano:… “Speriamo bene dice il rospo….. ma il contadino gli auzza il palo.

( vecchio militante Socialista – Greve in Chianti )

Pubblicato in : Primo piano

Info Giuliano Sottani

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    23 Novembre 2014 alle 20:14

    Parlavo in questi giorni con un sindacalista repubblicano della UIL. Egli mi ricordava che, ai tempi della legge 300/70 si era lavorato su di un testo di Oronzo Reale (PRI) e mentre ricordavamo che il testo di legge era a sigla PSI, non ricordavamo il nome del deputato che l’aveva proposta. Il PCI si astenne, e i voti favorevoli arrivarono dagli altri, compreso il PLI, che rappresentava un certo tipo di destra imprenditoriale in via d’evoluzione, ma con ancora retaggi agrari. La legge 300/70 dunque fu accordo avallato anche dalla destra cattolica. Oggi Renzi ne vuole modificare gli effetti, dicendo dal pulpito PD di essere di sinistra. Mi pare coerente con le resistenze del PCI di allora, ma forse non è questo che voleva intendere.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti