I fiumi rompono gli argini la rabbia travolge i sindaci. Duro mestiere quello dei primi cittadini in questo periodo di crisi, di tragici eventi e disastri naturali che mettono in ginocchio i comuni e gettano nella disperazione i cittadini. A distanza di poche settimane dalle contestazioni del sindaco di Genova Marco Doria all’indomani dell’alluvione che ha colpito la città della Lanterna l’altro giorno è toccato ad Angelo Zubbani sindaco di Carrara contestato e minacciato da oltre duemila persone inferocite e disperate per l’innondazione della frazione di Marina devastata dall’esondazione del torrente Carrione che ha sfondato l’argine realizzato non più tardi due anni fa con tanto polistirolo e senza tondini di ferro e cemento armato. Non ci stupisce l’esplosione di ira della popolazione di Genova e Carrara, condivisibile soprattutto se si pensa che per l’incuria, l’incapacità e anche per comportamenti delinquenziali c’è chi ha perso la vita nel peggiore dei casi e chi invece ha perso tutto quello che aveva messo insieme in una vita di lavoro. Ci stupisce ancora una volta come chi ha in mano le redini del Paese non si renda conto una volta per tutte che l’intero sistema legislativo e di funzionamento di tutto l’apparato pubblico che regola appunto l’individuazione, la gestione e la realizzazione delle opere pubbliche non funzioni per nulla. E che la riforma della pubblica amministrazione, di pari passo con le politiche di ripresa economica siano la vera priorità italiana. Altro che legge elettorale, nomina dei componenti della Corte Costituzionale e via discorrendo. Il premier Renzi la scorsa settimana è andato a parlare a Milano all’assemblea dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) ricordando proprio che i sindaci (quale è stato lui fino a pochi mesi fa a Firenze) sono la trincea avanzata della classe politica che si trovano davvero a contatto con i propri concittadini. E questa brevissima distanza che hanno “assaggiato” Doria e Zubbani con la contestazione urbana a Genova e al limite dello scontro fisico a Carrara sono proprio i campanelli d’allarme che dovrebbero suonare fortissimo nelle stanze del potere a Roma. Renzi ha detto bene che “i sindaci ci mettono la faccia e che lui non si spaventa per il lancio delle uova perchè il presidente del Consiglio deve fare il sindaco che va sul posto dove ci sono i problemi e non deve fare il tecnico”. A nostro avviso il punto della questione è tutto li. La politica per come la intendiamo noi devi riappropriarsi con capacità i suoi spazi assumendosene rischi e responsabilità è ora che torni in possesso della gestione dei passaggi fondamentali dei percorsi amministrativi. Da troppi anni subissati dagli scandali di Tangentopoli e con la scusa della separazione dei ruoli: l’indirizzo alla politica, la gestione a dirigenti e funzionari le cose hanno smesso completamente di funzionare. La politica in tutti questi anni è riuscita solo a produrre leggi, normative e disposizioni regolamentali che hanno appesantito ancora di più la già lenta e farraginosa burocrazia italica. Quanti sanno che oggi sindaci e assessori non partecipano più durante le gare di affidamento dei lavori all’apertura delle buste di offerta? Le giunte stabiliscono solamente l’opera in questione fidandosi delle indicazioni dei funzionari per stabilire l’importo dei lavori, mentre quest’ultimi tengono i contattati con le aziende fornitrici degli enti pubblici. Sindaco e assessori calcisticamente parlando da oltre vent’anni non toccano più palla o quanto meno hanno necessità di andare a patti con i propri dirigenti per determinare qualcosa nella realizzazione di un progetto per la costruzione di una scuola o per rifare l’argine di un torrente. Questo era il senso di ciò che ha provato a dire Zubbani l’altra mattina a Carrara quando ha sostenuto “che la Giunta non era responsabile di quanto successo”. Ammissione che ha scatenato l’esplosione di rabbia della gente. Purtroppo è la sacrosanta verità quello che sosteneva il primo cittadino apuano che al cittadino comune fa sorgere spontanea la domanda “ma se non conta nulla allora cosa ci stanno a fare sindaci e assessori in comune?”. Non abbiamo certo la pretesa di avere le formule giuste per far risollevare questo Paese dalla brutta china che ha preso negli ultimi anni ma di certo lo scriviamo da mesi se già a livello periferico le amministrazioni locali non vengono liberate dall’inutile burocrazia asfissiante che paralizza tutto e tutti se ai pur bravi sindaci che ci mettono la faccia non vengono riaffidati poteri e strumenti di controllo, la piena della rabbia ha solo lambito in questi giorni le stanze del potere, ma l’acqua prima o poi tracimerà con forza travolgendo inesorabilmente col fango tutto e tutti senza distinzione innondando, Parlamento, Senato, Palazzo Chigi e Quirinale….
Cesare Mannucci

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