Una combriccola dove il tema ricorrente è l’amore non solo raccontato col loro lavoro di scrittori, ma vissuto, sofferto, desiderato. L’amore compenetra la vita nella casa sul mare, tra ricette profumate e pianti segretamente consumati.

Se poi si è affascinati dagli anni 20 francesi e appassionati di quel magico periodo di scandalosa libertà dopo la fine della Grande Guerra, allora si trova davvero un godimento in queste pagine, dalle quali traspira l’aria di trasgressione di un’epoca di fermento artistico culturale e di costume. Tutto condito dal profumo del mare di Bretagna, i suoi venti, le piogge, le maree e la luna.
Che fascino contagioso! Colette, la nota scrittrice francese – forse ormai un po’ dimenticata qui in Italia-, trascorre un’estate in una casa dal nome evocativo Rozven, rosa dei venti, nella zona di Saint Malò. Con lei ci sono la figlia, la sua assistente Hélène Picard, il figlioccio sedicenne Bertrand, gli amici scrittori e intellettuali, il personale di servizio immancabile, gatti, cani e pipistrelli.
Una combriccola dove il tema ricorrente è l’amore non solo raccontato col loro lavoro di scrittori, ma vissuto, sofferto, desiderato. L’amore compenetra la vita nella casa sul mare, tra ricette profumate e pianti segretamente consumati.
Colette non ha limiti, se non quello dichiarato di non concedersi sofferenze d’amore, che invece va vissuto nel gioco della seduzione e della libertà. Nella sua vita c’è spazio per ogni forma d’amore, quindi perché non godere anche di quello del bel Bertrand, incurante del fatto che li separino trentun anni e che sia il figlio del suo secondo ed attuale marito, Henry de Juvenel.
E Colette gioca: insegnare a nuotare al ragazzo è una sfida riuscita. Bertrand nuota e soccombe ai sensi entrando così nella vita adulta.
Anche Hélène, la romantica, vive sentimenti di passione ed è l’esatto opposto di Colette, perchè ne è vittima consapevole e indifesa.
I giorni scorrono lieti e il lettore segue rapito e desideroso di essere là con questi personaggi in Bretagna, di fare le passeggiate per assistere alle maree, sentire il grido dei gabbiani, e ascoltare questi strepitosi protagonisti reali, non frutto di fantasia, contemporanei e amici della creme de la creme parigina di quell’epoca straordinaria.
Il finale travolge: quando la vacanza giunge al termine tutte le parole, i pensieri e le risate del gruppo non fanno in tempo a sfumare in un malinconico congedo dai luoghi, perchè un colpo di scena capovolge la situazione, chiudendola violentemente. Il lettore segue la vicenda, magnificamente descritta nel suo crescendo, e come nella vita avverte la precarietà del destino.
Frutto di un’approfondita ricerca sui testi e le testimonianze di Colette, “Lezioni di nuoto” è la prima opera di narrativa di Valentina Fortichiari, che vanta un interessante curriculum nel mondo dell’editoria e nella saggistica (suoi gli studi su Guido Morselli e Cesare Zavattini). Recentemente sono stati pubblicati sul Corriere della Sera anche i suoi ultimi racconti, dove il protagonista è sempre il mare. E non è affatto un caso.

Lascia un commento