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“Quella sinistra sempre sedotta e tradita dai giovani “amanti” leader della politica nostrana e straniera, con Renzi, per favore, nessun colpo di fulmine!”

di Cesare Mannucci | 8 Giugno 2014

renzipdSiamo un popolo di naviganti, tuttologi e commissari tecnici, ma siamo anche un popolo che in politica ha la “cotta” facile per il politico perfetto che idealmente vorremmo al vertice del Paese e dei leader altrui purchè siano vagamente liberal e progressisti e che naturalmente abbiano un passaporto non italiano. Da vent’anni ci innamoriamo ad ogni tornata elettorale del capopopolo di turno e ipotizziamo di emulare le “straordinarie” performance dei premier stranieri che però alla distanza si dimostrano più incapaci e dannosi dei nostri politicanti, tronfi, moralisti e purtroppo (con l’ennesima doccia scozzese) più corrotti dei loro predecessori. Lo spunto questa settimana ce lo da la bravissima collega Chiara Boriosi che sul suo profilo di Facebook ha scoperto negli archivi online e ha pubblicato un articolo di Marco Travaglio del 2010 sulla necessità di eleggere a sindaco di Venezia l’”ottimo” professor Giorgio Orsoni. Premessa: chi scrive e la nostra testata sono notoriamente garantiste per storia personale e convinzione, crediamo infatti fortemente in uno Stato di diritto dove la presunzione d’innocenza è garantita sino a quando una sentenza di condanna in un giusto ed equo processo sia passata in giudicato dopo i rituali tre gradi di giudizio, ma crediamo che nel clima attuale non si possano utilizzare due pesi e due misure e pertanto il buon Travaglio non deve e non potrà trovare giustificazioni al limite dell’arrampicata sugli specchi per cercare di rimediare la brutta figura fatta con l’articolo di 4 anni fa su il Fatto Quotidiano. E nemmeno potrà invocare la presunta parzialità dei magistrati veneziani visto che l’indagine trasversale colpisce indistintamente centro-destra e centro-sinistra con la richiesta d’arresto dell’ex ministro ed ex presidente della Regione Veneto, l’azzurro forzista  Giancarlo Galan. Ma non è nostro interesse comprendere e arrovellarci il cervello questa settimana per capire e per leggere cosa scriverà il mentore Travaglio per spiegare la brutta figura che con il Mose (che nella Laguna sembra dividere le tangenti e non le acque…) con il suo “Doge di Venezia”  ai piombi domiciliari con vista “Sospirante” sul Canal Grande. Come abbiamo scritto nell’attacco del pezzo ci interessa analizzare quella strana vocazione (e questo a onor del vero investe più la sinistra che la destra) dei facili innamoramenti per leader nostrani e stranieri che poi alla “prova di resistenza” si dimostrano pieni di pecche e di umane debolezze, per non parlare poi della loro pochezza politica che alla fine produce danni non sono per l’economia interna ma per l’intero pianeta. Li mischieremo (italiani e stranieri) in rigoroso ordine cronologico. Tutto ovviamente parte dalla “rivoluzione giudiziaria” di Tangentopoli del 1992 quando il consolidato, paludato e grigio sistema politico italiano è franato su se stesso. In odor di rivoluzione, sangue e terrore alla Robespierre, i politici italiani superstiti di quella stagione di tintinnio di manette e suicidi e tragedie familiari, si innamorarono di quel ruvido pubblico ministero molisano che bisticciava spesso con i congiuntivi e che con il bon ton politico “c’azzeccava” davvero nulla. Stiamo parlando ovviamente di Tonino Di Pietro che nel 1994 era veramente tirato per la giacchetta da tutti. Berlusconi lo voleva ministro, e D’Alema ai “supplementari” due anni dopo glielo soffiò candidandolo senatore nel collegio blindato del Mugello. Ora dopo aver anche lui dimostrato di “tenere famiglia” (quanti guai gli ha fatto passare la casa del figlio e della miriade di proprietà immobiliari a lui intestate) pochi sanno che fine ha fatto il padre e padrone dell’Italia dei valori. Sempre nel 1992 la sinistra progressista strizzava l’occhiolino al presidente democratico Bill Clinton, mentre lui pensava invece nella stanza Ovale alle relazioni improprie con la giovane stagista. E allora??? E allora tutti solidali con la futura segretaria di Stato Hilary Clinton. Ma se il presidente a stelle strisce ci ha deluso che facciamo??? Svecchiamo la nostra classe politica alle prese con il dualismo delle due cariatidi settantenni Berlusconi e Prodi e prendiamo esempio da Downing Street che elegge il 40enne laburista Tony Blair. Grande riformatore, grande visione europea ed economicamente liberal…e lui che fa??? Va a far comunella con quel guerrafondaio di George W. Bush e non ti va mica a bombardare Saddam invece di acchiappare Bin Laden??? Va beh…facciamo finta di niente e, con  Crozza in testa, innamoriamoci e prendiamo esempio da quel giovane socialista di Zapatero che sta facendo volare la Spagna….la sta facendo volare a vincere il mondiale di calcio ma economicamente la fa retrocedere in Serie B e anche li quasi, quasi scendeva in serie C1. Non ne parliamo più e sosteniamo la candidatura a sindaco di Napoli di Luigi De Magistris, magari il Masaniello 2.0 farà risplendere un nuovo Rinascimento sotto il Vesuvio e con Rosario Crocetta al vertice della regione Sicilia saranno finiti gli sprechi e la sciagurata gestione in odor di Mafia di Totò Cuffaro e di Raffaele Lombardo. Purtroppo in questi due casi la cronaca è l’attualità di tutti i giorni, la città di Napoli è alle prese coi soliti problemi di sempre (gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti sono ancora sulla carta) e in Sicilia le migliaia di “stipendifici” dei dipendenti della regione sono ancora li e non c’è verso di ridurre la spesa. E allora chiudiamo con un appello. Per favore non innamoratevi troppo di Renzi, ora dopo il largo successo alle europee, ma lasciatelo solo lavorare nell’interesse del Paese intero!

Pubblicato in : Editoriale

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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