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Il “vecchio” De Mita nella “nuova” politica

di Fabrizio Binacchi | 4 Maggio 2014

Non mi stupisce che De Mita Ciriaco Luigi si candidi, alla veneranda età di 86 anni, alla carica di sindaco di Nusco, suo paese Natale. A chi si scandalizza, o a chi sorride, dico: meglio De Mita di tanti altri, ve l’assicuro.

ciriacodemitaDirete facile per te che ci hai pure lavorato. E allora sì. Non mi stupisce che De Mita Ciriaco Luigi si candidi, alla veneranda età di 86 anni, alla carica di sindaco di Nusco, suo paese Natale dopo essere stato segretario della Dc presidente del Consiglio e tanto altro ancora, da ultimo parlamentare europeo. A chi si scandalizza, o a chi sorride, dico: meglio De Mita di tanti altri, ve l’assicuro. L’ho sentito in qualche intervista. Ha mantenuto quella dose di simpatia e di arguzia che non sono da tutti. “Certo che mi candido” ,dice all’intervistatrice, “anche se in questo Paese ho due caratteristiche che non vanno molto di moda: sono uomo e sono vecchio”, Sarebbe da votare se abitassi a Nusco già solo per questo. Ma cos’è il vecchio e il nuovo nella politica italica? E’ più nuovo Berlusconi o Renzi? In senso socio-politico e non solo partitico. E’ più nuovo Napolitano o è più nuovo Grillo? E’ più nuovo Alfano o è più nuovo Monti? E davvero cos’è nuovo e vecchio nella politica che da vent’anni ha trasformato gli ideali e i programmi in vari culti del nome e delle personalità? E del colore. Avendo messo al posto degli ideai e dei programmi un leader è facile ed automatico che ogni tre mesi si rischia di trovare un leader più bello, più magro, più giovane di quello appena provato. La politica è impegno e ragionamento non solo slogan e annunci, ed in questo De Mita è stato precursore (“ci vuole un ragionando”) ed è ancora un campione. Ma ci sono anche altri esempi di lungimiranza di analisi e osservazione. Ad esempio, per rimanere in casa democristiana, l’ex ministro Paolo Cirino Pomicino dispensa analisi e riflessioni che sono molto più moderne e d’avanguardia di quelle che fanno certi altri giovani virgulti del nuovo ceto politico. Ma anche la vera comunista Luciana Castellina recentemente ha fatto analisi e osservazioni sulle leggi per il lavoro e per i giovani che valevano un trattato sociologico e politico rispetto ai tanti slogan che diffondono in questo o in quel salotto molti giovani governanti attuali. Sempre di recente si è  potuto apprezzare il ragionamento che faceva il socialista Claudio Martelli, giovane ministro ai tempi del Governo Craxi e Andreotti e adesso “senatore del pensiero socialista”. Insomma come direbbe De Mita non basta essere giovane (non facciamo distinzioni di genere, per carità) per dire che si positivamente impegnati in politica. Una democrazia matura dovrebbe avere in sé tutte quelle risorse di novità e di saggezza anche del personale politico che porta a mettere insieme innovazione e saggezza, provocazione e ragionamento. E’ dall’incontro di queste culture che le stagioni politiche hanno la possibilità di sviluppare programmi di successo. “Non so se sarò eletto sindaco, dice De Mita, l’importante per il mio impegno è essere candidato. Poi si vedrà”. La libertà è partecipazione, non solo perché lo cantava Gaber,  e nonostante le culture moderniste prevalenti sarebbe ben strano che una democrazia seria mettesse all’angolo dei politici solo per la loro età. O per i capelli.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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