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Uno sfratto per due

di Daniele Marchetti | 16 Febbraio 2014

Con la fine di Letta finisce, dal punto di vista politico, anche il mandato di Napolitano. Il rischio di uno spostamento a sinistra dell’asse del Governo.

napolitanolettaQualora Renzi, come ormai appare certo, dovesse ascendere al soglio governativo, il Presidente Napolitano, per onestà intellettuale e coerenza politica, dovrebbe trarne le dovute conseguenze pena l’inevitabile appellativo di Presidente “buono per ogni Governo”, “galleggiatore”, anti-urne per “calcolo” più che per il bene comune.

Se la memoria non tradisce, il Presidente Napolitano, dopo un coro di convenevoli piagnistei, accettò il secondo mandato (si parla di qualche mese fa, ma sembra un secolo) per il tempo limitato ad assicurare al Paese un Governo di responsabilità nazionale (fu chiamato Esecutivo di servizio) finalizzato l’approvazione delle tanto attese riforme istituzionali economiche.

Insomma un vero e proprio progetto “presidenziale” per l’Italia, affidato ad una personalità autorevole (allora, il numero due del PD) scelta “direttamente” dal Colle e frutto – comunque la si veda- di un di un passaggio elettore, democratico.

Un progetto che Napolitano non si è limitato a suggerire o indicare ma per il quale ha alacremente operato (tanto che alcuni Ministri del gabinetto Letta vengono, comunemente, assunti in quota Quirinale) ed al quale ha legato – inevitabilmente – la propria permanenza alla presidenza della Repubblica.

Con l’affossamento del «Letta 1» annega anche il progetto presidenziale che, per come si è palesato, esprimeva un’ambizione assai più importante (e decisiva per il quadro politico parlamentare) dei pronunciamenti pubblici. Di tutto ciò una sensibilità attenta come quella del Presidente Napolitano non potrà non tener conto. Di mezzo c’è il futuro dell’Italia.

Con un Renzi auto-promosso al timone del Governo, cambia tutto (pur conservando lo stesso biasimevole verso): cambia il progetto (con uno spostamento a sinistra dell’asse di Governo), cambia la cultura politica (la rottamazione si concreta in uno spoil system di massa). E cambiano i personaggi con un Presidente della Repubblica “dimezzato” ed un Berlusconi riconquistato al centro della scena e padrone della reale possibilità di dare a questo Paese un nuovo assetto istituzionale e politico.

L’era politica nuova (con le troppe laceranti ed imbarazzanti tracce di passato) che si sta aprendo, merita responsabilità, franchezza ma anche il coraggio della coscienza. Nessuno è buono per ogni stagione! Auguri, carissimo Presidente.

Pubblicato in : Editoriale

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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