Scorzese indaga sul lato oscuro con una commedia nera candidata a cinque Oscar.

Un Di Caprio (Belfort) superbo in ogni momento della sua recitazione; quando si racconta guardando in macchina, quando striscia come un verme sotto gli effetti del mix di droghe, fino alla candida dichiarazione “…sono stato povero e sono stato molto ricco e scelgo di essere ricco tutta la vita, dannazione…”, fino all’autodistruzione.
Di Caprio, presentando il suo film ha raccontato al Los Angeles Times di essere cresciuto in un quartiere povero e degradato di Los Angeles, quindi, quando ha letto il libro scritto da Belfort che racconta la sua vita, ha fatto di tutto per comprarne i diritti (in concorrenza con Matt Demmon) e poi ha cominciato a parlarne con Scorzese. Probabilmente poteva girarlo con altri registi, ma era Scorzese quello che lui voleva anche perché dopo 5 film girati insieme si è affermata un’equazione : Scorzese sta a Di Caprio come un buon film sta al successo assicurato e ormai la loro è una simbiosi perfetta. E quindi ha atteso finché l’ha convinto non solo a dirigere ma anche a produrre, con lui, il film che ha già procurato loro le nomination all’Oscar
Tutto ruota attorno alla lotta tra lupi , squali, avvoltoi , alla lotta tra broker e alla vendita di tutto: azioni più o meno buone, corpi, droga, amicizie.
Ė un’altalena continua quella cui ci sottopone Scorzese , dal successo ai festini a base di droga e sesso, dall’alcol che scorre a fiumi alle feste nel lussuoso yacht, alle donne relegate al ruolo di semplice mezzo di piacere (la catena denaro, alcol, droga, sesso porta sempre e invariabilmente all’”uso” della donna, al suo svilimento) offrendoci una commedia nera che indaga il lato oscuro non solo dei lupi/broker , ma del genere umano.
Uno squalo fiero di essere tale, (Belfort/Di Caprio) uno che comincia rubando ai poveri per fare molto presto il salto di qualità, rubare ai ricchi, tanto da essere definito “Un Robin Hood che ruba ai ricchi per dare a se stesso” –
Ed è un lupo affamato nella vita e sullo schermo Belfort /Di Caprio , un lupo che cade nella vita ma rinasce ogni volta con lo stesso scopo, essere ricco tutta la vita.
“Mi chiamo Jordan Belfort – dice Di Caprio guardando in macchina, – l’anno in cui ho compiuto 26 anni ho guadagnato 49 milioni di dollari e la cosa mi ha fatto veramente incazzare, perché con altri tre arrivavo a un milione a settimana…” e pronunciando queste parole , lui che a 21 anni ha guadagnato il suo primo milione, chissà che non abbia pensato che questo potrebbe essere finalmente l’anno della statuetta da tanto attesa.
Ma non solo Di Caprio mattatore assoluto sempre in scena, il cameo di Matthew McConaughey, mentore di Di Caprio/Belfort, che lo introduce ai misteri della finanza è di assoluto rilievo tanto che varrebbe da solo il prezzo del biglietto.
Si indaga il lato oscuro, l’oscena avidità di potere; donne, alcol, droghe, sperpero fino ad affermare “…di più non basta mai” , in una feroce critica alla società del guadagno facile e senza rischi, una società di cui paghiamo e continueremo a pagare ancora le conseguenze, mentre Di Caprio, dopo il Golden Globe tenta per quarta volta la scalata alla statuetta più ambita del cinema , ma anche quest’anno ha degli avversari temibili e le major non hanno un grande feeling nei suoi confronti. Non ci resta che aspettare il 2 di marzo per sapere quale sarà, quest’anno, il miglior attore protagonista.
E se uscendo dalla sala trovate in tasca o nella borsa una penna, cominciate a preoccuparvi,vuol dire che Jordan Belford è tornato e riesce, ancora una volta, a vendere a tutti, anche a voi.

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