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Tossicodipendenze: una voce fuori dal coro

di Carla Ceretelli | 12 Gennaio 2014

Nè bigottismo nè moralismo

Rischiamo di far passare, riprodotta come un mantra, un’ idea di sottovalutazione del problema, come accaduto negli ultimi 30 anni: cioe’ dire, ma in fondo utilizzare queste sostanze psicotrope e’ una cosa piu’ o meno normale.

sanpatrignanoDa  San Patrignano si alza un grido di dolore che si espande in tutta l’Italia, come sempre divisa in due.  Ma stavolta i si e i no sono trasversali politicamente. I competenti in materia, dato che se ne occupano da una quarantina d’anni sostengono che si sta ancora una volta, tornando all’attacco, “con disarmante leggerezza, pressappochismo e mancanza di competenza su  un tema che interessa il futuro delle nuove generazioni”. Un tema etico ma soprattutto sociale che riguarda la salute e la tutela dei minori.

“Proposte di legge e prese di posizione che, se accolte, potrebbero avere conseguenze devastanti.”

Non si può negare che chi si occupa da decenni di tossicodipendenza e di recupero  conosca  i danni provocati dall’uso di questa sostanza, soprattutto fra gli adolescenti. E quanto sia pericolosa per i ragazzi più fragili, ormai  giovanissimi, si parla di dodicenni,  che nella marija potrebbero trovare un accesso privilegiato alle altre sostanze. Non a caso ben il 98% dei ragazzi ha iniziato con il classico spinello, considerato per assurdo “normale”.  Certo non tutti quelli che fumano canne arivano alle droghe pesanti ma tutti o quasi iniziano da quello. Ad oggi fuma cannabis un ragazzo su cinque, ma secondo le leggi del mercato è facile immaginare che ad un aumento dell’offerto ne seguirà uno della domanda.

Sbigottiti ma non rassegnati ,  gli educatori, a queste continue prese di posizione, spesso ideologiche che calpestano i capisaldi della società, già abbastanza malmenata e dequalificata. La modernità e l’apertura di vedute e la tolleranza verso legittime opinioni non significa adattarsi e soccombere abdicando a valori fondanti del vivere civile. E uno di questi è avere una generazione  dalla mente lucida e il cervello non devastato.

Si, purtroppo c’è l’alcool che la fa da padrone.. ma almeno cerchiamo di ridurre il danno e non  aggravarlo.

Ebbene si, samo  liberali  laici  e anche un poco radicali,   e proprio per questo  non possiamo non condividere   questo spirito, che auspica  lucidità e autocontrollo, non acquietamento e omologazione mentale e psicologica.

E sul concetto di proibizionismo poi.. ma che si proibisce.. quello che già  non è lecito?   Questo ha senso quando si proibisce qualcosa che è già legale. Si potrebbe parlare di proibizionismo nei confronti dell’alcool se  si  volesse rendere illegale. Che per i ragazzi lo è, insomma lo sarebbe……

Se vogliamo andare oltre sentiamo il parere di chi laico non è.

Il Cardinale Sgreccia dice di non essere a favore  della coltivazione e della liberalizzazione della cannabis. Sostiene che per quello che ha potuto studiare sulle dipendenze, le loro dinamiche e i fattori che possono aiutare i giovani a venirne fuori,   sia un fattore negativo. Si è fatto qualcosa, con il ringraziamento successivo di coloro che ce l’hanno fatta , laddove si sono prese posizioni repressive, non nel senso punitivo della parola ma con l’aiuto al distacco necessario .La cannabis e’ ”la porta d’introduzione”, e dal leggero si può passare al pesante, anche se non necessariamente, per fortuna. La liberalizzazione delle droghe cosiddette ‘leggere’ e’ “un’idea che va contro all’esperienza di altri Stati in cui le liberalizzazioni sono state smentite dai fatti e da alcuni studi di esperti che sanno che la fascia piu’ debole e’ quella degli adolescenti. I giovani verrebbero facilmente tirati dentro la sacca del consumismo”. ‘

Anche il Ministro,  infine,  sostiene che i benefici economici che si potrebbero ottenere,  come in Olanda dove si è creato di fatto un turismo internazionale della marijuana, non hanno peso rilevante rispetto  ai danni estremi per la salute dei cittadini, senza contare il pericolo  dell’affermazione di una cultura della normalizzazione dell’uso di sostanza psicotrope, che continua a produrre in Italia, in Europa e nel mondo, danni enormi, molto piu gravi di quelli legati all’uso di una singola sostanza.

Secondo il Ministro esistono due ordine di problemi: ”quello strettamente sanitario e quello culturale, che accompagna l’uso delle sostanze. Io credo che il tema delle dipendenze sia un tema di scottante attualita’ di cui si parla troppo poco. Ma come facciamo a parlare di liberalizzazione – ha detto ancora Lorenzin – se i numeri che noi continuiamo a registrare ci parlano di una diffusione sempre maggiore fra i giovanissimi di uso di sostanze, non solo marijuana, hashish, ecstasy, cocaina, e purtroppo anche il ritorno dell’eroina, oppiacei, coktail, sostanze legata all’alcol, sempre piu’ in aumento l’alcolismo fra i giovani”.

”Dunque, questi sono messaggi negativi anche sul piano culturale, destabilizzanti. Rischiamo di far passare, riprodotta come un mantra, un’ idea di sottovalutazione del problema, come accaduto negli ultimi 30 anni: cioe’ dire, ma in fondo utilizzare queste sostanze psicotrope e’ una cosa piu’ o meno normale, che poi non fa tanto male, che lo faccio per divertirmi, che se lo faccio una volta sola che vuoi che mi succeda. Ed e’ un messaggio che di fatto aiuta il consumo, deresponsabilizzando sull’uso di queste sostanze. E questo e’ un danno per i giovanissimi e anche per gli adulti”.

Naturalmente i fautori  e sostenitori della legalizzazione sostengono che questo sottrarrebbe affari e traffico alla mafia per riversarli sullo  stato, come   per alcool e tabacco, per altro paradossalmente esitato legalmente in mezzo a campagne antifumo e normative sempre più ristrette. Per  non parlare delle slot…E’  vero, ma  la mafia sa bene come andare a cercare affari alternativi.

Pubblicato in : Primo piano

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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