Francesco, Matteo e Silvio in testa mentre a Ricoletta e Alfano manca il quid; i prossimi 50 anni di pace non garantiti per la Merkel, gli endorsement per Renzi che pullulano e andrà a finire…
Il pan ci manca sul ponte sventola… (ma il vento sibila ma l’onda è scura ma tutta un gemito è la natura le corde stridono la voce manca sul ponte sventola…).

Si può pensare e ipotizzare quel che si vuole , ma questi tre salveranno l’italia. Ciascuno con la loro specificità nel bene e nel male. Ricoletta e Angelino, adombrati dalla personalità dei suddetti , sgambettano a destra e a manca ma.. manca , come si dice… ah si, il quid.
Due vecchi e un giovane che, però vale per due, dunque pari opportunità. Ci sarebbe un terzo incomodo, ma è, appunto, terzo e scomodissimo. Così tanto che chi ci si adagia si rizza subito tanto è irto di spunzoni che non ti danno tregua.
Passando alle cose seriose. La corte dei Conti ci narra che la spesa pubblica è troppo alta per parlare di ripresa. Le entrate fiscali sono alte ma non sufficienti. E Ricoletta se la prende non si sa con chi e ci promette mari e Monti. No, per carità. Ha già dato. Chi se le ricorda queste parole pronunciate nell’Ottobre del 2011? Nel teatrino della consegna della letterina di Babbo Natale di Silvio Berlusconi al vertice dei 17 capi di stato dell’Eurogruppo, c’è una frase della Merkel che è passata abbondantemente sotto traccia: “Se cade l’euro cade l’Europa. Nessuno prenda per garantiti altri 50 anni di pace in Europa“. E Nicolas Sarkozy ci è andato giù ancora più pesante: “L’Europa è il continente che ha conosciuto le guerre più barbare al mondo, e non sono accadute nel Medioevo, ma nel XX secolo, per ben due volte. […] Lasciare distruggere l’euro è prendersi il rischio di distruggere l’Europa. Coloro che vogliono distruggere l’euro si assumeranno la responsabilità di riaccendere i conflitti nel nostro continente“.
Gli imprenditori che creano posti di lavoro sono più di sinistra di altri, dice Matteo, un liberale di sinistra, quel che ci vuole oggi. E non ha mai letto Marx, almeno così ci racconta. Ma c’è da credergli, e se l’avesse letto, gli sarebbe entrato da un orecchio e uscito dall’altro, immantinente. Si veste in grigio perla quando tutti sono in nero . Si suppone Giorgio docente, sceglie 7 donne 5 uomini mandando a gambe all’aria le pari opportunità e le quote rosa E’ oltre. E gli endorsment pullulano. L’elefantino incorona Matteo leader della politica italiana: “Ha un’innocenza rara ed è autentico. Farà bene. Per la delusione c’è tempo…” “La Repubblica di Matteo sarà sostenibile e divertente”, una vera e propria sbandata per il rottamatore .. “Berlusconi è un unicum, ma Renzi sa la regola, politics is fun. Un leader plebiscitato dalla sinistra che parla dei poveri come Reagan e maltratta un Quagliariello, è ottimo. Per la delusione c’è tempo”. “Devi muovere politica e società, ora immobili, e ‘lasciare cosa niuna intatta”. Ora con Renzi vogliamo fare gli schizzinosi?”. E auspica la Repubblica di Matteo. Oddio, azzardatino paragonarlo a Platone.. mo’ non esageriamo…. “La sua Repubblica è di là da venire, forse un paese immaginario di cui c’è poco succo a parlare, eppure anche imminente e concreta, realistica, c’è spazio per un giudizio equanime sui fallimenti e sulle grazie di noi sessantenni e sessantenni e più, non è la casa della vendetta ma il luogo simbolico e politico della vera pacificazione, con il salto di generazione alla guida della carretta patria. Renzi ha l’autenticità spiccia e innocente, fiorentina in spirito, di un candidato principe nuovo che si fa largo in una terra lacerata”.
E come andrà lo sapremo solo vivendo e lasciandolo lavorare.. (Ma il vento sibila ma l’onda è scura ma tutta un gemito è la natura le corde stridono la voce manca sul ponte sventola…)

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