Il problema dei rifiuti tossici interrati in Campania è nato con il “boom economico “degli anni ’60 e la successiva industrializzazione selvaggia proseguita negli anni ’70.

Purtroppo è sempre così, succede qualcosa, riemerge il problema, e dopo qualche settimana viene sistematicamente accantonato, per dare lo spazio al “nuovo” argomento di attualità.
Il problema dei rifiuti tossici interrati in Campania è nato con il “boom economico “degli anni ’60 e la successiva industrializzazione selvaggia proseguita negli anni ’70.
Il disordine seguito allo sviluppo industriale incontrollato, ha dato origine ad una montagna di rifiuti tossici e nocivi che le industrie del Nord hanno smaltito in Campania attraverso la camorra.
Lo scrittore Roberto Saviano, ancor giovanissimo ha messo a nudo il problema con il suo libro inchiesta “Gomorra”. Da molti anni, Roberto Saviano vive da recluso sotto scorta. Lo scrittore campano ha pagato a caro prezzo la sua denuncia contro la camorra. La testimonianza di Saviano dimostra che il problema non è nuovo; è vecchio e solo l’incapacità di chi ci ha governato ha fatto sì che ancor oggi non sia stato varato un piano di risanamento delle zone interessate.
La situazione creatasi in Campania, in alcune zone del basso Lazio e del Molise è solo la punta di un iceberg del problema dei rifiuti più in generale, compresi quelli cosiddetti normali, ed è la conseguenza diretta di un modello di “sviluppo sbagliato”. Rifiuti “normali” equivalgono a discariche, forni inceneritori, anch’essi dannosi alla salute.
Il modello di sviluppo sbagliato inizia con l’abbandono delle campagne 50 anni fa. Nei supermercati italiani sono in vendita i limoni provenenti dall’Argentina, l’insalata prodotta in Olanda, l’olio di pochi euro proveniente dalla Tunisia, a tutto danno della nostra bilancia commerciale. Nella stragrande maggioranza degli 8000 comuni italiani, fino 40/50 anni fa, non si faceva la raccolta, perché non c’erano i rifiuti da smaltire. Nei negozi gli alimenti (sale, pasta, farina zucchero, salumi, l’olio, il vino ed altri prodotti) si compravano sfusi. Il grosso delle migliaia di tonnellate di rifiuti che tutti i giorni producono le nostre città, è costituito dalle confezioni (il cosiddetto packaging).
Gli ultimi dati statistici mettono in evidenza il ritorno dei consumi a livello degli anni ’60, a causa della crisi economica. Forse, abbiamo l’occasione per riconsiderare gli errori degli ultimi decenni, in cui la società consumistica ci ha abituato ad acquistare tante cose di cui non avevamo bisogno, che giornalmente impoveriscono le nostre tasche e gonfiano le discariche di rifiuti.

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