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L’anno cruciale del buon senso politico

di Fabrizio Binacchi | 26 Agosto 2013

Tutti invocano il buon senso ma sono i contenuti del buon senso che non sono condivisi.

icon_Math_2013Il senso politico raramente va d’accordo con il buon senso comune. Perché spesso, ed è noto, nel senso politico ci sono interessi di parte che non arrivano, nemmeno nella loro somma, a fornire un obiettivo di buon senso comune. Questo è il male di fondo del sistema Italia e, da qualche anno, anche del sistema Europa. Si vede nei tira-e-molla di questi giorni sul tema Berlusconi-governabilità, e sul crinale congresso del Pd ed alleanze del futuro. Quello che comincia fra poche settimane, con l’autunno che speriamo sia costruttivo e non bollente dal punto di vista sociale, sarà l’anno cruciale del buon senso politico. L’ha anticipato Letta al meeting di Rimini quando ha ricordato che gli italiani puniranno quelli che anteporranno gli interessi di parte al bene collettivo. Già. Ma qual è il bene collettivo condiviso? La tutela della governabilità a tutti i costi o la affermazione di diritti che si rivendica calpestati? Il problema è proprio lì. Tutti invocano il buon senso ma sono i contenuti del buon senso che non sono condivisi. Come dire: ognuno ha il suo buonsenso. E ripeto: tanti buon sensi non fanno il bene condiviso. Consolidata teoria anche psicologica: la  somma delle parti non fa il tutto. In …tutto questo Epifani ha detto una cosa difficilmente attaccabile: il problema è non buttare a mare i sacrifici fatti in questi due anni. Non ha tutti i torti. Abbiamo pagato balzelli e tasse, abbiamo chiuso rubinetti e bloccato pensioni, abbiamo esodato senza sicurezze e messo quasi sul lastrico centinaia di piccole e medie aziende e adesso, sul più bello, che sta arrivando la ripresa, che si sta invertendo il trend negativo in positivo, almeno nell’area euro, beh in questo momento diciamo; sai che c’è, abbiamo scherzato tutti a casa si ricomincia. Difficile che i mercati ci lascino indenni in una prospettiva come quella. Lo sanno bene gli investitori lo sanno bene i vertici istituzionali. Tutti sanno che tutto possiamo permetterci tranne che una crisi politica proprio adesso. Lo dice Padoan dell’Ocse: i mercati guardano gli scenari a lungo termine, se c’è un governo c’è uno scenario a lungo termine, se ci sono crisi non c’è scenario. Per questo sarà quasi d’obbligo far prevalere il buon senso comune al senso di parte mascherato da politica. Sarà quasi d’obbligo puntare sull’anno cruciale del buon senso politico che ci dovrà vedere protagonisti tra questa fine del 2013 e tutto il 2014 sulla frontiera del rilancio europeo come presidenza di turno della Ue proprio nell’anno del rinnovo del parlamento europeo. Sarà quasi d’obbligo, passo dopo passo, rivedere piccole grandi spese per innescare investimenti più fruttiferi per combattere quella che tra tutte le emergenze sembra essere quella più grave: la disoccupazione. Il buon senso deve dare presto risposte sul lavoro. Le altre ricette sembrano solo palliativi. Non si può pensare di imboccare la curva della ripresa con una disoccupazione media che sfiora il 15 per cento, e per classi che arriva al 30 per cento. Non si può pensare di essere un Paese normale quando si contano 500 mila pensioni sopra i 3000 euro e 5 milioni di pensioni stanno attorno ai 500-600 euro, quando si scopre che in sette mesi c’è stata una evasione fiscale  pari ad una manovra economica. Basterebbero questi pochi roventi dati ad obbligare tutti ad un anno di buon senso politico. Che finalmente può diventare anche buon senso comune.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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