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Prigionieri dei propri errori

di Chiara Boriosi | 26 Agosto 2013

Se davvero Napolitano, vuole compiere un atto che determini il cambiamento di cui abbiamo bisogno, si faccia forza e tagli il nodo di Gordio che non si può sciogliere altrimenti

lettanapolitanoLa totale impasse politica in cui siamo bloccati non è altro che l’ultima, e forse purtroppo neanche definitiva, conseguenza di una lunga serie di errori, colpe e responsabilità che risalgono al secolo scorso e che nessuno dei partiti – nuovi, vecchi, o riesumati sotto mentite spoglie – ha avuto la forza, la lucidità ma soprattutto la volontà di affrontare nei tempi e nei modi giusti per approntare un significativo quanto necessario cambio di passo del nostro sistema complessivamente fallimentare ed inadeguato.

Visti in quest’ottica, tutti gli attori che oggi si agitano e boccheggiano nell’acquario stagnante della infinita querelle berlusconiana sono nient’altro che figurine sbiadite, epigoni tardi e stanchi di se stessi e della propria piccola miope visuale politica con cui hanno misurato, poco e male, le vicende del nostro paese da Mani Pulite in poi, senza porsi altro obbiettivo che non fosse quello della propria sopravvivenza al potere.

Fa un certo effetto, irritante e persino insofferente, sentirli affannarsi ancora a nascondersi dietro trite formule prive di ogni pregnante contenuto, e perpetuare quella logica tribale dell’opposizione a prescindere, declinata nelle mille infingarde sfumature delle dichiarazioni in punta di diritto, di morale e persino di rivendicazione popolare, laddove si presuppone che nessuno, a destra come a sinistra, sia sostituibile o avvicendabile senza tradire un mandato che, in realtà, in tempi di Porcellum, è solo una fasulla investitura della Casta a se stessa.

In realtà, in questa vicenda hanno torto tutti, nessuno escluso, chè se i nodi son venuti alla fine tutti al pettine, ed il pettine però nel frattempo si è rotto in mano a chi fin qui lo ha tenuto, ciò implica una chiamata in correità a rispondere delle proprie manifeste incapacità   cui nessuno può oggettivamente sottrarsi, tanto più nascondendosi dietro la consunta favoletta della responsabilità nei confronti del paese e dell’Europa, che da gran tempo questi soggetti avrebbero dovuto assumersi sotto tutt’altre forme, in termini di riforme profonde e necessarie, invece di giocare di rinvio in rinvio per almeno vent’anni salvo poi trovarsi con la casa che brucia e neanche un secchiello per spengere l’incendio.

Ha torto il Pdl, che ha sempre pagato pegno al proprio peccato originale, la dipendenza assoluta dal leader, in nome della quale ha rinunciato ad ogni sana dinamica di formazione di una classe dirigente interna, di confronto aperto e democratico, ed oggi si aggrappa ad un gruppo disomogeneo e barcollante di incerte personalità tutte inesorabilmente legate al destino di Berlusconi. Quando Alfano, Segretario del Pdl, afferma che il mandato degli elettori è affidato al capo, e non al partito, ammette di fatto un paradosso che è anche l’alfa e l’omega di quella parte politica, nata con Berlusconi e destinata a morire con lui per evidente impossibilità di giustificare altrimenti la propria esistenza. E dunque quella di un progetto politico che, di fatto, non c’è mai stato se non nei vuoti slogan ripetuti per vent’anni ma mai neppure lontanamente tradotti in azioni, seppure sostenuti da governi dotati di maggioranze amplissime.

Ha torto il Pd, che nella sua inemendabile foga giustizialista esprime tutto il livore di un ventennio di sconfitte contro un avversario che è stato solo capace di demonizzare ma mai di battere politicamente, e la cui paurosa debolezza emerge ad ogni ora, ad ogni scomposta dichiarazione, con un D’Alema che liquida Letta come figura di transizione mentre gli ultimi epigoni di Botteghe Oscure, Bersani in testa, si alleano con i post-democristiani per sostenere comunque l’attuale governo e congelare così lo scontro interno al partito, nell’ennesimo patto con l’unico obbiettivo di permettere ancora alla vecchia dirigenza, pur ripetutamente sconfitta e sconfessata, di mantenere inalterato il proprio potere.

Ha torto Enrico Letta, che vede l’Italia esclusa dai segnali di ripresa economica che invece interessano l’Eurozona, ma ritiene di poter operare con un governo capace solo, fin qui, di tanti rinvii e di nessuna decisione forte, del tutto assente alla voce riforme, e per di più fin qui palesemente asservito al ricatto berlusconiano giocato su temi populisti come l’abolizione dell’Imu.

Ha torto Grillo che, d’improvviso, dopo averlo sconfessato in ogni modo, abbraccia il Porcellum nell’illusione di una vittoria elettorale dovuta agli errori altrui, ma che in realtà sottovaluta, e molto, il giudizio che in questi pochi mesi i cittadini si son fatti sul comportamento dei Grillini in Parlamento, sulla gestione interna del M5S a dir poco padronale, e sul fatto che persino l’antipolitica ha fatto il suo tempo di fronte al palese fallimento del piccolo mito dei cittadini qualunque nelle stanze del potere.

Ha torto persino Napolitano, che nella sua ostinazione a difendere ad ogni costo questo governo, dimentica quello che pure fu il suo fortissimo richiamo nel giorno della sue rielezione, ovvero riforme necessarie, forti e non più rinviabili, e che dal primo bilancio di questi mesi dovrebbe aver capito bene che questo governo di tutto può essere capace meno che di ciò per cui era nato, esattamente come il governo Monti.

Ed hanno palesemente torto tutti coloro che si affannano a dire ed a scrivere che, per uscire da questa impasse, l’unica via è un passo indietro di Berlusconi, non perchè non sia necessario ma perchè sarebbe del tutto inutile se non fosse seguito da una uscita di scena di tutta una classe dirigente, a destra come a sinistra, che non solo ha fatto il suo tempo ma che, dati alla mano, ha fallito tutti, ma proprio tutti, gli obbiettivi mettendo in ginocchio questo paese.

Se davvero Napolitano, che è ormai da due anni l’unico vero reggitore della nostre sorti, vuole compiere un atto che determini il cambiamento di cui abbiamo bisogno, si faccia forza e tagli il nodo di Gordio che non si può sciogliere altrimenti: convinca tutti a farsi da parte ed apra le porte al nuovo, prima che sia davvero troppo tardi.

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Paolo Francia

    2 Settembre 2013 alle 00:24

    infatti, io ho detto che queste cose andrebbero fatte, ma che in Italia non si faranno, reputo quanto da me scritto irrealizzabile nel corto e medio termine, poi tra 60 anni non saro’ piu’ qui per saperlo.

    Rispondi
  2. marzio siracusa

    1 Settembre 2013 alle 20:12

    Su questo Chiara ha ragioni da vendere.

    Rispondi
  3. Chiara

    1 Settembre 2013 alle 18:47

    Lo sappiamo Paolo, ma se i migliori se ne vanno e lasciamo questo paese in mano ai mediocri, come sarà possibile fare tutto questo lavoro?!

    Rispondi
  4. Paolo Francia

    1 Settembre 2013 alle 13:18

    Solo per precisare Chiara, io sono andato via dall’Italia quando ancora lavoravo molto, il crollo nel mio settore si è verificato qualche anno dopo, pochissimi anni dopo la mia partenza, ed ero partito per un progetto che all’inizio doveva durare solo pochi mesi, ma evidentemente non esistono solo progetti e/o riuscite o sconfitte, ma il destino che a volte ti impone scelte che non potrebbero essere le piu’ giuste a conti fatti e col senno di poi. Diciamo piuttosto che ho rischiato, perché lasciai alcuni contratti per un quasi nulla, ma alle volte certi treni passano solo una volta nella vita, o li prendi, o poi non passano piu’.
    L’Italia Chiara deve liberarsi di una tirannia durata vent’anni “buona” quella di Berlusconi, che continuerà con la sua famiglia (figli ne ha tanti, di tutte le età, quindi almeno fino al 2300 mi sa che dovrete sopportarne qualcuno….), deve liberarsi del fardello della religione cattolica e del Vaticano (Bergo-ratzinghesco), deve evolvere in 1000 direzioni, risolvere il problema immigrazione senza scadere nel razzismo (difficilissima impresa anche per la posizione geografica che dipende non certo dall’italiano abitante), attuare tutta una serie di riforme come una Svezia (da unioni legali VERE per tutti, cercare di avanzare per eutanasia e tutto nel rispetto delle differenti posizioni e dello zoccolo duro dei cattolici integristi, impresa che pare difficilissima quanto quella di cui sopra), affrontare il problema anziani (ma non uccidendoli per scarsa o cattiva sanità o riducendoli alla fame), cambiare insomma il proprio modo di pensare, fare, agire, decidere e progettare, cosa assai piu difficile delle due precedenti, estirpando la mafia e la corruzione dalla politica e dal lavoro, impresa che neanche il migliore 007 accetterebbe di affrontare, e poi c’é la giustizia che è diventata ingiustizia, la cultura che è diventata incultura, l’arte che è diventata fuga.

    Rispondi
  5. Chiara

    1 Settembre 2013 alle 12:07

    Paolo, penso che la gente non legga perchè non lo fa. Io non ho parlato nè di incontri fra politici logori, nè di circoli ARCI, ma di luoghi non di partito dove giovani impegnati in politica si incontrano e si scambiano esperienze. Si vede che manchi da anni dall’Italia, sei rimasto a vecchi stereotipi, e non è una colpa, ma se scrivo di giovani che si incontrano dove possono farlo, mi pare che almeno l’italiano non sia opinabile. Poi, capisco che tanti, come te, ad un certo punto se ne sono andati perchè qui non avevano sbocchi, e non ti biasimo certo, anzi, ritengo che questa sia una delle responsabilità più gravi di una classe politica indegna che ha sempre fatto lavorare – a destra e a sinistra, sia chiaro – i propri clientes, ed ha aliscafo andar via i migliori. Vorrei però tanto che una nuova generazione di politici, e noi con loro, si battesse per invertire questa pessima tendenza.
    Marzio: ti ripeto quello che ti ho sempre detto, se nin definiamo la nostra identità ed i nostri obbiettivi come paese, è inutile mettere avanti i rapporti di forza europei, saremo sempre schiacciati dagli altri.

    Rispondi
  6. marzio siracusa

    31 Agosto 2013 alle 21:39

    Dal triste luoho dove sto uso smartphhone e scrivo male. Chiara se da anni parlassi a una persona che ritrengo stupoda lo stupido sarei io, Tu sei tut’altro che stupida, sei una che crede, così sei anche preziosa. E tu Paolo non penserai la Francia il paese di uopia solo perche ha accolto i matrimoni omo. Oggi il baricentro dell’europa è tra Berlino e Mosca, Molotov e Ribbewntrop ridacchiano nelle proprie fosse, Washington, Londra e Parigi sono terrorizzzate e Roma fa la vecchia puttana. Hollande ringhia per ché considera la ex colonia Siria suo compito, ma è squallido. Non vedi quanto e bruttoi l’Arco di Trionfo? E la retorica dell’inflessibilità repubblicanaa non ti sta sui co….?

    Rispondi
  7. Paolo Francia

    31 Agosto 2013 alle 18:27

    Chiara, perché pensi che non si legga quanto scrivi? la gente ha tendenza ad incontrare i propri simili, la santanché incontrerà quelli con la barchetta, la Serracchiani quelli con la Vespa, la Colli quelli con la barca a vela, che a suo dire sono la maggioranza degli italiani, dipende dai punti di vista! Se parli dei circoli Arci, parlano spesso poco e lavorano ancora meno. Forse non posso parlarne perché manco da 13 anni dall’Italia e magari questo fermento di cui parli proprio me lo sono perso. Io andavo a Roma in via Torre Argentina a parlare di problemi alla sede Radicale un tempo, e non c’era mai nessuno, il deserto. Restare in Italia….benissimo, per cosa e per chi, scusa? Per l’amor di patria?!? Io se fossi rimasto in Italia farei la fame, la stragrande maggioranza dei posti in cui lavoravo ha chiuso o non paga quasi piu’, gli altri non chimano piu, e altri ancora pagano salari da fame. In piu’, non sei neanche riconosciuto, non so di cosa tu stia parlando, un giovane talentuoso DEVE essere consigliato di fare fortuna fuori, oppure farà l’idealista morto di fame.

    Rispondi
  8. Chiara

    31 Agosto 2013 alle 18:22

    Figurati, a me non importa essere trattata da stupida, come tu palesemente fai, chè nel mio piccolo, quando rileggo le cose che ho scritto negli ultimi anni, e che tu puntualmente hai sconfessato, poi le ho viste accadere tutte….dunque, ho un mestiere assicurato come maga )
    Stupida ma antivedente, ti par poco?!

    Rispondi
  9. marzio siracusa

    31 Agosto 2013 alle 16:02

    ….e perdonna se dove sonpo non posdo dire di più

    Rispondi
  10. marzio siracusa

    31 Agosto 2013 alle 16:01

    Ridi, ridi, Chiara, che mamma ha fatto gli gnocchi!

    Rispondi
  11. Chiara

    31 Agosto 2013 alle 12:28

    Scusate, ma siete davvero buffi.
    Paolo: ma chi ha parlato di gente che frequenta i politici?! Ma almeno leggi quello che scrivo. Io ho parlato di luoghidovepersone giovani che fanno poltiica si incontrano, luoghi tipo circoli, assemblee, cose così. E se tutti quelli che hanno talento decidono di andarsene, che ne facciamo di questo paese?! Non sarebbe meglio sostenere invece quelli che restano e si battono per migliorare le cose?!
    Marzio: mi fai proprio ridere. Con cosa, anzi, con chi, vorresti farlo questo ricambio decennale?! Con gli omini del Lego, con gli alieni?! Mah.

    Rispondi
  12. Paolo Francia

    31 Agosto 2013 alle 09:17

    Marzio, chi stermina in quersto momento sono i siriani, con armi che la Russia gli fornisce, fosse per il principio e la legalità, la Russia andrebbe attaccata!
    Sono daccordo sul fatto che gli USA dovrebbero prima far sparire la pena di morte, terminare con questo uso di armi personali ridicolo e smodato (ma là ancora l’industria delle armi farebbe battaglia…), ma lasciare impuniti crimini come quello siriano, significa dare ai tanti tiranni in circolo la possibilità di compiere all’infinito tali crimini che resterebbero impuniti. Poi fai un po’ te….
    Per i politici ti do ragione, ci troveremo Renzi e la Serracchiani fino alla fine dei nostri giorni, noi coi soliti problemi, loro con i conti all’estero.

    Rispondi
  13. Paolo Francia

    31 Agosto 2013 alle 09:09

    Chiara, sono certo che esistano persone in gamba, ma se il proprio Paese non offre piu’ niente di attrattivo né economicamente, né come riconoscenza delle qualità, i giovani di cui parli fanno i bagagli e se ne vanno via, mi sembra logico.
    La gente che i politici frequenta…mmhh dipende davvero! Visto il tenore di vita di tantissimi politici in carica, quale sarà il campione preso ad esempio da una delle tante Santanché? Le signore del circolo del bridge, del racchettone a Forte dei Marmi, o della settimnana bianca a Cortina?!?

    Rispondi
  14. marzio siracusa

    31 Agosto 2013 alle 09:03

    Per proseguire nel trio piccoso Chiara, Paolo, Marzio, a Paolo dico: gli USA hanno commesso e commettono crimini contro l’umanità al cui confronto gli Himmler e i Mengele furono solo delinquenti privi di stile, sterminare in colletto bianco per liberare l’umanità o sterminare con la svastica sul petto per opprimerla per me non fa differenza alcuna, serve solo a farci più o meno succubi delle pulsioni hollywoodiane che ci hanno iniettato nel midollo spinale. E non dico del crimine antropologico che a mio avvisso porterà al collasso dell’umano, l’ “american way of life ” e le sue conseguenze della sua sconcia religione. A Chiara rimando l’accusa di non leggermi: nel ricambio generazionale che tu auspichi vedo il paradosso dell’alternanza di generazioni che iniziano a vent’anni le loro flatulenze politiche e le concludono a settanta ricorrendo ad Activiaaaaa. Vuoi capire Chiara che dei tanti Renzi in coda d’attesa non ti liberari più fino al 2050?

    Rispondi
  15. Chiara

    31 Agosto 2013 alle 08:41

    Marzio, come, d’improvviso questo ricambio decennale che auspico da tempo – e anche in questi post l’ho scritto più volte – ti va bene?! Mi sorge il solito dubbio, o non mi leggi o cambi versione un pò troppo facilmente. Riguardo i giovani in politica – e non capisco cosa c’entri chi fa politica da trent’anni, come invece scrivi tu – io li incontro dove è possibile incontrarti, nei luoghi dove si danno appuntamento per confrontarsi, scambiarsi le loro esperienze e sostenersi a vicenda, ce ne sono tanti, in gamba, determinati e preparati, tranquillizzati anche tu caro Paolo, altro che lecchini o falliti, il nostro paese ha risorse umane di qualità, peccato che non sappia nè voglia servirsene. E magari, un po’ meno luoghi comuni e un pò più vita fra la gente, ci aiuterebbero ad avere una visione più realista della nostra società.

    Rispondi
  16. Paolo Francia

    31 Agosto 2013 alle 01:22

    Non liquidare Marzio il rigurgito neonazista come una banda di idioti, quelli ci sono, ma sono la punta dell’iceberg, dietro c’é gente normalissima che invoca ancora Hitler, che spera al “tanto peggio, tanto meglio”, corsi e ricorsi, pare che l’umanità invochi ancora i campi di concentramento. Gli Stati Uniti? Fanno tanti errori spesso, ma stavolta per la Siria hanno ragione, l’Europa misera non vuole partecipare perché la povertà aumenta e la gente pensa ai propri 4 soldi, e se ne frega che la gente sia massacrata coi gas, corsi e ricorsi….la Russia, una dittatura che non è diversa dai tempi di Breznev.
    Chiara, per i giovincelli in politica, è la disperazione per un lavoro che non c’é, per lo studio che non da prospettive….cosa resta? La politica, ovviamente, i piu’ logorroici, i primi della classe, i piu lecchini, hanno capito l’unico modo di farsi una carriera, fare il politico!

    Rispondi
  17. marzio siracusa

    30 Agosto 2013 alle 18:09

    Giovani preparati e determinati: beata te Chiara che li vedi, io invece riscontro migliaia e migliaia di pappagallini che a trent’anni hanno già ben assimilato i meccanismi del talk show, così ai livelli della tv locale, così nei grandi network, tutti spiritosi, ciarlieri e imbottiti d’informazione titolata, in costante febbre aeroportuale e naturalmente molto, molto colti, secondo il trito che oggi passa per cultura. E poi si ritorna lì, quelli che oggi deprechi come vecchi della politica, mezzo secolo fa erano il nuovo rampante. Non capisco perchè in politica le generazioni debbano procedere di mezzo secolo in mezzo secolo, e non di dieci anni in dieci anni e se possibile anche meno. O meglio si capisce, nella maggioranza sono inetti che non saprebbero nemmeno patrocinare una causa per multa a un cane che ha defecato sul marciapiede.

    Rispondi
  18. Chiara

    30 Agosto 2013 alle 08:59

    Scusate cari, Buancaneve vi informa che sarà anche ingenua, come voi dite, ma crede che limitarsi a dire “le cose stanno così e non possono cambiare” non serve a nulla. Aggiungo per Marzio: non vedo alcuna astrattezza nella battaglia di tanti giovani che entrano in poltiica e si mettono contro il loro partito quando vanno alle primarie. Ne conosco parecchi, da Nord a Sud, sono preparati, determinati, e sentono molto il valore del rapporto con i cittadini, se questa è astrattezza, bè, allora ne abbiamo molto bisogno.

    Rispondi
  19. marzio siracusa

    30 Agosto 2013 alle 08:30

    Paolo, finché ci facciamo chetare dall’informazione sul truce neonazismo delle svastiche rapate su crani idioti ma ad uso hollywoodiano, credo che fra trecento anni un altro Paolo e un altro Marzio staranno ancora qui a dirsi le stesse cose che ci diciamo oggi. Occorre tagliarsi vecchie sintassi alle spalle e muoversi. I miei futuri trecento anni sono ora.

    Rispondi
  20. Paolo Francia

    29 Agosto 2013 alle 22:26

    Chiara, sembri Biancaneve quando canta nel bosco! L’Italia è un Paese fallito, per i giovani, giovanissimi, mezza età e per anziani! Le nuove generazioni, se non hanno papi e mami che li proteggono e se non hanno santi in paradiso, non possono neanche averle le idee, è un lusso per altri giovani, non per gli italiani.
    Gli italiani, purtroppo, sono anti-moderni, attaccati a valori che oggi non esistono piu’, mammoni, inconcludenti e solo quelli che osano spiccare il volo fuori dall’Italia riescono a far qualcosa….
    Marzio, gli orrori della guerra pare non siano ancora finiti, rigurgiti neo.nazisti rcompaiono e pare che attecchiscano ovunque, complice la crisi, primi che quei rapporti di servilismo e forza scompaiano, passeranno altre centinaia di anni, quindi mettiti l’anima in pace, almeno che tu non sappia come vivere sui 300 anni, nel caso fammi sapere, non è solo che adoro vivere, ma in piu’ sono curioso e soprattutto del futuro lontano.

    Rispondi
  21. marzio siracusa

    29 Agosto 2013 alle 15:23

    Chiara, ancora rispetto quello in cui credi, ma non chiedermi di condividere astrattezze che non stanno né in cielo né in terra, ma solo nei libri d’altri tempi.

    Rispondi
  22. Chiara

    29 Agosto 2013 alle 09:43

    Non parlo di verità, e sebbene la mia vetusta età negli anni ’50 non ero ancora nata. Parlo di una dinamica del tutto fisiologica per cui chi ha capacità e voglia di impegnarsi riesce ad emergere in determinati contesti non perchè è il cooptato di qualcuno ma perchè grazie a strumenti democratici efficaci come le primarie – se davvero aperte e competitive – convince gli altri con un progetto politico. La democrazia, per essere tale e per funzionare davvero e non limitarsi solo alla forma, come invece accade da noi ormai da decenni, ha bisogno anche di dinamismo, non può essere immobile.

    Rispondi
  23. marzio siracusa

    28 Agosto 2013 alle 19:07

    A me sembra che tu parli di un’Italia degli anni cinquanta, quando dal basso veniva la verità. Se davvero credi a quello che dici ammiro la tua onestà e verginità intellettuale, ma non chiedermi di condividerla.

    Rispondi
  24. Chiara

    28 Agosto 2013 alle 12:30

    Eh no, caro Marzio, troppo comodo rigirare la frittata sulla politica estera, ignorando quella interna e liquidandola come ‘ufficio di collocamento”. E perchè mai?! Se chiedo selezione, partenza dal basso, lavoro sul territorio, disponibilità a battersi per le proprie convinzioni, non colloco nessuno da Casamicciola al Quirinale, al contrario auspico una sana apertura al nuovo rispetto alla chiusura del potere in mano ai soliti da decenni. Le alleanze internazionali sono in piedi dalla fine della seconda guerra mondiale, hanno attraversato tutta la guerra fredda, sono parzialmente state riviste dopo il crollo del Comunismo, e sono sancite in patti che non possiamo così facile,note rinnegare. Solo che per ridiscuterli, dovremmo prima sapere chi siamo davvero oggi ed anche avere una pozione netta ed progetto politico chiaro, tutte cose che invece ci mancano e che mai avremo da questa manica di vecchi, d’età oppure di testa quando. On di entrambe le cose, che ci governa.

    Rispondi
  25. Marzio Siracusa

    27 Agosto 2013 alle 14:57

    La conclusione della risposta a Paolo mi dice che stai optando per la politica come ufficio di collocamento, da assessore di Casamicciola al Quirinale, attraverso mezzo secolo di cazzate pur di restare a galla. Contenta tu! Ma per tornare a Marzio, l’altro comico della coppietta che ti rompe, mi dici che le democrazie si sono rinnovate nele classi dirigenti. Ma per quale politica, i soliti birignao di politica sociale, più tasse o meno tasse, più pubblico o meno privato? Oggi l’unico vero problema dove si misura il nuovo è la politica estera davangi alla quale come gli struzzi infiliamo da sempre la testa nella sabbia, e tutte le democrazie occidentali fanno così, non solo noi. Non vedi come Cameron per la Siria fa il maggiordomo di Obama come Blair lo fu di Bush per l’Irak? Non lo avverti questo terrore servile in tutti a tradire i benefattori d’oltreatlantico? Qua sta il nodo da sciogliere, ora che l’URSS non esiste più, perché il vero nuovo cali nelle scelte interne dei singoli stati. Il resto è ufficio di collocamento.

    Rispondi
  26. Marzio Siracusa

    27 Agosto 2013 alle 14:45

    L

    Rispondi
  27. Chiara

    27 Agosto 2013 alle 12:51

    Caro Paolo, veramente ho fatto una l’osta di torti, non di sbagli, che è altra cosa. Riguardo a Renzi, sul quale sappiamo bene hai un pregiudizio a prescindere, posso solo dirti che, secondo me, la situazione non è come la vedi tu, ma poi ognuno di noi resta della sua idea. Riguardo ad una nuova generazione, non mi riferisco affatto a quelli che vedi in televisione e sono già vecchi perchè assoldati da tempo dal sistema e cooptati come schiaccia bottoni, penso invece a quanti si fanno le loro battaglie nelle amministrazioni locali, facendo gavetta ed esperienza, e che potrebbero emergere con un corretto uso delle primarie come strumento di selezione,

    Rispondi
  28. Paolo Francia

    27 Agosto 2013 alle 11:28

    Purtroppo Chiara, sebbene tu sia ottismista, le nuove generazioni in politica lasciano a desiderare, basta vederli agitarsi in TV ospiti perenni, nei tg o in altre trasmissioni, per rendersene conto, sono dei primi della classe dei differenti schieramenti, ripetono le parole dei capi come un disco rotto, affermano di essere il “nuovo”, ma di nuovo han solo la carrozzeria, il resto è roba già fritta e rifritta! Nella tua lista di “sbaglia”, dimentichi Renzi, che sbaglia a voler riformare un partito che per sua natura di clientelismi e vecchie abitudini non sarà riformabile, sbaglia a far credere agli italiani di essere il “nuovo”, ormai si è bruciato e ha stancato pure lui. Non sbaglia ovviamente per lui medesimo, che parlando parlando e facendo il buonista alla fine si riempirà di soldi le tasche. Ora annuncia che il 30 agosto “scende in campo”, ma chi se ne frega, ormai è già la, la finisca con queste stupidaggini.

    Rispondi
  29. Chiara

    27 Agosto 2013 alle 09:20

    Nelle classi dirigenti, e dunque nelle politiche attuate.

    Rispondi
  30. Marzio Siracusa

    27 Agosto 2013 alle 08:41

    Scusa Chiara ma dal 1945 in cosa sarebbero cambiate le democrazie occidentali ogni dieci anni?

    Rispondi
  31. Chiara

    26 Agosto 2013 alle 19:08

    Questa è la tua opinione, legittima ma forse non obbiettiva. Considerato che siamo governati da molti decenni dagli stessi personaggi, preferirei di gran lunga un ricambio, piuttosto che restare ancora a subire le scelte di questi burocrati fallimentari che ci hanno portati al disastro. Può darsi che una nuova generazione sia inesperta, non credo affatto invece, come scrivi tu, che sia priva di idee, ma in ogni caso è ora che la vecchia generazione si tolga, in cjnquant’anni di vita appena compiuti ho visto solo loro, il che mi sembra anomalo e sintomatico di un sistema malato, visto che negli stessi anni ho visto tutti i cambiamenti, circa ogni dieci anni, delle altre democrazie occidentali.

    Rispondi
  32. Marzio Siracusa

    26 Agosto 2013 alle 18:08

    Le generazioni si alternano in virtù delle idee nuove che portano, ma qua idee nuove all’orizzonte non se ne vedono, ma solo figurette che starnazzano il vecchio per arrivare alla poltrona.

    Rispondi
  33. Chiara

    26 Agosto 2013 alle 16:51

    Errata corrige: abbiamo fatto

    Rispondi
  34. Chiara

    26 Agosto 2013 alle 16:50

    O forse, molto piu realisticamente, scopriremo che ogni generazione ha l’onore ma soprattutto l’onere di farsi carico di una visione sociale e di provare ad applicarla, nei limiti delle sue possibilità ed in un arco di tempo non eterno, e finalmente diventeremo un pò più simili a democrazie che, pur con i loro difetti, sono molto più avanti di noi, non avendo mai accettato di fermare il naturale ricambio generazionale come invece a bigamo fin qui fatto noi. Con pessimi risultati.

    Rispondi
  35. Franco

    26 Agosto 2013 alle 16:05

    Il problema è che “aperte le porte al nuovo”, scopriremo una piazza desolatamente vuota!

    Rispondi

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