Ho avuto la ventura di interessarmi all’aeroporto di Firenze per oltre venti anni, dal 1970 al 1992: come giornalista, amministratore comunale e, infine, come presidente della società di gestione. Quante chiacchiere….

A Firenze, invece, le chiacchiere restano sospese per aria. Per anni, per decenni, eternamente….
Mi è capitato di leggere un trionfale comunicato della Camera di Commercio di Firenze, secondo cui “l’approvazione della delibera di variante al Pit in Consiglio regionale è una pagina virtuosa della politica”. E sapete perché? Nientedimeno “la realizzazione della nuova pista all’aeroporto di Firenze porterà effetti strategici per il territorio, per l’attrazione di nuove attività e per l’incremento di produttività delle imprese esistenti”.
Chiacchiere. Ho avuto la ventura di interessarmi all’aeroporto di Firenze per oltre venti anni, dal 1970 al 1992: come giornalista, amministratore comunale e, infine, come presidente della società di gestione.
Come giornalista ho visto affondare l’ipotesi S.Giorgio a Colonica (1974) e rinviare a Roma i primi stanziamenti già effettuati. Li aveva procurati l’allora ministro dei trasporti Luigi Mariotti. Ma un groviglio di interessi trasversali (soprattutto PCI e industriali pratesi interessati ai terreni) consentì alla Regione di mandare tutto a monte. La conseguenza è che ciò che esiste oggi, rappresenta quasi tutto il possibile, in un’area ristretta e fortemente già utilizzata.
Certo che si può e deve migliorare. Io stesso, da presidente dell’aeroporto (1988-1992) mi adoprai per farlo, tanto che i passeggeri passarono da 100 mila l’anno a 1 milione e trecentomila; i collegamenti da 4 o 5 a 17 ogni giorno. In pratica Firenze divenne il quarto aeroporto italiano, non per numero di passeggeri ma di collegamenti.
Ma i limiti oggettivi sono sempre stati evidenti. Per cui alimentare troppe illusioni sullo sviluppo dello scalo è un errore che si spiega solo con la superficialità e con l’inveterata abitudine di guadagnare meriti a suon di chiacchiere. Che, su Peretola, non sono mai mancate e nelle quali la sorte ha voluto mi imbattessi ripetutamente. Le categorie economiche ed i partiti del centro-sinistra del tempo erano i più fieri esponenti del blocco favorevole all’aeroporto.
Da vicesindaco, prima di diventare anche presidente di Peretola, sostenni assieme a Michele Ventura, entrambi dalla stessa parte, una vivacissima polemica per San Giorgio a Colonica (ancora possibile) e contro Peretola. Quando cominciò a circolare il mio nome per la presidenza dell’aeroporto, i vertici dell’associazione degli industriali di Firenze mi chiesero un incontro per pregarmi di rinunciare visto che “ero contrario all’aeroporto”. Spiegai loro che il mio obbiettivo sarebbe stato quello di “fare scoppiare” Peretola in modo da rendere evidente che sarebbe stato necessario tornare all’ipotesi San Giorgio.
Io mantenni il mio programma e, credo, centrai l’obbiettivo. Tanto che ci fu subito bisogno di realizzare una nuova aerostazione. E dovemmo pagarcela, perché a Roma non vedevano di buon occhio lo sviluppo di Firenze. Mi parve di avere una geniale idea nel lanciare un prestito obbligazionario: 1 miliardo (di lire) retribuito al 12% di interesse. Sarebbe stata una bella operazione pubblicitaria. In effetti i giornali ne parlarono ampiamente. Ma le categorie economiche, quelle che gonfiavano il petto tutte le volte che parlavano di aeroplani, sottoscrissero in tutto sette quote da un milione. Sette milioni in tutto su un miliardo (al 12% di interesse).
Chiacchiere, dunque. Come quelle dei partiti politici schierati a favore di Peretola. Ai quali mi rivolsi, poco tempo dopo, per ottenere la fermata di una linea dell’ATAF nei pressi dello scalo. Una cosa da nulla, pensai. E invece no. Giunta comunale e presidenza dell’ATAF niente poterono contro il diniego di un direttore dell’azienda, profumatamente pagato, ma attestato sulla linea della non remuneratività di quella piccolissima deviazione di un bus per gli utilizzatori dell’aereo.
Oggi, ho la sensazione che ancora una volta le chiacchiere, siano le imbattibili nemiche di Peretola, che qualcuno si illude o millanta di volere elevare a livelli che non potrà mai raggiungere. A scapito di una visione realistica che dovrebbe preoccuparsi di integrarla con le altre infrastrutture presenti nella città e di migliorarne i servizi di assistenza ai viaggiatori.

Vedo che di buoni amministratori che dicevano di fare l’interesse dei popoli che li eleggevano avete buona memoria. Brava gente, loro e chi li ha eletti, e magari gli sono andati a chiedere un posticino per il figlio in aereoporto. Ma quegli amministratori lo sapevano che Fiumicino è a molti km da Roma. Quando comincieremo a darci le responsabilità che abbiamo “Cittadini” venduti per 3 soldi, e coperti di debiti che dovremo pagare perchè loro si sono cuccati il 10% che li farà campare bene sia a loro che alle loro famiglie? Questi sono da mettere in galera altro che Berlusconi che rischiava i SUOI SOLDI non quelli delle tasse dei cittadini(pardon sudditi)
Domanda: se Firenze fosse Tedesca o Francese, o ancora meglio Americana, tutto questo sarebbe successo? Avrebbero cercato di farci arrivare più turisti e migliorato i servizi? RISPOSTA MIA: Firenze è a dir poco stupenda, grazie Lorenzo, ma noi siamo così scemi che non ce la meritiamo
Caro Nicola, hai ragione. Aggiungo che in qualsiasi modo lo pieghi, l’aeroporto fiorentino, non può dare di più. Ammettendo che esistano i soldi per realizzarlo. Firenze è Firenze, siamo d’accordo, ma un aeroporto più grande non risolve i problemi del commercio e del businness cittadino quanto, ad esempio, una metropolitana che percorre una distanza almeno pari a quella tra Pistoia e Firenze. E’ un vecchio problema che continuo a valutare in favore di Pisa. Come sai, si potrebbe rinforzando le line ferroviarie, in poco tempo raggiunge i più importanti centri della Toscana senza colpo ferire e risparmiando molti soldi pubblici e privati. Vorrei per finire, osservare che l’edificio dietro l’aeroporto per la scuola dei marescialli deve essere raso al suolo e cosparso il sale. Una cosa così brutta ed inutile alla città, non si era mai vista.
Città come Venezia e Firenze per salvarsi dovevano interpretare politicamente, socialmente e concretamente un ” SOTTRARSI “, cosa difficilissima per cui sono mancati uomini e idee. L’aeroporto di Peretola con la sua illusione di diventare grande scalo, va precisamente nel senso contrario al “SOTTRARSI” di Firenze, è un ennesimo e ridicolo adeguamento compresso e inutile tra gli scali di Bologna e Pisa. Aeroporti come fermate dell’Ataf!
Caro Nicola, come sai, uso di frequente l’aeroporto di Peretola, destinazione aeroporto Rinas-Tirana. L’ultima volta ieri. Giornata di sole finché non si sono chiuse le porte del bus navetta che ci doveva portare all’aereo. È scoppiato un bel temporale estivo ed abbiamo dovuto raggiungere l’aereo con una scaletta scoperta. Conseguenza: tutti fradici come pulcini! Questo non è un gran bel servizio! Forse perché era diretto in Albania e per altre destinazioni si sarebbe dati da fare in modo diverso? Boh!