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Ministro la prego: geografia per tutti

di Fabrizio Binacchi | 29 Luglio 2013

Qui si rischia, per rimanere nell’ambito del nostro lavoro di giornale, di mandare un inviato in Valtellina e di ritrovarselo a Valmontone. Con perdita di tempo e buco di notizia.

carrozzaministroMinistro Carrozza la prego, la scongiuro: reintroduca lo studio obbligatorio della geografia per tutti. Ci vorrebbe un C1 per la geografia come c’è per l’inglese per chi vuole raggiungere il titolo. Ministro guardi che l’emergenza geografia è davvero grave. Ma non solo per quella mondiale, che ci starebbe pure: certe capitali dell’Asia o regioni dell’Africa possono anche sfuggire. C’è un’ emergenza di geografia nostrana, italica, quasi regionale che non si sospetta.  Anche oggi, anche ieri. Ora non voglio nemmeno immaginare le facce e il traffico neuronale di nostri funzionari alla notizia che dovevano occuparsi di Kazakistan, prima che il termine “kazaco” diventasse popolare come una merendina per bambini. Kazakistan? Chi? Cosa? Dove? Quando? Mah. Adesso sappiamo tutti che esiste la Repubblica del Kazakistan, che la sua capitale è Astana e che la sua moneta si chiama “Tenge” , kazako ovviamente. L’anno scorso mi capitò ad un corso (rima involontaria) uno studente azero, nel senso dell’Azerbaigian, che peraltro fumava come un turco, che mi spiegò quanto erano culturalmente quasi più europei loro, gli azeri, di certi altri europei.  Capitale, notissima, Baku. Ministro, idea:  si potrebbe davvero partire anche dalla cronaca per rilanciare lo studio della geografia. Ma le basi andrebbero imposte, come gli elementi fondamentali di informatica o di grammatica. C’era una corso, in una nota università italiana, di lingua e letteratura tagika (del Tagikistan) per due studentesse. Non si vuole  fare l’inno della specializzazione a vanvera ma sentendo certe domande o risposte ci vorrebbero corsi di massa per la geografia prima di tutto  italiana. Tre episodi recenti, di questi ultimi giorni, di queste ultime ore. Un collega con aria disinvolta di chi può fare anche l’autostop mi chiede: “Scusa dir, devo andare a Sondrio, si passa da Vercelli?” . Cercando di rimanere razionale ho replicato: “Dipende da dove parti”. E lui beatamente. “Beh, da Bologna”.  “Se hai proprio bisogno anche Vercelli, ma oggettivamente ne faresti a meno”. Da giovane-giovane in tenda con gli amici si ripassavano gli Stati americani con relative capitali. Era una specie di rito sotto le stelle. Senza strisce. Ora andrebbero ripassate le regioni italiane con relative città e capoluoghi di provincia, fino a quando non li cambieranno. Uno studente mi ha confessato che per anni lui credeva che Perugia fosse nelle Marche o più recentemente  in Valle d’Aosta (giuro!). Una collega pluri-titolata ha ammesso di non aver mai saputo la successione dei laghi glaciali italiani per estensione. E magari ci sta. Ma  per anni era stata convinta, non si capisce da quale cartina geografica, che il lago di Garda e il lago di Bolsena erano vicini. Povera geografia. Qui non si tratta di fare i fenomeni e sparare come nerds capitali, popolazione, densità, moneta, economia e presidenti o re di questo o di quel paese, qui si tratta di sopravvivenza e di raggiungibilità dei posti. Qui si rischia, per rimanere nell’ambito del nostro lavoro di giornale, di mandare un inviato in Valtellina e di ritrovarselo a Valmontone. Con perdita di tempo e buco di notizia. Non vi dico lo sforzo sovrumano per molti assegnare ai relativi bacini lacustri i termini Benaco e Lario o trovare un rapporto tra Daunia e Lucania, che non sia solo di desinenza. Il compianto collega Nantas Salvalaggio, esperto e bravissimo in pezzi cosiddetti di colore,  era solito telefonare ai dimafonisti del  Giorno (i tecnici che riprendevano gli articoli a voce via telefono, che tempi) pezzi da varie località del mondo soprattutto dal Sudamerica. Quel giorno era diverso. Prima di tutto il dimafonista chiedeva la località da mettere in testa al pezzo. E Nantas: “Metta Moniga”. E il dimafonista: “Ah dottore, chiama dall’Argentina?”  E lui: “No Moniga del Garda, Brèsciaa”. Fantastica geografia.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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