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Licenziare gli statali non è peccato ma un primario dovere democratico

di Danilo D'Antonio | 25 Giugno 2013

Danilo D’Antonio interviene nella campagna di Pensalibero contro lo strapotere della burocrazia che drena soldi pubblici e frena gli investimenti privati. E ci accusa di essere troppo “leggeri” nella nostra denuncia.

stataliMi alzo in piedi e finalmente posso applaudire!
Era ora che qualcun altro lo dicesse. Era proprio ora.
E’ sbagliato focalizzarsi sulla sola politica, sui soli Governanti. Con un PESANTE VOLANO di 3.000.000 e passa di assunti a vita nel finto-pubblico, che importa quel che fa una piccola, sparuta minoranza di deboli Governanti? Tant’è che questi si sono sempre ritrovati al fedele servizio degli assunti a vita nel finto-pubblico, più che il contrario.
La TIRANNIA degli STATALI, dei REGIONALI, PROVINCIALI, COMUNALI, spadroneggia indebitamente da sessantasette anni. Ereditata dalla precedente epoca monarchico/fascista l’investitura a vita, quasi un atto divino, proprio come avveniva con i re, questi despoti hanno approfittato della generale ignoranza per mantenere in Democrazia vergognosi privilegi.
Ed in quale modo!
“VOTO DI SCAMBIO”: questa tenera espressione sta a significare innumerevoli atti di corruzione, veri e propri REATI. Gran parte della nostra Res Publica è ancora in mano a chi s’è impossessato di un impiego pubblico con un REATO! E’ inutile cercare altrove, è questa la vergognosa origine di tutti nostri mali: uno Stato in mano a gente che mai avrebbe dovuto farne parte!
RIFLETTETE: CHI HA AVVIATO IL SUO INCARICO PUBBLICO CON UN REATO, COME È PRESUMIBILE CHE LO ABBIA CONTINUATO? COSÌ È NATA L’INFINITA CORRUZIONE CHE HA AFFLITTO LA NOSTRA SFERA PUBBLICA.
Così è stato distrutto l’ambiente, così il popolo ha perso fiducia nel pubblico ed ha scelto il privato. Così è successo tutto quello che non avreste mai voluto succedesse!
>Tutti sanno che i vertici del potere non sono i ministri e gli assessori ma i direttori generali dei ministeri e i dirigenti degli assessorati. E poi, sotto di loro o al loro fianco, centinaia di migliaia di “servitori dello stato” che quotidianamente ci umiliano e ci mortificano.  Notiamo che il convenzionale inizio di frase scelto dall’Autore non è propriamente veritiero. In realtà gli statali sono invisibili ai più. Tant’è che nemmeno Grillo, che oggi fortuitamente si trova con un potere da far paura, invece di usarlo per liberare la Res Publica dai 3.000.000 di TIRANNI che la tengono prigioniera, invece di concentrarsi al fine di cacciarli tutti via, sta tuttora focalizzandosi sui soli politici ed una minuteria d’altre cose di secondaria importanza.
Ed i Socialisti le sanno davvero ‘ste cose, le sapete voi?
E se le sapevate perché avete TACIUTO ed ancora TACETE?!
Un’ultima nota: non riduciamo le cose all’impersonale e vago termine “burocrazia”.
L’incarico pubblico a vita è cosa contro ogni fondamento democratico.
Va detto, va scritto, va urlato fino alla LIBERAZIONE della Res Publica:
LICENZIARE GLI STATALI NON E’ PECCATO MA UN PRIMARIO DOVERE DEMOCRATICO!
Perché proprio il periodico ricambio dei pubblici ruoli determina la democrazia.

Pubblicato in : Editoriale

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