“[…] SE MI AMI/LASCIAMI” L’amore non è una cosa semplice. Dopo le risate e la gioia di essere insieme viene il tempo dell’abbandono. E’ la visione della caducità del sentimento.

Marcello Ariano è un mio amico di gioventù, della gioventù liceale quando cominciavamo a sentire i primi tormenti d’amore nei confronti della compagna del primo banco. Scrivevamo poesie per trasmetterle i nostri ingenui sentimenti “Ho parlato in sogno con te, Afrodite”, così ci diceva Saffo.
A distanza di anni Marcello, che ha avuto una milizia poetica notevolmente più intensa e lunga del sottoscritto, si richiama a quei precedenti giovanili. Infatti epigrammi ed aforismi recita il sottotitolo di questo libro di poesie: “dolce è il tuo giogo/divino Eros, a te/s’abbandona l’animo mio”. Eros è l’occasione per un discorso sull’amore, il sentimento più fragile che l’uomo possa provare.
Solo il mito, secondo l’autore, può rappresentare qualcosa di duraturo: gli umani non possono raggiungere questa perfezione. “si sveglia Aurora/tra le braccia di Cielo/ogni giorno/da millenni/esempio di amore duraturo” L’amore umano deve essere il frutto anche di compromessi perciò “ogni tanto amami/non è necessario che tu lo faccia/tutti i giorni tutte le notti/solo ogni tanto/ma nell’intervallo/fra un tempo e l’altro/per altri non t’affannare/è in questo l’assiduità d’amare”
La realtà quindi è molto diversa dall’ideale. Anzi l’innamoramento non ha nulla a che fare con la saggezza, è probabile che si ami chi non si deve amare “donna graziosa/la tua bocca di rosa/di notte è preziosa/donna graziosa/la tua bocca preziosa/al mattino/si fa di spine/donna graziosa/con pelle rosa/la tua compagnia/è graziosa bugia”Appunto, l’amore consumato la notte assume un sapore diverso il mattino successivo e la realtà ti sbatte in faccia la “graziosa bugia”
L’amore non è una cosa semplice. Dopo le risate e la gioia di essere insieme viene il tempo dell’abbandono. E’ la visione della caducità del sentimento. “[ora che] non sei più l’amore mio/dimmi almeno dove germogliano/i fiori amaranto dell’oblio?” Dimenticarti è poco, ci dice Biagio Antonacci.
L’acme del tormento amoroso lo si raggiunge con la peggiore delle invocazioni: “[…] se mi ami/lasciami” Invocare l’essere lasciati come prova dell’amore significa confessare la propria fragilità e debolezza pregando il partner di usare la propria forza per mettere fine ad una relazione impossibile.
Ma siamo poi sicuri che tutte le relazioni sentimentali siano impossibili?
Indice: Nota dell’autore – Prefazione – Gli epigrammi e i frammenti – Noi e i Miti – Mito e Modernità

Lascia un commento