Primo Levi “Se questo è un uomo”. Einaudi, Torino 2012

Si tratta di un racconto autobiografico nel quale Primo Levi rievoca la sua detenzione nel campo di concentramento di Monowitz, vicino ad Auschwitz, in Alta Slesia.
Scrive Levi: “Ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo…condizione umana più misera non c’è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga”
Una tragedia che ha banalizzato il male. “Tale sarà la nostra vita. Ogni giorno, secondo il ritmo prestabilito …uscire e rientrare; lavorare, dormire e mangiare; ammalarsi, guarire o morire…Spingo vagoni, lavoro di pala, mi fiacco alla pioggia, tremo al vento; già il mio stesso corpo non è più mio”
Eppure in questa tragedia certi sentimenti sopravvivono, quasi a ricordare che una volta si era “uomini”. Il sentimento dell’amicizia, ad esempio. “Parte del nostro esistere ha sede nelle anime di chi ci accosta: ecco perché è non-umana l’esperienza di chi ha vissuto giorni in cui l’uomo è stato una cosa agli occhi dell’uomo”
Di fronte a questa tragedia diventa un obbligo morale mantenere viva la memoria non solo per rispetto delle vittime ma anche quale antidoto per evitare che la tragedia si ripeta. Il racconto si apre con alcuni versi che esortano alla memoria: versi scritti poco prima della stesura del romanzo.
“Voi che vivete sicuri/Nelle vostre tiepide case/ […] / Considerate se questo è un uomo/ […] /Considerate se questa è una donna/ […] /Meditate che questo è stato:/Vi comando queste parole. /Scolpitele nel vostro cuore/Stando in casa andando per via,/Coricandovi alzandovi;/ Ripetetele ai vostri figli./ […]
La tragedia è stata troppo grande e la sua memoria deve servirci per evitare che la barbaria prossima ventura non raggiunga più quei livelli.
Indice: Prefazione dell’autore – Se questo è un uomo – Il viaggio – Sul fondo – Iniziazione – Ka-Be – Le nostre notti – Il lavoro – Una buona giornata – Al di qua del bene e del male – I sommersi e i salvati – Esame di chimica – Il canto di Ulisse – I fatti dell’estate – Ottobre 1944 – Kraus- Die drei Leute vom Labor – L’ultimo – Storia di dieci giorni – Appendice

Lascia un commento