• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

MPS: prima andavano nel pollaio a mangiare le uova, ora le galline

Due chiacchiere con Vittorio Mazzoni della Stella già sindaco socialista di Siena e Vicepresidente del Monte dei Paschi. “Un regolamento di conti all’interno di una vicenda criminale”.

di Nicola Cariglia | 28 Gennaio 2013

“Tanti anni fa, nel 2003, telefonai ad un bravissimo alto dirigente del Monte dei Paschi e gli domandai perché fosse andato  in pensione, dal momento che si trovava in una posizione di rilievo e poteva restare al lavoro ancora per molto tempo. Mi rispose testualmente: “ vedi Vittorio, prima c’erano i democristiani e bisognava svegliarsi a buio perché andavano nel pollaio e mangiavano le ‘ova. Ma ora non basta, questi mangiano le galline!”.

Per farmi un’idea del pandemonio che sta squassando Siena, la sua Banca, il mondo del credito e, di conseguenza, la politica tutta, a livello nazionale, parlo con Vittorio Mazzoni della Stella. E’ un testimone autorevole di decenni di vita cittadina: socialista da sempre e per sempre, vicepresidente della Provincia dal ’79 all’81, Sindaco di Siena per sette anni (’83-’90), facente funzioni di presidente del Monte dei Paschi nel ’90 e ’91, vicepresidente dal ’92 al ’97. E’ stato anche amministratore delegato della consociata Capital Service fino al 1999. Mazzoni della Stella nel Monte ci ha passato la vita, avendovi fatto anche una carriera tutta interna nel suo Ufficio Studi.

Tra noi, non può essere una intervista ma una chiacchierata tra amici. Ci conosciamo da più di mezzo secolo: una amicizia nata al Liceo Forteguerri di Pistoia che abbiamo frequentato assieme. Doveva essere una classe di fissati con la politica. Ad un certo punto, lui era sindaco socialista di Siena, io vicesindaco socialdemocratico di Firenze, un altro compagno di studi vicesindaco socialista di Pistoia, un altro ancora senatore del MSI. Una classe di fissati, ma pluralisti.

Mazzoni della Stella ha sempre avuto una riconosciuta qualità: sa cogliere il nocciolo dei problemi con immagini fulminanti che sono altrettante battute: “credimi, i derivati sono una questione marginale. Prima che questi si vendessero l’argenteria, quelle perdite sarebbero state, al massimo, come togliere un pelo ad un bove.”

Vediamo perché: “nel 1997, pur da vicepresidente, ho firmato il bilancio di MPS, già SpA, ma non ancora quotata in borsa. Lo feci in sostituzione di Giovanni Grottanelli De’ Santi che nel frattempo era diventato presidente della Fondazione. Un bilancio certificatissimo, per il passaggio da Istituto di Credito di diritto Pubblico a SpA e per lo scorporo tra patrimonio della Fondazione (all’epoca la più ricca di Italia) e patrimonio bancario. Ecco, tramite quel bilancio, Banca MPS  “esibiva” 14.460 miliardi di lire di patrimonio netto ai fini di vigilanza e plusvalenze implicite calcolate prudentemente tra 15.000 e 20.000 miliardi di lire”.

Faccio immediatamente il conto della serva, e devo constatare che i 14 miliardi di euro evocati da Beppe Grillo nell’ultima assemblea societaria, i soldi che sarebbero spariti in questi 15 anni, sono tutt’altro che una bufala. “Guarda – mi dice Vittorio – per avere un’ idea ancora più vicina alla realtà, torniamo ai nostri primi manuali di diritto e consideriamo oltre al “danno emergente” anche il lucro cessante”. I soldi bruciati, una massa sicuramente enorme, avrebbero naturalmente dato i loro frutti. Consideriamo anche questo, ed ecco che i 14 miliardi di Grillo sono una approssimazione per difetto”.

Una voragine, che chiama in causa un cumulo di responsabilità. Altro che derivati!

“I derivati? E’ come se uno facesse una strage e, dopo averla fatta, tirasse un calcio ad un cane. Ci sono due filoni di comportamenti da tenere distinti. Sul primo, gli illeciti penali, sono da sempre e come sempre garantista. Se la vedranno i magistrati e le varie parti in causa, danneggiati e danneggiatori. Posso dire che una volta tanto il mio garantismo trova conforto nel fatto che anche  la magistratura senese è garantista ed estremamente cauta”.

Credo di avere capito e porto la conversazione su un piano maggiormente esplicito. Per esempio, come mai proprio ora tutto questo casino,questa accelerazione, dopo polemiche, voci, che avevano lasciato immutata la situazione. Una sorta di stallo perpetuo.

“Una manina fatata ha passato il materiale al Fatto Quotidiano. Era passato troppo tempo da quando, nel 2010, gli ispettori di Banca Italia avevano accertato i prodotti tossici e la tenuta irregolare dei libri. Ed anche la trasmissione da parte degli attuali vertici, lo scorso ottobre, di una scottante documentazione a procura, Banca di Italia e Consob non aveva avuto miglior fortuna.” 

Evidentemente qualcuno non si è fidato di coloro che sono chiamati a vigilare e adottare provvedimenti. “C’è un regolamento di conti all’interno di una vicenda che è criminale. Della quale, però, sono già del tutto evidenti le responsabilità politiche. Una Banca tra le più solide è stata spolpata e rapinata sistematicamente ed usata per alimentare quel potere che è il solito che poi decide sugli assetti dei vertici bancari. Una spirale nella quale si è finiti col giocare in maniera sempre più spregiudicata, spinti anche dalla volontà di coprire gli errori e le porcherie precedenti. Si sono comportati come giocatori di azzardo che cercano di rifarsi con colpi sempre più arrischiati. I derivati dopo la acquisizione di Antonveneta.  Antonveneta dopo la Banca del Salento. Perché la Banca del Salento, quando fu acquisita, esibiva un patrimonio netto da 440 miliardi di lire e fu pagata oltre sei volte il suo valore. Io, poi, preferirei comperare Antonveneta a 9 milioni di euro che il Salento a 2,5 milioni di euro”.

Proprio questi due acquisti, si sa, sono da tempo indicati come due dei maggiori errori compiuti dalla Banca e da chi ne era a capo. Errori che si trascinano dietro un cumulo di chiacchiere sulle quali solo la magistratura potrà dire una parola definitiva. Ma l’idea di scaricare tutto sul management della Banca o della Fondazione, proprio non sta in piedi.

“La classe politica di Siena, che ha deciso Sindaci, Presidenti della Provincia e, di conseguenza i vertici di Fondazione e Banca MPS, è sempre stata PDS, DS, Ulivo, PD. Gli altri, il PDL, sotto il tavolo aspettando le briciole, ed anche questo spiega molto. Con gli amministratori nominati dalla politica della prima repubblica, dunque con i ladri per antonomasia, il Monte dei Paschi esibiva i conti che ti ho detto prima. Aveva 23.000 dipendenti contro i 31000 di oggi. I dirigenti erano una cinquantina e sono arrivati a 500 prima che ne mandassero 150 in pensione anticipata. E tutto questo,  bada bene, nonostante la drastica riduzione del perimetro del Monte dei Paschi che possedeva Banca Toscana, Credito Lombardo, Cassa di Risparmio di Prato, Steinhauslin, e altri istituti e filiali in mezzo mondo”.

L’affresco mi sembra sufficientemente completo. Va da se che le responsabilità non riguardano la sola classe politica senese del PD. Come minimo occorre allargare l’orizzonte all’intera Toscana, ove il ruolo della banca senese, a condizionamento e intreccio con la politica non è meno evidente.

Ma è il minimo, appunto.

Pubblicato in : EditorialeTag: amministratore delegato, anni, beppe grillo, borsa, classe politica, conti, euro, fini, firenze, intervista, italia, lavoro, magistratura, massa, mondo, monte dei paschi, Monte dei Paschi di Siena, mps, pd, pdl, pensione, pistoia, Prato, siena, vittorio mazzoni della stella

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. n.c.

    29 Gennaio 2013 alle 14:05

    Caro Eric,

    Per i nomi: si prenda l’incomodo di andare a vedere sindaci e presidenti di provincia degli ultimi 15 anni. I fatti: Mazzoni li ha individuati (acquisizione di banca del Salento e di Antonveneta); Non facciamo il solito giuoco dello scarcabarile dei poveri cittadini indifesi che scoprono le cose emergendo dal loro candore. E, oltretutto, accusando quei pochi, come Vittorio Mazzoni della Stella, che hanno il coraggio di denunciare esponendosi:

    Rispondi
  2. Eric

    29 Gennaio 2013 alle 13:23

    Siccome di rinnovo in qualità della classe politica non si parla, forse bisognerebbe fare qualche cosa. Chi conosce le responsabilità politiche degli scandali deve parlare facendo nomi cognomi e fatti, il garantismo in politica non puo’ essere comportamento omertoso o mafioso. Il nostro paese deve essere un paese di gloriosi campanili e non di oscure cupole. Complimenti a chi ha distrutto un valore sociale ed economico di oltre 500 anni !!! Vedrete che nessuno dei responsabili pagherà, il MPS passerà di mano e chi ne pagherà i danni saranno i cittadini tutti e l’economie di una regione e di una città mal amministrate.

    Rispondi
  3. felice besostri

    28 Gennaio 2013 alle 20:01

    Il sindaco di Siena Stella,come il Presidente dell’Emilia Romagna Boselli nasce ovviamente da un accordo politico PCI-PSI siamo nel 1983, . La polemica di Crescentini è fuori luogo. Quando Stella ha consegnato il primo bilancio della SPA i conti erano in ordine al MPS. Il problema è cosa è successaodopo e non vedo perché Stella dovrebbe starsene zitto.. Dovrebbe interessare a tutti capire cosa è successo per evitar di ripetere gli errrori, Il problema non è la polirica elle banche, ma i banchieri che influenzano la politica. Capire per esempio come un avvocato calabrese in una città come Siena, dove si diffida di un contradaiolo avversario, abbia goduto di tale fiducia è importante. La Calabria è una delle regioni a più alta densità massonica, sia di logge deviate che regolari, c’entra qualcosa?Il boicottaggio di un accordo con BNL rispetto ad Antonveneta, quindi finanza cattolica italiana e spagnola( Banco Santander) è un altro pezzo del puzzle, come la sfiduca di un Sindaco PD ex PCI-PDS-DS da parte di PD exMargherita. Perché un socialista deve star zitto?

    Rispondi
  4. Filippo Crescentini

    28 Gennaio 2013 alle 18:50

    A Siena, che è una delle migliori città italiane per qualità della vita, hanno sempre comandato, dice questo Mazzoni della Stella, PCI-PDS-DS-PD. A lui, socialista, nelle posizioni di comando in Comune e nel Monte dei Paschi, chi ce l’ha messo? Non sarà che parla sempre chi dovrebbe stare zitto?

    Rispondi
    • Maya

      28 Gennaio 2013 alle 19:53

      Che Siena sia una delle migliori città italiane per qualità della vita non ho dubbi, visto che era la banca a mantenerli, … un cittadino intervistato in uno dei tanti servizi televisivi fatti in questi giorni ha dichiarato che il Monte era soprannominato “il babbo”

      Rispondi
  5. alessandro silvestri

    28 Gennaio 2013 alle 18:40

    Al di là delle responsabilità penali che non ci competono, dal punto di vista politico le responsabilità oggettive sono assai chiare. Ora non resta che nazionalizzare il MPS e invertire quella assurda (e criminale) svendita del patrimonio pubblico iniziata nel 1992.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti