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Siena e Moncalieri

di Claudio Bellavita | 28 Gennaio 2013

In ogni modo resta la storia intollerabile di lasciare il potere su una delle principali banche del paese nelle mani della politica di una cittadina di 60.000 abitanti, come Moncalieri, e di una provincia da abolire perchè troppo piccola.

siena-univerità-inchiestaPer ora è meglio non parlare di una faccenda che, se trova riscontro l’articolo di Repubblica sulla maxitangente di 2 miliardi di euro, è una bomba all’idrogeno che spazzerà via il l’intero gruppo dirigente del PD, già scosso dalla vicenda Penati più di quanto si voglia ammettere, ma che con questa vicenda diventerebbe una urgenza di salute pubblica rottamare al gran completo. In ogni modo resta la storia intollerabile di lasciare il potere su una delle principali banche del paese nelle mani della politica di una cittadina di 60.000 abitanti, come Moncalieri, e di una provincia da abolire perchè troppo piccola. E’ vero che forse lì non comandava il PD ma la massoneria, ma le federazioni si possono e si devono anche commissariare quando sono marce. Con quale fiducia si può mettere il governo del paese nelle mani di futuri ministri così incapaci? E’ certo che sarebbero scodinzolanti agli ordini dei loro capi di gabinetto e alti burocrati, come peraltro è già avvenuto. Allora a cosa serve un gruppo dirigente che si fa turlupinare da Berlusconi (D’Alema) dagli avventurieri del capitale (d’alema /telecom,Prodi/autostrade, Unipol/Fiorani, e ora Unipol/Ligresti), e quando va al governo lascia il comando ai burocrati dello stato, massoni e corrotti? Credono di entrare nel salotto buono e restano nelle cucine puzzolenti: sarebbero ridicoli se non fossero tragici.

Di mio aggiungo che so di essere stato molto criticato  per la mia adesione all’operazione Renzi. il fatto è che  ho imparato a conoscere il Pd e mi sono convinto da tempo che qualunque mezzo  è giusto purchè serva a eliminare un vertice di familisti incapaci, che ha paralizzato la democrazia interna e si auto-coopta. Il resto viene dopo aver ristabilito la democrazia, senza nessuno che sia compromesso con un apparato che ora sappiamo essere incapace e anche scandaloso. Dato che ci resta solo il PD, ne va della democrazia del paese.

Pubblicato in : Editoriale

Info Claudio Bellavita

claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico

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