Siamo a 15 giorni dalle primarie, siamo ormai agli ultimi appelli, siamo arrivati, dopo un anno di campagna elettorale – vero Matteo?- di attacchi belligeranti nei confronti di tutti: del Partito, dei gruppi dirigenti a qualunque livello. Ma ci siamo.
Io voterò Bersani, non per motivi eclatanti, ma per due tre motivi per me forti.
Bersani insieme al gruppo dirigente, in questi anni, ha iniziato il rinnovamento della classe dirigente- basti pensare all’età media dei segretari metropolitani o regionali e con quanti sindaci giovani il Partito si è presentato. Rinnovamento non “rottamando”, nell’ottica del nuovo riconoscendo le radici da dove si viene.
Non lo sostengo certo io “per sapere dove andiamo dobbiamo sapere da dove veniamo”.
Siamo in un Paese dove mi pare che ci sia una domanda di fondo: in tutto il mondo le grandi famiglie politiche, dall’Europa agli USA, ai grandi Paesi dove esiste democrazia si fronteggiano socialisti, o progressisti, popolari, liberali, mentre da noi invece viene sempre più sostenuto, anche da parte di alcuni del Pd, che non esiste più ne destra ne sinistra. Non esisteranno più come le intendevamo prima del 1989, ma esisteranno programmi che prevedono chi pagherà questa crisi, come e da chi verrà pagata, come e con quali risorse si ripartirà, nel Mondo, in Europa e quindi anche in Italia, le risposte possono più o meno andare in un senso progressista e di sinistra, o conservatore e di destra.
Il programma del Pd e la linea che Bersani porta avanti va a mio parere nella direzione che intendevo. Le elezioni in Francia, la riconferma di Obama, le eventuali vittorie del centrosinistra in Italia e dei socialdemocratici in Germania, potrebbero portare novità rispetto alla gestione della finanza internazionale e da quella trovare risorse per metterle al servizio del lavoro e della produzione di ricchezza.
Bersani a differenza di Renzi, tende ad unire e non dividere. Matteo se non improntava la sua campagna elettorale sulla rottura- con tutti e con tutto- non avrebbe avuto questa mediaticità che ha in questo momento (a discapito, e dobbiamo dirlo apertamente, della gestione dell’amministrazione fiorentina).
Questa sua posizione – di Matteo Renzi – porta a dividere non solo la coalizione, perché se qualcuno pensa all’autosufficienza credo che o abbia bevuto o viva su un altro pianeta, ma pure all’interno del PD. E adesso??!! Non abbiamo certo di queste necessità. Non si può sostenere “ se vinciamo noi si fa come si vuole e voi vi adeguate” NOI CHI ??VOI CHI??. E’ qui che non mi troverò mai d’accordo con Matteo o con chiunque parli come se facesse parte di un altro partito. L’esperienza fiorentina è esempio eclatante dell’uomo solo al comando!
Nessuno vuole i ladri in Parlamento o nelle istituzioni, nessuno vuole che i rimborsi elettorali – io sono per il finanziamento pubblico dei partiti, con tutti i controlli del caso, ma pubblico perché vorrei che qualunque cittadino si potesse presentare alle elezioni, non solo chi può permetterselo (esempio lampante gli USA più di 1 miliardo di dollari a testa per la campagna elettorale e un magnate californiano a detto a Ronney “io ti ho finanziato con 60,000 dollari figurati se vorrò pagare più tasse, tu dovrai far di tutto per farmi rientrare da questo “investimento”); nessuno è contro il miglioramento ambientale, lo sviluppo industriale ecc.
Un tema per me da sviscerare è: Renzi si rivolge a cittadini anche lontani dal Pd, è necessario capire come lui questi voti li voglia gestire nell’otica delle elaborazioni politiche del Pd stesso.
Ultima nota sulle Primarie: questo è un grande strumento, non solo di democrazia, ma di partecipazione. di discussione. di militanza. Non snaturiamolo individuandolo non come strumento ma come fine di una scelta collettiva di volontà di governo per questo Paese. Altri saranno i momenti di discussione, e di Primarie, per scegliere la linea politica del PD. Non manca molto al Congresso e mi auguro che lì, proprio lì, sede ufficiale per la discussione le posizioni, anche diverse, dovranno essere discusse in tutte le assise che riterremo più opportune, utilizzando tutti i mezzi di rappresentanza e rappresentatività.
“ITALIABENECOMUNE”
Ecco, a me pare, che per i motivi sopra esposti si debba votare Pier Luigi Bersani il 25 novembre.
1) Bersani, rinnovamento, non rottamazione
2) Bersani fulcro, assieme ai leader progressisti del Mondo.
3) Bersani l’uomo che può tenere assieme tutte le anime della coalizione del Partito e di tutte le forze progressiste in Italia


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