• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Chi ha fatto le scarpe all’Italia dei Valori?

di Paolo Marini | 1 Novembre 2012

Se cavalchi la moralizzazione della politica, o sei sin da subito coi coglioni quadrati o troverai sulla tua strada qualcuno più bravo e/o più spregiudicato di te. Con una incertezza non da poco: è Beppe Grillo o Report?

Non ho simpatia alcuna per ciascuna delle formazioni politiche oggi presenti in Parlamento e, se un uragano le spazzerà, certo non mi straccerò le vesti. A prescindere da ciò che sarà dopo. Men di tutto, però, muove la mia commozione il funerale annunciato di quell’Italia dei Valori creata da Antonio Di Pietro sull’imperativo categorico di ripulire e moralizzare la vita politica. Per carità, nobili intenzioni, senonché per chi non è proprio a digiuno di cose della politica e anche volendo passar sopra allo spessore del personaggio, già suonava sibillino il nome della formazione: Italia dei Valori, si, ma… di quali valori? Guarda strano, per caso, è proprio avvicinandosi ad un partito che gli orizzonti politici e culturali – prima che i programmi e le idee concrete – hanno o dovrebbero avere un peso dirimente, una attrattività, una capacità di dividere ed aggregare, a seconda dei casi. Ma qui i “valori”, comunque dettati dal ‘capo’, si limitavano grosso modo all’imperativo categorico di cui sopra, un pastone fatto di demagogia e populismo che a parole avrebbe potuto andar bene a chiunque: a chi, infatti, non piacerebbe una politica più pulita e più morigerata di quella che da vari decenni tiranneggia l’Italia e ne dilapida la ricchezza? Tuttavia, è sufficiente questa bandiera per pretendere di acciuffare il voto degli elettori? Evidentemente, in qualche modo, lo è stata. Anzi, il giochino ha funzionato per diversi anni, grazie all’indubbia abilità tattica del suo leader, sempre smaliziato e spregiudicato nella competizione mediatica, peraltro aiutato e niente affatto sminuito da quel suo italiano approssimativo e claudicante, da quel suo eloquio da piazza paesana che non dimenticava mai di inframmettere o concludersi con la frase strappapplausi e acchiappaconsensi. Facendo emergere quel tanto di contadino molisano (con tutto il sincero rispetto per il contadino molisano, s’intenda) che aveva e ha tuttora dentro di se e che la carriera di magistrato non aveva evidentemente eroso, con affettata bonomia e affermazioni azzeccate aveva portato tanti cittadini  ad identificarsi in totale buona fede nella ‘sua’ battaglia.

Eppure, malgrado tutto, non è mai stato evidente dove e quale fosse la diversità dell’uomo politico Di Pietro: egli è stato per anni, anche grazie al Porcellum, uno dei pochi consiglieri della Società a responsabilità limitata denominata “Parlamento”, insieme ai signori Berlusconi, Bersani, Casini e Bossi (poi sostituito da Maroni). Nell’urlato contrasto alla politica dei politicanti, è riuscito a collezionare alcuni dei peggiori ‘figuri’ della c.d. Seconda Repubblica – gente che passerà agli annali della storia patria in un separato bestiario – dimostrando un insolito fiuto nella selezione dei cosiddetti “rappresentanti del popolo”. Da sempre e fino al momento presente è, alla pari degli altri leaders, il padre-padrone del suo partito e, in ogni caso, da padre-padrone mai ha mancato di comportarsi. Custode dunque di una alterità tutta affermata ed autoreferenziale, ancorché gradualmente smentita dai fatti. Ed il problema sta tutto qui. Perché se vai a sollecitare l’attenzione e l’entusiasmo degli elettori su istanze così ingombranti e impegnative come la riforma e la moralizzazione della politica, delle due l’una: o sei sin da subito coi coglioni quadrati ed in grado di marcare nei fatti e nelle scelte di ogni giorno una radicale differenza da tutto-quello-che-sta-intorno-a-te oppure, presto o tardi – è la politica, bellezza -, troverai sulla tua strada qualcuno più bravo e/o più spregiudicato di te che ti fa le scarpe. Ecco, quel qualcuno è nel frattempo sopraggiunto e pare che ti abbia fatto il mazzo. Con una incertezza non da poco: è Beppe Grillo o Report?

Pubblicato in : Editoriale

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo francia

    4 Novembre 2012 alle 12:51

    Sono i 2, piu’ la gente che evidentemente comprende, anche se con una lentezza assurda in Italia, che questi signori son là solo per i propri interessi e per abbindolarli.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti