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5Stelle e PD: giochi d’azzardo (e pericolosi)

Se c’è una cosa chiara dopo dieci mesi, è che questo governo non è mai nato. Due mezzi governi, ovvero i ministri in quota 5Stelle e i ministri in quota PD, non fanno un Governo. La malta per tenere assieme gli uni e gli altri non è stata ancora inventata.

di Nicola Cariglia | 14 Giugno 2020

Si sa come andò l’anno scorso. Salvini, spinto nel suo Ego dai sondaggi e in preda a delirio di onnipotenza per avere annichilito alleati e avversari, incapaci di qualsiasi strategia alternativa, tira fuori la bella trovata dei “pieni poteri”. Poi, inaspettatamente, provoca la crisi di governo. Il piano? O elezioni e nuovo balzo in avanti, secondo qualsiasi previsione, oppure un nuovo governo alle sue condizioni. La reazione al piano? La più elementare e anche la più prevedibile. Coloro che più di tutti temevano una cocente sconfitta, 5Stelle e PD, si accordarono per un nuovo governo, visto che non mancavano buone ragioni per giustificarlo. C’era da fare una finanziaria per evitare il tracollo e da intavolare una dura trattativa con l’Europa: “facciamolo, dimostriamo senso di responsabilità, raffreddiamo il clima esasperato con il quale Salvini va a nozze, e poi ce la giochiamo”.

A complicare le cose ci si è messo il virus. Giustamente, non si poteva pensare di abbandonare la nave in circostanze tanto drammatiche. Conte ci ha preso gusto: di fronte al pericolo, in tutti i paesi del mondo, la gente si sente emotivamente spinta a “stringersi attorno alla bandiera”. E la popolarità del presidente del consiglio, ci assicurano sondaggi e stampa, è cresciuta a dismisura. Bene, finchè dura la pandemia, se non altro per coprire confusione e contraddizioni su come affrontarla: anche se ciò non ha impedito che  venissero allo scoperto tutta una serie di contrasti tra Stato e Regioni, ministri e ministri, Regioni e Regioni, Comuni e Regioni. Conte avrebbe potuto creare un clima diverso promettendo che avrebbe tolto il disturbo una volta superata la pandemia. Non ha ritenuto di farlo. Era suo diritto e amen: non ci si improvvisa grandi statisti. Ma ora siamo già in una fase diversa. Siamo, non solo l’Italia ma il mondo intero, a dovere affrontare una gigantesca opera di ricostruzione dei modelli economici e produttivi. E  c’è una pioggia di miliardi a disposizione. Si possono spendere bene e rinascere. Si possono spendere male e sprofondare definitivamente. Ciascuno giudichi se è un governo nato in maniera così casuale, incerto nell’affrontare la pandemia, a potere disegnare con giganteschi investimenti lo sviluppo dell’Italia per i prossimi venti o trenta anni. Se c’è una cosa chiara dopo dieci mesi, è che questo governo non è mai nato. Due mezzi governi, ovvero i ministri in quota 5Stelle e i ministri in quota PD, non fanno un Governo. La malta per tenere assieme gli uni e gli altri non è stata ancora inventata. Nelle Regioni e nei Comuni le alleanze tra seguaci di Grillo e di Zingaretti o non si sono realizzate o sono state fiaschi sonori. Forse un minimo di realismo comincia ad esserci. Zingaretti ha detto che è il PD che “porta la croce”. Magari anche per i 5Stelle questo governo comincia ad essere una croce. Se vogliamo usare una immagine diversa, affidare il proprio futuro a questa alleanza fra incompatibili aveva un senso se lo si fosse fatto per uno scopo chiaramente delineato e a tempo determinato. Andare avanti con il giorno per giorno, senza linea e obbiettivi condivisi è un  gioco di azzardo per entrambi i partiti. Che, per il Paese, è anche un pericolo.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Editoriale, Il punto del DirettoreTag: anni, crisi, crisi di governo, disposizione, elezioni, finanziaria, futuro, governo, mondo, mondo intero, nato, nuovo governo, pd, presidente del consiglio, sviluppo

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Daniela Piesco

    14 Giugno 2020 alle 22:55

    Andare avanti con il giorno per giorno, senza linea e obbiettivi condivisi è un gioco di azzardo per entrambi i partiti. Che, per il Paese, è anche un pericolo.

    Rispondi

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