L’assassinio di Aldo Moro è l’evento più tragico e il mistero più inquietante della storia della Repubblica italiana. Con questo assassinio ha avuto inizio il declino inesorabile della democrazia italiana.
Moro era probabilmente l’uomo politico italiano più intelligente e più saggio e soprattutto più capace di tradurre in atto i valori della Costituzione. Io mi domando chi abbia voluto e a chi abbia giovato la sua morte. Finché non faremo piena luce su questa tragedia non ci sarà vera democrazia in Italia e forse neppure in Europa e nel mondo. Di fronte all’enormità di questo problema personalmente non riesco a trovare un pensiero che possa condurre verso una risposta razionale.
Oggi, dopo 44 anni e dopo innumerevoli processi e commissioni parlamentari di indagine, ci resta solo debolissimo filo di speranza che questo tragico mistero possa essere risolto.
Tuttavia, anche se non saranno trovate risposte alle cause della tragedia, tutti i democratici sinceri (cristiani e non) hanno l’obbligo di impegnarsi con tutte le loro energie intellettuali e morali perché il messaggio di Aldo Moro non vada perduto. Messaggio che sintetizzeremo in queste parole: difesa coerente e costante dei principi e dei valori della Costituzione Italiana. Messaggio che purtroppo dopo l’assassinio è stato oscurato dai grandi mezzi di informazione di massa e dalle istituzioni della scuola e della cultura italiana pubblica e privata. Ciò che ha prodotto lo stato di coma della politica italiana, interna ed estera.
***
“Lo Stato democratico, lo Stato del valore umano, lo Stato fondato sul prestigio di ogni uomo e che garantisce il prestigio di ogni uomo, è uno Stato nel quale ogni azione è sottratta all’arbitrio ed alla prepotenza, in cui ogni sfera di interesse e di potere obbedisce ad una rigida delimitazione di giustizia, ad un criterio obiettivo e per sua natura liberatore; è uno Stato in cui lo stesso potere pubblico ha la forma, la misura e il limite della legge, e la legge, come disposizione generale, è un atto di chiarezza, è un’assunzione di responsabilità, è un impegno generale ed uguale.“— Aldo Moro
Giorgio Pizzol

Si parva licet … La visione utopica del pensiero di Moro, di non facile lettura e altro (come confermato dal passo citato dei suoi scritti, ormai quasi del tutto dimenticati) è divenuta utopistica quando non distopica nel contesto di una democrazia “arrangiata” involutasi nell’infantilismo creativo della terza generazione italica dei partiti non partiti, correnti non correnti, fazioni non fazioni. Gli italiani attendono ancora fiduciosi l’identificazione della Politica nei Partiti eletti con metodi non autorappresentativi dei referenti interessi ma di Governi idonei privi di artificiosi galleggianti che rendono inconcludente la nostra Costituzione.