Purtroppo, per le elezioni del 25 settembre andremo a votare con la vecchia legge elettorale, chiamata “rosatellum”. Il sistema legislativo che determina le regole per la elezione dei membri dei due rami del parlamento, è stato varato in epoca renziana ed è firmata dall’onorevole Rosato, fedelissimo di Matteo Renzi.
La legge che porta il nome di Ettore Rosato è pessima. Dà la possibilità di assicurare alla coalizione che raggiunge solo il 40% dei voti, il 70% dei seggi disponibili alla Camera dei deputati e al Senato.
Con il 70% dei seggi, si può cambiare anche la costituzione.
È legittimo pensare che Renzi, nel momento di maggior consenso elettorale, quando con il Pd aveva superato il 40% dei voti volesse avvantaggiarsi del “rosatellum”, ma non riuscì a concretizzare il suo progetto; i consensi incominciarono a calare, fino alla sconfitta subita sul tema della riforma costituzionale. Se Renzi avesse potuto disporre del 70% di deputati e senatori, avrebbe potuto riformare la carta costituzionale, senza ricorrere al referendum.
La legge firmata da Ettore Rosato potrebbe dare il via a una democrazia autoritaria, nella prossima legislatura.
L’importante è andare a votare per avvicinarsi alle istituzioni. L’astensionismo favorisce solo gli addetti ai lavori e lascia, sempre di più, il potere in mano ad una oligarchia.
Con tutta probabilità, il nuovo parlamento ci riserverà delle sorprese negative, ma non bisogna darsi per vinti. Dobbiamo continuare a sperare che attraverso il voto si possa imboccare la strada del cambiamento. Bisogna battersi per un ritorno a un sistema elettorale proporzionale puro, con una quota di sbarramento al 5%, per evitare l’eccessivo frazionismo. È necessario che ogni partito valga per i voti che prende e non per i premi di coalizioni formate solo ai fini elettorali, da partiti che hanno poco in comune.
Roberto Fronzuti

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