Eccoci a festeggiare il 71° anniversario della Liberazione, l’evento che mise fine al periodo più nero della storia del nostro Paese ( 8 settembre 1943 – 25 aprile 1945 ), durante il quale una vera e propria guerra civile lo insanguinò, tra atti di barbarie e atti di eroismo dell’ una e dell’altra parte.
Perché ormai è inutile continuare a raccontarsi l’ edificante vicenda della guerra di liberazione di un popolo contro l’invasore straniero di lingua germanica e fede nazista. Quel racconto, magari, andava bene una volta per spiegare il Risorgimento ai giovani studenti, ma perfino in quel caso, poi, gli storici ci dimostrarono, documenti alla mano, che gli eroici garibaldini a Bronte avevano massacrato i popolani anti borbonici e successivamente, per rafforzare l’ unità d’ Italia, l’esercito piemontese era stato inviato al Sud contro i briganti e la gran massa di diseredati che il nuovo Regno aveva gettato nella miseria.
Eppure oggi c’è un vero e proprio partito della Resistenza, che si chiama Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) e che ancora continua a propagandare la retorica dei partigiani comunisti come liberatori dell’ Italia dalla dittatura nazifascista; quando sappiamo bene che, se fosse dipeso da loro, l’ Italia liberata da Mussolini sarebbe finita nelle braccia di Stalin e dell’ URSS. Per fortuna la Resistenza fu un fenomeno molto complesso e finanche contraddittorio, perché era composta non solo dai gruppi rivoluzionari legati al partito comunista (Gap) ma anche da monarchici, liberali, cattolici e da molti soldati dell’ ex esercito italiano, come gli Alpini reduci dalla guerra in Russia, che continuarono a combattere sulle nostre montagne fino alla fine del conflitto. Ci furono così tante contraddizioni nell’ universo resistenziale, che talvolta sfociarono in dei conflitti aperti, vista la distanza ideologica che separava gli uni dagli altri; come avvenne nella tragica vicenda di Porzus, quando i partigiani comunisti fedeli a Tito massacrarono un gruppo di partigiani cattolici, fra i quali vi era Guido, il fratello di Pier Paolo Pasolini.
Purtroppo, negli anni seguenti il 25 aprile 1945, la Sinistra marxista si è voluta appropriare di quegli eventi e, con lo scopo della propaganda, ha trasformato la sconfitta dell’ Italia nella Seconda guerra mondiale (per cui non fummo invitati neppure come osservatori al tavolo delle potenze vincitrici) nella “gloriosa vittoria popolare” della Resistenza, con tanto di bandiere rosse, falce e martello, Bella ciao e pugni chiusi. Con questo spirito antagonista, nel corso degli ultimi vent’anni, abbiamo assistito durante i vari anniversari ad episodi molto deprecabili, come i fischi al Sindaco di Milano Letizia Moratti in compagnia del padre ex partigiano e i vergognosi insulti contro la Brigata Ebraica alla quale i vecchi partigiani comunisti e i loro nipotini dei centri sociali hanno più volte impedito di partecipare alle celebrazioni. Per non parlare del recentissimo episodio di un dirigente dell’ Anpi di Rovigo, Dersi Turri, che nella sua pagina Facebook ha scritto: “La rivoluzione è un fiore che non muore mai”, accanto alla foto di un brigatista rosso responsabile di una lunga serie di omicidi.
Insomma, la festa della Liberazione andrebbe ancora ripulita dalle deformazioni ideologiche che l’hanno mistificata nel corso degli anni e andrebbe ricondotta alla sua oggettiva verità storica, che non può prescindere dalla consapevolezza, in primis, della sconfitta dell’ Italia e del ruolo fondamentale che ebbero gli anglo-americani; secondariamente dall’accettare che, mentre una parte di italiani scelse di combattere a fianco degli alleati contro i nazisti e quel che restava del regime fascista, un’altra parte, seguendo coscientemente i propri ideali, decise di militare nella Repubblica di Salò e di continuare a stare accanto ai loro alleati tedeschi.
Che i primi avessero ragione e i secondi sbagliassero, è fuor di dubbio, visto che oggi siamo felicemente cittadini di una Repubblica democratica. Ma che i giovani fascisti, i quali andarono a morire per le loro idee, fossero dei traditori e servi dei nazisti, questa è una bugia storica che dev’essere definitivamente rimossa, prima o poi, se si vuole costruire un sentimento comune di Nazione in cui tutti possano riconoscersi a prescindere dalle loro idee. E’ quello che è successo, d’altronde, nelle grandi democrazie come l’ Inghilterra, la Francia e gli USA: quando viene suonato l’inno nazionale, loro si alzano tutti in piedi e si sentono tutti figli della stessa Patria.

Interessante, , in parte, l’articolo di Riviello .Il capoverso sul Risorgimento, però, è una sintesi superficale e faziosa di quegli anni della nostra storia, che evidentemente l’autore ignora:il latifondismo, l’analfabetismo erano forse meraviglie, danneggiate dai barbari “piemontesi”?
Via, Riviello, ci faccia il piacere !
Con tutto il rispetto per la Liberazione, nonostante ci siano diverse polemiche su questo nostro fatto storico. Vorrei fare notare la TOTALE assenza di interesse dei mezzi di comunicazione verso un personaggio che ha dato lustro all’Italia nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il 25 Aprile 1874: GUGLIELMO MARCONI. Questo menefreghismo degli enti di informazione non è una novità. Il 25 Aprile ho volutamente ascoltato tutti i telegiornali possibili, inclusi TGcom24 – Rainews24 – Sky tg24, ecc. . NESSUNO LO HA COMMEMORATO, anche solo con due parole ! E’ una cosa VERGOGNOSA. Marconi è uno dei pochi premi NOBEL italiani, ha ricevuto onorificienze, lauree honoris causa. Ha vissuto durante il fascismo, è questa la sua colpa ? In un’epoca in cui se non eri fascista facevi una brutta fine ? in Italia nessuna istituzione lo ha aiutato, è dovuto scappare in Inghilterra dove ha potuto continuare le sue ricerche. Anche se altri scienziati studiavano le onde elettromagntiche, lui è stato l’unico che ha concretizzato e incrementato le ricerche, arrivando anche a sperimentare il radar e le microonde. Le sue radio a bordo delle navi hanno salvato migliaia, se non milioni, di persone. nel corso degli anni. Solo nell’affondamento del Titanic, la radio di Marconi ha fatto salvare piu di 700 persone. Sono veramente disgustato dalla ipocrisia e retorica galoppante, che serve solo a fare il lavaggio del cervello. Sal