Il 20 settembre 1870, a Porta Pia, l’ordine di fare fuoco fu impartito all’artiglieria , su comando del generale Raffaele Cadorna, dal capitano Giacomo Segre, di Chieri ( Torino ), ufficiale del Regio Esercito Italiano, di religione ebraica; il bersagliere Niccolò Scatoli suonò la carica, alla testa del trentaquattresimo reggimento; tra i Caduti ci fu un artigliere fiorentino, il tenente Giulio Cesare Paoletti, che è sepolto alle Porte Sante, a San Miniato al Monte.
Francesco De Sanctis stava scrivendo il capitolo su Machiavelli della sua Storia della Letteratura Italiana, quando un festoso suono d campane lo interruppe; ed egli “sapendo ciò che quel giubilo significava, volle segnare il ricordo dell’interruzione nella pagina che stava componendo. In questo momento – scrisse – le campane…annunziano l’entrata degli Italiani in Roma. Il potere temporale crolla e si grida il VIVA all’unità d’Italia. Sia gloria a Machiavelli ” ( cfr. la rievocazione di Benedetto Croce sul Corriere della Sera del 20 settembre 1949 ! ).
Si completava, quel giorno, lo straordinario percorso del nostro Risorgimento verso l’indipendenza e le libertà costituzionali; verso l’unità nazionale che sarebbe stata coronata, poi, attraverso la Grande Guerra, con la “redenzione” di Trento e Trieste.
Il grande Camillo Benso conte di Cavour, primo ministro del re costituzionale Vittorio Emanuele II, indicando nel 1861 al Parlamento l’obbiettivo di Roma capitale, aveva dichiarato di non sapere concepire, per un popolo colto,una sventura maggiore che quella di vedere riuniti in una sola mano il potere civile e quello religioso. ” La storia ci dimostra – disse – che ovunque questa riunione ebbe luogo la civiltà sempre immediatamente cessò di progredire, anzi sempre indietreggiò; il più schifoso dispotismo si stabilì; e ciò sia che una casta sacerdotale usurpasse il potere temporale, sia che un califfo o un sultano unisse nelle sue mani il potere spirituale”. Libera Chiesa in libero Stato, dunque. In ideale sintonia con il detto evangelico ” date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.
L’insegnamento cavouriano, oggi più che mai attuale, ci invita a rinnovare e coltivare la nostra scelta di civiltà laica, contro teocrazie e fondamentalismi di qualsiasi genere. A difendere la nostra scelta di libertà: libertà di legiferare, per lo Stato; libertà di credere (o meno)) per il cittadino, per la persona; libertà per le Chiese di professare, ognuna, la propria fede religiosa.
Anche quest’anno il XX Settembre sarà celebrato. A Firenze con una semplice manifestazione, che si terrà, con inizio alle ore 11,30, nel salone della Fratellanza Militare ( g.c. ), in piazza Santa Maria Novella. La relazione introduttiva sarà svolta dal professor Giovanni Cipriani. Faranno seguito i brevi interventi dei rappresentanti delle associazioni promotrici.
Adalberto Scarlino
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Anniversario XX settembre 1870 Breccia di Porta Pia e Roma Capitale
Giovedì 20 settembre 2018
ore 11,30
Salone del Consiglio della Fratellanza Militare Firenze, piazza Santa Maria Novella 18
Ore 11,30
Saluto dell’Amministrazione Comunale
Ore 11,40
Il professor Giovanni Cipriani parlerà sul tema:
XX settembre 1870 – IV novembre 1918, Storia d’Italia
Ore 12,00
Interventi dei rappresentanti delle Associazioni
Associazione Progetto Firenze, Associazione Nazionale Volontari e Reduci Garibaldini, Circolo Fratelli Rosselli, Circolo Piero Gobetti, Comitato Fiorentino per il Risorgimento, Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini, Fratellanza Artigiana d’Italia, Unione Atei Agnostici Razionalisti.

L Islam non è univoco. Vi sono ad esempio i sufi che non hanno nulla a che vedere con il fondamentalismo islamico.
Idem i cabalisti ebraici (nulla a che vedere con i fondamentalisti o i sionisti) e gli esicasti cristiani (che non hanno nulla di clericale).
Il problema sono i monoteismi che, depurando della spiritualità, della gnosi e dell esoterismo gli antichi insegnamenti, hanno istituito vere e proprie correnti politiche definite Religioni (Monoteiste Istituzionalizzato).
Bravissimo, Adalberto!!