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100mila persone hanno lasciato Gaza city

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha confermato che l’Idf sta avanzando nella città di Gaza. “Stiamo approfondendo l’offensiva alla periferia e dentro la città”, ha detto aprendo la riunione del suo gabinetto, a quanto riferiscono i media israeliani.  “Circa 100.000 persone hanno lasciato la città”, ha riferito, anche se “Hamas sta cercando di fare di tutto per impedire loro di uscire così che restino come scudi umani”. In una conferenza stampa congiunta con il suo omologo israeliano, il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha affermato che la Danimarca non è pronta a riconoscere uno Stato palestinese, ma aggiungendo che Israele non ha in ogni caso alcun “diritto di veto” su una eventuale decisione in merito.

di Giuseppe Basilico | 8 Settembre 2025

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha confermato che l’Idf sta avanzando nella città di Gaza. “Stiamo approfondendo l’offensiva alla periferia e dentro la città”, ha detto aprendo la riunione del suo gabinetto, a quanto riferiscono i media israeliani.  “Circa 100.000 persone hanno lasciato la città”, ha riferito, anche se “Hamas sta cercando di fare di tutto per impedire loro di uscire così che restino come scudi umani”. In una conferenza stampa congiunta con il suo omologo israeliano, il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha affermato che la Danimarca non è pronta a riconoscere uno Stato palestinese, ma aggiungendo che Israele non ha in ogni caso alcun “diritto di veto” su una eventuale decisione in merito. Lo riporta il Jerusalem Post, sottolineando inoltre che Rasmussen ha anche invitato Israele “a interrompere la sua campagna militare a Gaza”. Una persona è rimasta leggermente ferita per l’impatto di un drone lanciato dagli Houthi sull’aeroporto di Eilat-Ramon, nel sud di Israele. Lo hanno riferito i servizi di emergenza israeliani del Magen David Adom citati dal Times of Israel. Una persona è stata colpita da schegge o dall’esplosione, hanno riferito i soccorsi aggiungendo che un’altra persona è stata assistita per ansia acuta. Altri cinque palestinesi, tra cui tre bambini, sono morti di fame a Gaza nelle ultime 24 ore. Lo afferma il ministero della Salute della Striscia controllata da Hamas, citato da Al Jazeera. Il numero totale di decessi per malnutrizione a Gaza dall’inizio della guerra sale a 387, inclusi 138 bambini. Un totale di 890 persone sono state arrestate a Londra durante una protesta di ieri a sostegno del gruppo Palestine Action, bandito dal Regno Unito. Lo ha dichiarato la Polizia Metropolitana della capitale. Secondo quanto riferito, 857 persone sono state arrestate ai sensi del Terrorism Act per aver sostenuto il gruppo durante la manifestazione di sabato, con altre 33 persone arrestate per altri reati, tra cui aggressioni a agenti di polizia. Almeno 21 palestinesi sono stati uccisi dagli attacchi israeliani a Gaza dall’alba. Lo scrive Al Jazeera, citando fonti mediche della Striscia, secondo cui la maggior parte delle uccisioni è avvenuta a Gaza City, dove sono state colpite una tenda e una scuola-rifugio. Secondo quanto riferito, la tenda, situata vicino all’ospedale al-Wafa, ospitava sfollati, mentre almeno otto persone sono state uccise nel raid sulla scuola trasformata in rifugio dove si scava sotto le macerie. Il premier britannico Keir Starmer, come tutti gli altri leader occidentali, ha il “dovere legale di agire per prevenire un genocidio” come quello in corso a Gaza: parola dell’attivista svedese Greta Thunberg, intervistata dal Guardian a bordo di un’imbarcazione della Global Sumud Flotilla, che intende di nuovo provare a forzare il blocco israeliano e portare aiuti d’emergenza a Gaza. Egitto, Qatar e Stati Uniti sono al lavoro su una nuova proposta per il rilascio di tutti gli ostaggi a Gaza, che sarà presentata in settimana. Lo hanno riferito fonti egiziane. Il nuovo piano, è stato spiegato, prevede anche “la fine della guerra a Gaza e la formazione di un governo nella Striscia” per amministrare l’enclave palestinese nel dopoguerra. L’Egitto “ha convocato una delegazione di Hamas” al Cairo alla fine della settimana “per consultazioni”.

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelaty ha sentito ieri al telefono l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff, sabato per discutere di “sforzi congiunti per raggiungere un cessate il fuoco”, nonché della “tragica situazione umanitaria” nella Striscia, secondo un comunicato. Abdelaty ha informato Witkoff “dei preparativi dell’Egitto per organizzare una conferenza internazionale per la ripresa e ricostruzione di Gaza subito dopo l’annuncio di un cessate il fuoco”. La Jihad Islamica Palestinese ha rivendicato il lancio di due razzi ieri mattina dalla Striscia di Gaza verso il sud di Israele. In una dichiarazione su Telegram, il gruppo afferma

di aver lanciato due razzi contro la città meridionale di Netivot. Un razzo è stato intercettato e il secondo ha colpito un’area non abitata, secondo le Forze di difesa israeliane. Non ci sono

state segnalazioni di feriti. Lo riporta il Times of Israel. L’emittente israeliana Kan cita una fonte vicina al premier Benyamin Netanyahu, secondo cui Israele sarebbe disposto a sospendere la sua offensiva pianificata contro Gaza City in favore di “un vero accordo” che ponga fine alla guerra e liberi gli ostaggi, ma al momento non è stata presentata alcuna offerta del genere.

Questo, primo ministro Benjamin Netanyahu, non significa che militarmente abbiano perso la guerra.  

Giuseppe Basilico

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: conflitto palestinese, gaza, hamas, Idf, israele, Jerusalem Post, Lars lokke Rasmussen, Netanyahu

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

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