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La giostra del Saraceno 

A che gioco giocano i Turchi.

di Carla Ceretelli | 6 Dicembre 2015

Un termine utilizzato a partire dal II secolo d.C. sino a tutto il Medioevo per indicare i popoli provenienti dalla penisola araba o, per estensione, di religione musulmana. Generico e vago, sin dalla nascita rimane un termine senza uno stretto significato etnico, geografico o linguistico, o addirittura religioso. E  inizialmente non identificava gli arabi.

Ma Gesù era arabo? No, era ebreo di Nazaret o il Nazareno nato in un regno ebraico a Betlemme Giudea città di Davide terzo re di Israele e le sue lingue erano l’aramaico e l’ebraico e  questo lo sa chiunque ha fatto un minimo di catechismo.

I Magi erano, come dice il loro nome, zoroastriani. Quindi Persiani. Nella leggenda si ipotizza anche che uno fosse Caldeo, o Etiope, o Sabeo più corretto Himyarita, ma il nome Magi dall’antico persiano “magūsh” è quanto mai eloquente in questo contesto semi-leggendario.

Ma qualche Arabo nella regione siro-palestinese c’era già prima del VII secolo: i Nabatei, se non altro. E qualche gruppo che nomadava nel deserto siriano/deserto arabico. La cui linea di confine, ovviamente non esisteva.

“I Canti di Natale? Dopo Parigi potrebbero essere una provocazione pericolosa” . Poi il preside si è attaccato alle sottane delle due mamme, rimangiandosi ciò che aveva chiaramente esposto in un video che stranamente è difficile trovare. Per uscire dal vaso fuor del quale aveva sonoramente p….

Pure ipocrita. Piaccia o non piaccia quelle parole le ha pronunciate. E  nessuno si sarebbe imbronciato soltanto  sul diniego alle due mammine che volevano insegnare  canzoncine.

Su quanto è accaduto dopo non mettiamo  lingua. Il becerume non ci appartiene non ci appassiona  e ne rifiutiamo il coinvolgimento. Ci urta  invece, alla grande il fatto che il preside nega. Le abbiamo  udite con le  nostre  orecchie quelle parole.. Giurin giurello sulla giustizia  umana e divina.  Siamo ritornati a “Gesu’ Bambino sovversivo” e pastori “obiettori di coscienza ”  alle soglie di questo disastrato  Natale 2015. E come se non bastasse anche un preside di Olbia comincia a vietare l’ostentazione  o soo l’ostensione di simboli cristiani, in modo assoluto. Sarà coperto  e tutelato anche lui da dolci e acidi benpensanti radical shic?

Il problema e il pericolo sta  non nella ridicola eventuale  provocazione,  inesistente, dato che è una nostra atavica tradizione, ma nel fatto che  stiamo porgendo il fianco agli stranieri , prevalentemente musulmani,  che sentono forse più di noi la religione e ne  rispettano il  culto e il rito  in modo più profondo e  così si sentirebbero in diritto/dovere di pensare che ormai i cristiani sono pronti ad accettare e accogliere il loro credo.

Ma guarda te se tocca argomentare su una idiozia  del genere! Ma cosa finanziamo sta scuola pubblica a fare, si chiede qualcuno.

Anche chi non ha   ha crocifissi esposti nè Madonne  se  decidesse e  ne avesse voglia    vorrebbe essere libero di farlo. Esattamente come gli islamici insomma quelli che professano la religione islamica possono pregare anche per strada intralciano il traffico portare veli andare scalzi e lavarsi le mani cinque volte al giorno. Se a me  dà fastidio mi taccio. E loro possono aver da ridire sui nostri?  Vediamo ogni giorno nelle nostre città veli e burqa e ascoltiamo   idiomi arabi . Se a qualcun desse fastidio  potrebbe  girarsi dall’altra parte. Ma non si sognerebbe mai, se persona equilibrata,  di strappare veli a destra e a manca. Ecco,  pretendiamo che signori di culture altre facciano altrettanto. Alcun passo indietro dunque. Checchè ne dicano preti, alcuni. Chi vuol fare passi indietro li faccia tranquillamente a livello personale. Ma non pretenda che li facciano gli altri per costrizione. Atei agnostici cristiani cattolici  laici  o prevosti.

Se non fosse chiaro. Non accettiamo nessuno col ditino alzato che venga a introdursi nei nostri affari nella misura in cui noi non ci intrufoliamo nei loro. Ma talvolta l’eccessiva tolleranza  può far credere che ci sia spazio per buchini nelle dighe o cavallini di troia.

Per cambiare argomento ed elevare il tema,  ci  dà abbastanza  fastidio sentire chiamare i terroristi per nome proprio, proprio  come se fossero i ragazzi della porta accanto.. o lo sono davvero??

Sahid Salah… e via discorrendo.

Il terrorismo è causato dalla povertà, si dice. Ma quando mai. Ragazzi socialmente elevati europei di seconda /terza generazione. Non solo fanno terrore ma lo ispirano pure vedi la strage di San Bernardino. Che ormai sappiamo essere  stato atto terroristico in piena regola. Contro disabili. D’altra parte davanti a queste bestie  siamo tutti  disabili.

Obama  ipotizzava atto di  terrorismo. Oppure lite sul lavoro . Cioè l’alternativa era  tra l’Isis e uno scazzo tra colleghi?! per dirla con l’amico Marzio Fatucchi, esimio e stimato giornalista del Corriere Fiorentino.

Insisto.  I Maya avrebbero previsto la fine del mondo. Non sappiamo cosa intendessero realmente.  Quali le modalità precise. Certo che ci stiamo avviando … e i nostri cervelli si stanno impappando paurosamente.

Nota a margine

Sull’integrazione

Una ragazza velata racconta di essere stata picchiata dal marito perchè studia l’italiano. Attraverso l’associazione di volontariato che frequento ho conosciuto donne più grandi che dopo anni di soggiorno da noi non parlano una parola e devono essere aiutate dalle figlie fortunatamente più evolute e se esortate a frequentare una scuola per stranieri, ce ne sono anche di gratuite, cercano tutte le scuse per non frequentarle. Non ho bisogno di fonti tocco con mano  quasi quotidianamente questa  realtà. Intanto si vieta l’accesso ai musei delle burqate. Sempre tardi sempre quando i buoi son già scappati..

Intanto un tunisino minaccia la bomba in un’aula del  nuovo tribunale di Firenze  al grido,  ahinoi ormai consueto di allah akbar. Vabbè che è considerato un orrore architettonico da alcuni, tanti, compreso Vittorio.. ma francamente troppo ci pare.

A che gioco giocano i Turchi.

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bambino, firenze, integrazione, lavoro, mondo, natale, nato, obama, parigi, provocazione, religione, scuola, scuola pubblica, stranieri

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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