• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

“I pesci devono nuotare”, Paolo Di Stefano e la storia di Selim

Paolo Di Stefano è filologo, critico letterario, scrittore. Ma anche giornalista, e dunque sa misurarsi bene con la cronaca, raccontarla nella sua evidenza e coglierla – quando ciò avviene – come segno di un trapasso d’epoca. Questo riesce a fare anche con il suo ultimo romanzo

di Luigi Oliveto | 29 Agosto 2016

PaoloDiStefanoPaolo Di Stefano è filologo, critico letterario, scrittore. Ma anche giornalista, e dunque sa misurarsi bene con la cronaca, raccontarla nella sua evidenza e coglierla – quando ciò avviene – come segno di un trapasso d’epoca. Questo riesce a fare anche con il suo ultimo romanzo “I pesci devono nuotare” (Rizzoli). Una storia attinta dalla cronaca che comincia in un piccolo paese dell’Egitto dalle case incompiute e dai vicoli sterrati. È la vicenda del diciassettenne Selim che non si rassegna ad “allungare i piedi fino a dove c’è la coperta”, raggiunge il mare e lo attraversa fino alla Sicilia. Sale poi fino a Milano, in quella città che non regala niente a nessuno e dove vuole imparare a parlare l’italiano meglio degli italiani, costruirsi un futuro che dia ragione al suo desiderio di riscatto. Perché Selim crede al fatto che “i pesci devono nuotare”. È una storia dei nostri giorni: di accoglienze e respingimenti, di muri veri e simbolici, di chi sta dall’altra parte di quei muri.


“Mi chiamo Selim, sono nato in un villaggio di campagna a molti chilometri dall’Italia, migliaia di chilometri, in luoghi che non potete conoscere ma che facendo un piccolo sforzo potreste immaginare, perché lì non c’è deserto e il paesaggio è verde come qui. Non proprio qui, ma insomma, quasi. Il deserto è più lontano. Mia madre è cresciuta analfabeta, troppo povera per studiare, ma molto più intelligente di tante mamme che hanno studiato. La sua famiglia voleva solo che aiutasse in casa, niente scuola. Mia madre è la madre più dolce e affettuosa che abbia mai conosciuto. Mio padre invece è un uomo duro, severo, testardo, sacerdote e contadino, ha sempre parlato poco, perché lavora tutto il giorno e non ha tempo per parlare e per dedicarsi ai figli. Da noi i sacerdoti si chiamano “imam” o “sheikh”, sono molto rispettati dalla gente e si occupano di guidare i fedeli nella preghiera: cinque volte al giorno nelle moschee. Ho due sorelle e un fratello: Jasmine, la maggiore, è nata tre anni prima di me, poi sono venuti due gemelli, Nabila e Mohammed. Io mi chiamo Selim, ma questo l’ho già detto: il mio nome in arabo significa “tranquillo” e io, se mi lasciano in pace, sono abbastanza tranquillo come il mio nome. Mio padre voleva che diventassi sacerdote anch’io e medico, però a me non andava di fare né il dottore né il sacerdote. Abbiamo abitato per diversi anni dai miei nonni paterni, una vecchia casa di due piani, perché non potevamo permetterci una casa intera per noi: di sotto c’era la sartoria di mio zio, il salotto, la cucina e la camera dei nonni; sopra, la camera da letto in cui dormivamo noi quattro figli con mamma e papà. Lì dentro, in sei, nella stessa stanza. Vicini, stretti, ammassati, ammucchiati. Lì dentro, in quella casa, c’erano anche le camere degli altri zii con le loro famiglie. E la sera si mangiava insieme in una grande tavolata, figli, nipoti, madri, padri, zii, zie, nonni, cugini. Chi urlava, chi si alzava, chi si sedeva, chi parlava, chi si sbracciava, chi piangeva, chi rideva, chi beveva, chi masticava, chi mordeva il pane, l’aria di casa, le parole sue e degli altri. Mio nonno a sessant’anni era già vecchio, da noi si invecchia presto e a quarant’anni sei quasi un anziano, la vita, la povertà e il lavoro ti fanno invecchiare prima. Mio padre è molto rigido, ma anche questo l’ho già detto. Era per precisare che non solo dovevo fare quel che diceva lui, ma dovevo anche pensare quello che lui pensava: non tutti sanno fare i genitori e capire i propri figli, ma è anche vero che non tutti sanno essere figli. Mio padre non capiva. Non è un tipo cattivo, ma è difficile vivere con una persona come lui, anche se ti fa crescere in fretta. I nostri desideri di figli non contavano niente, noi non avevamo il coraggio di chiedergli niente, e se avevamo desideri potevamo esprimerli solo alla mamma, che poi ne parlava con papà: forse la natura è così, le mamme sono più vicine ai figli e i papà sono più lontani”.

[da I pesci devono nuotare di Paolo di Stefano)

Luigi Oliveto  ( Toscanalibri.it )

Pubblicato in : Invito alla letturaTag: anni, futuro, genitori, lavoro, madri, mare, milano, nato, natura, Paolo Di Stefano, riscatto, scuola, sicilia

Info Luigi Oliveto

giornalista e scrittore. Ha pubblicato i saggi: La grazia del dubbio (1990), La festa difficile (2001; 2003; seconda edizione accresciuta), Il paesaggio senese nelle pagine della letteratura (2002), Siena d’Autore. Guida letteraria della città  e delle sue terre (2004). Suoi scritti sono compresi nei volumi collettanei: Musica senza schemi per una società nuova (1977), La poesia italiana negli anni Settanta (1980), Discorsi per il Tricolore (1999). Arricchiti con propri contributi critici, ha curato il libri: InCanti di Siena (1988), Di Siena, del Palio e d’altre storie. Biografia e bibliografia degli scritti di Arrigo Pecchili (1988), Dina Ferri. Quaderno del nulla (1999), la silloge poetica di Arrigo Pecchioli L’amata mia di pietra (2002), Di Siena la canzone. Canti della tradizione popolare senese (2004). Così come è curatore, insieme a Carlo Fini, del libro di Pecchioli Chi la sa non la insegna. Raccolta di proverbi e modi di dire senesi (1995), dell’intervista di Mario Luzi realizzata per il calendario – libro Le Crete e la Val d’Orcia. Un terra di celeste stella (2000), dei volumi Mi guarda Siena con testi di Mario Luzi e immagini fotografiche di Pepi Merisio (2002) e Toscana Mater (2004) con testi di Mario Luzi e foto degli Archivi Alinari. Suoi anche i testi della guida Castelnuovo Berardenga. Storia, arte, natura e tradizioni (2007) e dell’album Indy e Lib (la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” adatta per i bambini delle scuole elementari) giunto alla terza edizione. Oliveto è anche autore/sceneggiatore del documentario televisivo La città raccontata (2004) e, per la parte dei testi, del documentario Palio (2006) pubblicato in dvd. Nel 2007 ha curato il libro Qui sostò l’eroe. Garibaldi in terra di Siena (2007, primamedia editore). Nel 2011 ha scritto Giosué Carducci.Una vita da poeta e nel 2012 Giovanni Pascoli. Il poeta delle cose (primamedia editore). Da oltre dieci anni tiene una rubrica (Aforismi del giorno dopo) sul Corriere di Siena. Nel 2006 la sua attività pubblicistica trova un significativo riconoscimento con la menzione speciale al Premio giornalistico “Paolo Frajese”. È direttore responsabile di Sienalibri.it, portale di cultura e promozione libraria.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti