Berlusconi e Bersani ripongano nei cassetti le loro maschere da operetta: Ma, nello stesso momento, finanza, banche e giornali la smettano di volere determinare, se non addirittura formare, i governi.

Ma occorre riconoscere che il geniale inventore meglio non poteva tratteggiare alcune caratteristiche del nostro carattere nazionale.
Bersani e Berlusconi, nei loro comizi di Roma e Bari hanno applicato alla lettera tutte queste disposizioni: lo stanno facendo dal giorno immediatamente successivo all’esito del voto.
Del resto la situazione è quella che è: se non senza uscita, certamente difficilissima. E, poiché, si tornerà comunque a votare presto, lo si faccia o meno un governo, è opportuno chiamare in causa non solo i partiti, quali responsabili della situazione attuale ma anche altri non trascurabili protagonisti.
In questi giorni sul sito web “Dagospia”, uno dei più visitati in Italia e spesso anticipatore di fatti e notizie poi dimostratisi veri, appariva un lungo servizio, il cui succo era del tutto in linea con la nostra storia. Secondo tale servizio, certi “poteri forti” raccolti attorno al “Corriere della Sera” avrebbero orchestrato una campagna di discredito della nostra classe politica per favorire l’ascesa dell’ex presidente di Confindustria (e FIAT), Luca Cordero di Montezemolo. A questo avrebbero mirato libri e campagne di stampa che mettevano in luce i privilegi della casta.
Che, poi, la classe politica se lo meritasse, niente toglie alla gravità di quanto affermato da Dagospia. Che non ci sorprende. Pensalibero da quasi tre anni denunciava queste manovre, tese a favorire una gestione del governo non più mediata ma diretta. Avevamo evidenziato i tentativi di ”commissariare” la politica italiana, quando ancora governava Berlusconi. E commissariamento abbiamo definito l’incarico che Napolitano conferì a Mario Monti, sempre sull’onda di una martellante campagna di stampa e di pressioni delle lobbies finanziarie italiane ed europee.
Ecco, è tutto legittimo. Purchè sia chiaro, in modo che la gente possa poi farsi un’opinione. E sapere a chi attribuire i risultati. Che sono deludenti, anzi disastrosi, se è vero che siamo in un cul de sac. Invece di Montezemolo e Monti, i nostri potentissimi apprendisti stregoni ci hanno regalato la crescita di Grillo e l’ingovernabilità. E non è la prima volta che combinano guai: si pensi a tutta la cosidetta “seconda repubblica”, insediatasi a suon di avvisi di garanzia (troppi), sentenze (pochissime) e, soprattutto, cannonate mediatiche dei giornali di proprietà dei soliti noti.
Dunque, per uscire dai guai: Berlusconi e Bersani ripongano nei cassetti le loro maschere da operetta: Ma, nello stesso momento, finanza, banche e giornali si limitino a fare il loro mestiere e la smettano di volere determinare, se non addirittura formare, i governi.

Non è da tutti capire come si è giocati dai poteri forti. Nella prima Repubblica a farla da padrone era la Fiat.
L’avvocato Agnelli era l’illuminato per suggerire come dovevano comportarsi i Governi. Nella seconda Repubblica la musica è stata la stessa con personaggi e indirizzi economici diversi dalla Fiat.
Lo strumento micidiale nelle mani dei poteri forti del momento è la televisione. Essi mandano in onda Talk Show finalizzati a colpire chi formerebbe ostacolo ai loro programmi. Il Popolo che lavora per vivere dignitosamente è vittima e, nello stesso tempo, strumento dei poteri forti. La fine dei partiti politici è la fine della democrazia e della libertà di un Popolo. Il seguito è affidato alla rivoluzione.