• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

“due forni” della politica sono la polizza vita del governo

di Fabrizio Binacchi | 10 Giugno 2013

Così Letta può rimanere anche a lungo. “gestione dell’economia ” e “riforma dello Stato”” sono l’assicurazione di palazzo Chigi e, non è un mistero, anche del Quirinale. A doppia mandata. Pd e  Pdl non possono litigare su come cogliere al volo l’occasione storica per rilanciare l’Italia. La pagherebbero per decenni.

alfano-letta-960x540Enrico Letta non è un vago sognatore, è uno che misura le parole e che guarda bene quel che deve dire e non deve dire. Se ha detto che il suo governo, che è un po’ il governo di tutti quelli che hanno buona volontà, può durare 4 anni e dieci mesi, e cioè fino alla fine della legislatura, non è perché ha sognato profeti di notte o ha sbagliato caramelle, ma perché ha fatto due più due. Se partono i due forni della politica italiana, che per anni non siamo riusciti a far funzionare insieme, ossia il forno della corretta e puntuale gestione dei problemi e degli atti amministrativi alcuni dei quali urgenti ed urgentissimi, e il forno delle riforme istituzionali, cioè dell’ammodernamento dello Stato, l’equilibrio anche tormentato che ne deriva sarà la polizza vita del governo. Certo che pezzi del Pd polemizzeranno sempre con pezzi del Pdl su presidenzialismo, camere delle regioni, province e comunità montane , ma è anche certo che pezzi del Pdl e pezzi del Pd non possono litigare su come cogliere al volo l’occasione storica per rilanciare l’Italia. La pagherebbero per decenni. Lo sanno Berlusconi e D’Alema, Epifani e la Santanchè, persino Veltroni e Renzi, anche se nei talk talora battibeccano, perché poi il popolo vuole sentire vive le appartenenze. Ma la sostanza del momento è che i due forni “gestione” e “riforme” sono la polizza vita del governo e, non è un mistero, anche della stabilità della Repubblica, di cui è primo garante il presidente Napolitano. Ecco perché dovremo abituarci anche alle nuove convergenze parallele e cioè affrontare e risolvere l’immane problema chiamato Ilva e acciaio e avviare i disegni della riforma dell’architettura istituzionale, sentire parlare i saggi delle riforme così come i nuovi economisti del lavoro permeabile e delle coesioni generazionali. I due forni si sorreggono a vicenda. Ed è appunto l’assicurazione di Letta. Ma anche di Alfano e Monti, di Schifani e Orlando perché al momento hanno tutti convenienza che il lavoro del governo dia tempo ai partiti di rifarsi una immagine, una verginità, una nuova presentabilità operante. Di far ripartire i partiti. Così per convenzione i falchi e le colombe possono discutere e litigare su limitazione dei seggi e nuove forme di sostegno, su province da chiudere e competenze regionali da rivedere ma intanto si affronta l’emergenza storica di una ristrutturazione dello Stato che è un problema vero e sentito almeno dall’inizio dei mitici anni Ottanta.. Dunque occasione troppo ghiotta per consumare mesi in litigi finti, occasione giusta per conquistare con la pacificazione nazionale anche i risultati di una economia che deve tornare a funzionare perché gli industriali tornano a fare gli industriali, perché le banche tornano a fare le banche, i sindacati tornano a fare i sindacati e i professori tornano a fare i professori, e la politica torna a fare la politica. Questo incarnano Enrico Letta e i suoi. Prospettiva di stabilità, correttezza di atti e verifica puntuale di quel che si decide. Sennò tutti a casa per mancata prestazione. In tutto questo Matteo Renzi è fuori? Forse no. Se capisce e incarna il ruolo di chi può aiutare per la sua parte il rinnovamento e la riforma permanente che non è fatta solo di strappi traumatici nominalistici, ma di paziente certosina e quotidiana opera di mediazione e valorizzazione delle eccellenze evitando i colpi delle frange. E in questo, diciamolo, Enrico Letta è più pronto. Lo dice anche mia mamma. Che di politici ne vede e ne sente dai tempi di De Martino e Natta, Bisaglia e Berlinguer,  Rumor, Lombardi e Merzagora. A molti di voi questi nomi non dicono molto? Studiate gente, o googolate, perché così capirete meglio anche gli attuali e-equilibri, impensabili quattro mesi fa.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti