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“Cari politici scusate se vi dico in faccia che siete cialtroni”. Il messaggio di Squinzi è arrivato agli italiani

di Cesare Mannucci | 28 Ottobre 2013

Il presidente di Confindustria ha fatto un passo indietro: “Mi scuso se le mie parole possono essere state male interpretate come una non considerazione della sacralità del Parlamento”.

Giorgio-SquinziLo hanno costretto a chiedere scusa al Parlamento e al Senato proprio coloro i quali (ciascuno in proporzione alla loro longevità politica) ci hanno tirato in mezzo a questa drammatica crisi economica. Anzi, le scuse doveva riceverle lui visto che con il suo quasi quarantennale impegno nel mondo imprenditoriale ha portato il gruppo industriale Mapei ad essere ancora uno dei pochi vanti italiani nel panorama internazionale delle migliori aziende specializzate nel campo dei collanti per l’edilizia dell’intero pianeta. E lui con altissimo senso istituzionale ha dato prova di umiltà e intelligenza dichiarando il massimo rispetto per le istituzioni repubblicane. In audizione alla Commissione Bilancio del Senato, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, ha fatto un passo indietro: “Mi scuso se le mie parole possono essere state male interpretate come una non considerazione della sacralità del Parlamento”. Anche se questo non cancella le preoccupazioni: “Le mie recenti considerazioni, con chiaro riferimento alle usanze del passato, – ha proseguito – nascono dalla preoccupazione di vedere superata l’apprezzabile modalità d’esame del documento di programmazione della spesa pubblica, riportandoci indietro, agli anni delle politiche che piegavano, in modo radicale, la programmazione del bilancio alle necessità degli infiniti campanili del nostro paese. In un momento come l’attuale non possiamo, per nessun motivo, ipotizzare un simile spettro. Mi auguro di cuore di essere stato troppo pessimista”.  Nei giorni scorsi e’ andato giù piatto come sempre, al limite della gaffe come da quasi due anni a questa parte da quando ha assunto con un non malcelato impaccio la grande responsabilità di essere il numero uno degli industriali italiani. Un ruolo che gli va decisamente stretto e che lo accomuna di più al buffo personaggio dei cartoni animati Mister Magoo, il ricco pensionato, basso e molto miope. A causa della sua debole vista Magoo si trova continuamente nei guai (la presidenza di Confindustria), in genere senza rendersi assolutamente conto dei pericoli che corre e delle disavventure che gli capitano, piuttosto che il grande imprenditore italiano che in quasi 30 anni al vertice della sua azienda familiare la Mapei è riuscito ad avviare tra l’Italia e l’estero 14 stabilimenti di produzioni di materiali per l’edilizia con alle dipendenze circa 7 mila addetti e leader per un decennio dell’omonina squadra ciclistica e ora dinamico patron del Sassuolo calcio che lo scorso mesE di giugno ha conquistato la storica promozione in serie A. Uscite pubbliche davanti ai microfoni della stampa che gli attirano contro dure reprimenda come nel caso di Tito Boeri che sulle colonne di Repubblica gli ha dato dell’irresponsabile e di apprendista stregone della comunicazione. Senza considerare invece che il “timido piccolo chimico” milanese non usa il linguaggio paludato e felpato della politica e dei salotti buoni della cultura e dell’economia, ma piuttosto quello del buon padre di famiglia che guarda al bene dei propri cari senza mai fare il passo più lungo della propria gamba. Diversi giornali lo hanno messo in croce accusandolo di codardia quando sfogandosi con i colleghi imprenditori ha detto che:  “se avesse avesse saputo a cosa andava incontro molto probabilmente non avrebbe accettato la presidenza di Confindustria”. E forse egoisticamente avrebbe fatto bene, magari delocalizzando il principale stabilimento di Robbiano di Mediglia, potenziando i 14 stabilimenti operativi su tutto il globo. Avrebbe potuto quotare la sua azienda sui mercati internazionali e magari investire all’estero oltre il 6% degli utili nella ricerca (come invece fa in Italia) senza doverci pagare sopra le tasse come gli impone il fisco nostrano. Nel frattempo le migliaia di impiegati e addetti alla produzione italiana li avrebbe potuti mettere in cassa integrazione (procedura mai utilizzata in 60 anni da Mapei) a carico dello Stato e pretendere anche un bel cavalierato al Lavoro. Sicuramente glielo avrebbero appuntato sulla giacca tutti coloro che da 30 anni stanno in Parlamento senza aver lavorato mai un giorno della loro vita pontificando sulla politica e peggio ancora sulla nostra scalcinata economia e su una ormai fantascientifica ripresa economica. Ma sicuramente nessuno ha fatto ancora i conti con l’oste: state pur certi Mr Magoo-Squinzi non è uno che molla facilmente, e tra qualche settimana senza preoccuparsi troppo delle gaffe e del bon ton istituzionale non mancherà di bollare la legge di stabilità (emendata dal Parlamento e da Senato) come una “boiata pazzesca”.  Scuse a seguire…

Pubblicato in : Editoriale

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

Interazioni del lettore

Commenti

  1. natale

    30 Ottobre 2013 alle 18:19

    Ecco come viene considerato un uomo che in piena libertà ha deciso di fare impresa in questo paese, dove paga tasse anche sulla ricerca, e ha il coraggio delle proprie idee. Questi professori/giudici se avessero più rispetto di chi crea lavoro e reddito per tutti. e cominciassero anche loro ad essere “liberi ” sarebbe meglio.

    Rispondi

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