L’Ema e la merce politica

Il trasferimento dell’agenzia europea del farmaco a Milano (Ema).

di Fabrizio Amadori | 6 novembre 2017

Mi chiedo con quale coerenza Roberto Maroni chieda il trasferimento dell’agenzia europea del farmaco a Milano (Ema): infatti, non è sempre stato un antieuropeista come tutta quanta la Lega? E, se sì, che cosa dovrebbe fare l’Europa? Darsi la zappa sui piedi e permettere ad un partito suo nemico di rivendicare un traguardo tanto importante? Non sarebbe questo un modo di rafforzarlo al punto da rendere i suoi prossimi attacchi contro l’Ue più efficaci? A meno che non vinca la considerazione, a Bruxelles e in Europa, che una concessione del genere, l’apertura di un ente dell’Unione in una regione governata da un politico antieuropeo, possa riavvicinare le parti, Ue e Lega. Se veramente Bruxelles pensasse di tirare dalla sua parte, e comunque ammansire, uno dei grandi partiti antieuropeisti spingendo tutte le parti ad aprire l’Ema a Milano, ebbene, credo che Maroni presto otterrà una grande vittoria: mi chiedo ora, però, quali sarebbero i suoi meriti effettivi, e che razza di politica sia mai quella per cui il Governatore lombardo possa e voglia sfruttare una situazione del genere. Quale sarebbe la coerenza sua, ripeto, ma anche dei suoi elettori, se fossero d’accordo con lui a proposito di una simile strategia? O Maroni sta facendo uno scambio con la Ue all’insaputa della base leghista?

 

Fabrizio Amadori

Genovese, nato nel 1971, laureato in filosofia all’Università Statale del capoluogo ligure, è appassionato di letteratura in lingua tedesca e russa. Residente a Milano, dopo varie esperienze come docente in Italia e all’estero si occupa dal 2008 di comunicazione per le aziende (dalle piccolissime alle multinazionali). Al suo attivo ha numerose pubblicazioni su giornali e riviste universitarie. Da un punto di vista teorico ha scritto soprattutto di narratologia (si veda, ad esempio, il suo breve saggio “Ragionare alla Poe”, “Avanguardia” n. 59). Polemista, si è occupato per i giornali anche di cultura. A dicembre usciranno un altro saggio di narratologia e, per la prima volta, alcuni testi poetici su “Poeti e poesia”. Già Consigliere generale della Coscioni, si è occupato come oratore del referendum per l’abrogazione della Legge 40 portando a casa anche un importante risultato: convincere il quotidiano “Liberazione” – di ispirazione comunista – ad usare come allegato per la campagna il materiale dell’Associazione radicale.

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