La cura Putin per la natalità nel mondo

di Fabrizio Amadori | 1 luglio 2018


Dice Putin che egli non è contro l’omosessualità ma contro la propaganda omosessuale. Il motivo? Quello per cui i russi, e gli europei in generale, non mettono al mondo abbastanza figli. Non è il caso, insomma, di sostenere pratiche sterili dal punto di vista del concepimento dei bambini. Buono a sapersi. La Cina e l’India, infatti, sono alle prese con il problema opposto, da loro di figli ne nascono troppi: perciò Putin potrebbe candidarsi come consulente per quei governi di cui dice di essere tanto amico, e chiedere loro di incoraggiare le pratiche omoerotiche, se fosse davvero convinto che il sostegno all’omosessualità faccia diminuire le nascite. Tantopiù che non essendo lui contrario all’omosessualità per principio, dovrebbe trovare doppiamente inutile mantenerla illegale in un paese come la “democratica” India. Eppure non ho mai sentito un discorso del genere da parte sua: chissà perché… 

 

Fabrizio Amadori

Genovese, nato nel 1971, diplomato al liceo classico "Mazzini", laureato in filosofia all'Università Statale del capoluogo ligure, ama la letteratura in lingua tedesca e russa. Residente a Milano dal 1999, dopo varie esperienze, prima come responsabile di pizzeria (Germania) e poi come docente in Italia e all'estero (Zambia), si occupa da gennaio 2007 di comunicazione per le aziende (dalle piccolissime alle multinazionali). Al suo attivo ha numerose pubblicazioni - articoli e interviste - su giornali e riviste culturali nazionali ("Filosofia", "Avanguardia", "Poeti e poesia", "Ideazione", etc.). Da ricercatore in ambito letterario ha scritto soprattutto di teoria della scrittura (si veda, ad esempio, il suo breve saggio "Ragionare alla Poe", "Avanguardia" n. 59). E' stato il primo a parlare di "narratologia deduttiva". Ottenuta nel 2000 una borsa di studio e ricerca da una Fondazione italo-americana per sviluppare il discorso iniziato col suo pamphlet "Giovani e potere" - o "Giovani, sesso e potere" a seconda dell'edizione - (prefazione di Dino Cofrancesco), ha potuto lavorare a stretto contatto, tra gli altri, con Anita Desai e Philip Levine. Polemista, si è occupato per i giornali anche di cultura. Di recente ha iniziato a pubblicare alcune poesie - o "testi rimati" come li definisce lui - sulla rivista "Poeti e poesia". Già membro della segreteria della "Enzo Tortora" di Milano e Consigliere generale della "Coscioni", si è occupato come oratore del referendum per l'abrogazione della Legge 40 portando a casa anche un importante risultato: convincere il quotidiano "Liberazione" - di ispirazione comunista - ad usare come allegato per la campagna il materiale dell'associazione radicale.

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