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Zone rosse Firenze. Non era urgenza ma propaganda? Istituzioni complici?

Non sappiamo nulla sull’impugnativa della sentenza (solo annuncio e relativo effetto?). Mentre continua a pendere il nulla sul territorio che avrebbe dovuto essere in preda al disordine (ordinanza urgente…)

di Vincenzo Donvito | 22 Luglio 2019

E’ passato un mese e mezzo abbondante da quando il Tar della Toscana (4 giugno) ha bocciato e cancellato l’ordinanza del Prefetto di Firenze sulle zone rosse. Con il benestare dell’amministrazione di Palazzo Vecchio, e durante la campagna elettorale, si voleva credere di poter impedire ad una persona di transitare/sostare in alcune zone per il solo fatto che la stessa aveva una denuncia per alcuni reati che di per sé avrebbero compromesso l’ordine pubblico. Una denuncia – ha sentenziato il Tribunale amministrativo facendo sue le ragioni del nostro ricorso – non è sufficiente per un simile atto di polizia, occorrerebbe una sentenza in giudicato (1).
Ministero sbugiardato, Prefetto sbugiardato, Comune sbugiardato. In pompa magna il ministro dell’Interno aveva annunciato l’impugnazione della sentenza (2).
Ristabilito l’ordine costituzionale e normativo, il ministro dell’Interno che aveva foraggiato questa ordinanza come esempio per altre città, aveva sostenuto che senza provvedimenti del genere il mondo sarebbe crollato in testa ai bravi cittadini e le nostre città sarebbero state in preda al disordine. Zitti Sindaco e Prefetto: il primo perché ha ritenuto opportuno non dire nulla (sconfitta politica?); il secondo perché – ovviamente… ma non più di tanto – perché era stato solo una sorta di braccio armato di Comune e ministero. Se guardiamo la vicenda dalla parte degli sconfitti dal Tar, visto che l’ordinanza era urgente, e partendo dal presupposto cjhe fossero in buona fede, era comprensibile la loro preoccupazione.
Cosa è successo?
Non sappiamo nulla sull’impugnativa della sentenza (solo annuncio e relativo effetto?). Mentre continua a pendere il nulla sul territorio che avrebbe dovuto essere in preda al disordine (ordinanza urgente…); dei nuovi provvedimenti (conformi alla sentenza del Tar, ovviamente) non se ne sa nulla.
Povera Firenze, è quasi due mesi che vive nel terrore del disordine e ci sono le forze dell’ordine disperate, deprivate dello strumento “ordinanza zone rosse”, che non sanno come fare visti i limitati strumenti che la legge mette loro a disposizione? Quest’ultima – per non fraintenderci – è quasi una battuta… ma se pensiamo alle motivazioni e alla sostanza della “ordinanza zone rosse”, non è tanto avulsa… dalla realtà? No: dal sistema politico, governativo ed amministrativo. Che sembra si siano presi gioco di noi con la “ordinanza zone rosse”, utilizzandola come propaganda elettorale per prendere più voti sembrando duri ed efficaci… tra coloro che, investiti della pubblica autorità e rappresentanza, credono che il fine giustifichi i mezzi, cioé che l’efficacia valga anche se perseguita con mezzi illegali.
Gradiremmo tanto essere smentiti.
E comunque, anche sull’urgenza di un provvedimento del genere, ognuno ne tragga le dovute conseguenze.

Qui un nostro articolo precedente in cui, a ridosso della sentenza del Tar della Toscana, sollecitavamo un nuovo provvedimento in linea con la sentenza stessa: https://avvertenze.aduc.it/toscana/articolo/zone+rosse+firenze+dopo+sentenza+prefetto+sindaco_29628.php

NOTE
1 – https://www.aduc.it/comunicato/zone+rosse+firenze+accolto+ricorso+aduc+sentenza_29622.php
2 – https://avvertenze.aduc.it/toscana/comunicato/zone+rosse+firenze+viminale+impugna+sentenza+tar_29629.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc  

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: aduc, annuncio, campagna elettorale, disposizione, firenze, mondo, palazzo vecchio, polizia, provvedimenti, sistema politico, tar, toscana

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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