Sono inappropriate ed anche vigliacchette le critiche astiose che si alzano con frequenza da una parte, fortunatamente minoritaria, di opinione pubblica europea nei confronti del presidente Ucraino Zelensky. Dalla tranquillità di Paesi in pace perché collocati nella parte occidentale dell’Europa, vede come pericolose provocazioni nei confronti di Putin le richieste di aiuto di Zelensky. E temono che la durata del conflitto iniziato dal sanguinario dittatore, possa finire per turbare la pace che stiamo vivendo, per la prima volta nella nostra storia da quasi ottanta anni.
Che Zelensky cerchi e interpreti efficacemente la sua esposizione mediatica assumendo talvolta atteggiamenti provocatori, è fuori di dubbio. Ma che abbia ottime ragioni per farlo, lo è altrettanto. E, soprattutto, è fuori discussione che guidando senza tentennamenti la resistenza contro l’esercito invasore, piu’ numeroso e piu’ equipaggiato, è in totale sintonia con il suo popolo, che gli chiede esattamente ciò che sta facendo.
La resistenza ucraina, infatti, è andata al di là di ogni previsione. E c’è tanta ipocrisia in molti di coloro che vorrebbero impedire gli aiuti dei paesi occidentali all’Ucraina in lotta per la sua indipendenza, perché “piu’ dura la guerra e piu’ morti avremo”. Si tratta spesso di quella stessa parte di opinione pubblica che non batte ciglio di fronte alle migliaia di morti fra i disperati che cercano di approdare dal mare in Europa.
Piu’ fondata è, senza dubbio, la preoccupazione che il conflitto, se non concluso in tempi brevi, possa coinvolgere anche altri paesi. Ma la via della resa alle pretese di Putin non è certo la piu’ idonea a mantenere la pace, come non lo fu con Hitler e come mai lo è stata di fronte a dittatori e autocrati di ogni risma. A tutti coloro che, disinteressata o meno, offrono sponda alla propaganda russa di criminalizzazione della NATO è opportuno ribattere che si tratta di una alleanza difensiva che, nata per difendere l’Europa dall’espansionismo sovietico, ha svolto efficacemente il suo compito. Fa ridere l’obiezione che la NATO ha preceduto il Patto di Varsavia, perché ben prima di questo patto, L’Unione Sovietica aveva praticamente annesso i paesi dell’Europa dell’est, che non a caso venivano definiti “paesi satelliti” e vi aveva insediato governi e regimi a propria immagine e somiglianza, ivi compresi assassinii
di ministri ed esponenti politici sgraditi. Recidere, o anche solo mettere in discussione, il legame con l’alleanza atlantica in un momento come questo, significherebbe consegnare a Putin una vittoria ancora maggiore di quella che conseguirebbe persino con la occupazione della intera Ucraina.
Nicola Cariglia

Le minoranze in Ucraina sono sempre state rispettate. Quella filo russa aveva ottenuto il 6% alle elezioni del del 2014 alla Verkhovna Rada, il Parlamento mono camera, dell’Ucraina, ma purtroppo il satrapo Yanukovich, FSB, Putin e i russi hanno scatenato la guerra ; la data di inizio viene indicata nel luglio 2014 con la strage di Ilovansk. È reato di apologia, il partito comunista già pirima di Iushenko, penso dal 1991. E questo per ovvi morivi storici quali, stagi, deportazioni, Holodomor, persecuzioni, disatro economico e finanziario. In tempo di guerra su 48 partiti, 11 sono stati cancellati o si sono uniti ad altri. Credo anche quello di Grizenko, per cui. avevo simpatia, che risultò alle elezioni del 2019 col 5%, si sia unito ad altri. Ma oggi c’è la guerra con una invasione devastante e davanti al nemico si combatte uniti per annientaro e caccialo dal suolo ucraino.
L’Ucraina una democrazia è un falso plateale, è il paese più corrotto del mondo.
Mha..non di più corrotta che l’ Italia. . Io che vivo la realtà Ucraina da anni, posso affermare che con Maidan sono cambate molte cose. E oggi l’Ucraina è una democrazia vera, la Russia no: mai stata, mentre è molto più corrotta e criminale. E questo da sempre.
Zelensky è il suo popolo e col suo popolo. Liberamente eletto dal popolo, che combattel’invasore. L’Ucraina è un paese democratico, la Russia, no.
Ero presente in Ucraina per le elezioni del 2019. Il confronto con Poroshenko allo stadio nazionale di Kyiv fu l’esempio di come funziona la democrazia e la libertà : più che una speranza è una certezza. Dalla mia rubrica, ” MAIDAN”, su Pensalibero.it ho seguito l’Ucraina dal 2013 in poi ad oggi..
Spero davvero che un giorno risponda al suo popolo, comprese le minoranze che ha perseguitato con le milizie filonaziste, e magari risponda ne risponda alla luce del Diritto Internazionale.
C’è poco da dimostrare. I fatti lo dimostrano. Tutti partecipano alla liberazione dell’Ucraina e Zelenskij oggi rappresenta la voglia di libertà del suo popolo. Più di sessanta giorni di guerra. Un Popolo che non ama la sua patria e il suo presidente, avrebbe mollato dopo tre giorni.
Questo è incontrovertibile, gli ucraini non si arrenderanno, mai. Ma forse sarebbe il caso che rispettassero le loro minoranze.
Zelenskij è con il suo popolo e il popolo con lui, molto di più di quando, io presente nel ’19 vinse nettamente la sfida elettorale con il presidente uscente Poroshenko. Perché, ricordiamolo, l’Ucraina è una repubblica democratica con tradizioni democratiche secolari consolidate dal 1991.
Sulla democraticià dell’Ucraina nutro molte perplessità.
Che Zelensky stia facendo quello che il suo popolo gli chiede è tutto da dimostrare. Da dimostrare è anche “l’ipocrisia di coloro che vorrebbero impedire gli aiuti in armi dei paesi occidentali all’Ucraina oltre che l’accostamento di quest’ultimi a chi non batte ciglio per i morti che arrivano in Europa, o meglio in Italia, dal mare. Penso che ipocrita sia il “buonismo” europeo esploso solo quando la Russia ha invaso l’Ucraina. I morti “ucraini” filo russi (i cattivi) del Donbass per mano degli “ucraini” di Kiev (i buoni) non sono stati e non sono oggetto di alcuna riflessione. Non ho modo di sapere quanto il popolo ucraino appoggi l’azione governativa perchè la narrazione mediatica del dramma è stata sinora unidirezionale: comincia appena a modificarsi (si sono accorti che la “gente” manifesta qualche dubbio sul loro univoco racconto?). Ho l’impressione che tutto sia guidato solo da giganteschi interessi economici e che i morti, le sofferenze, le tragedie dei popoli siano solo un incidente di percorso.
Quindi, “In dubbio pro reo”. Una volta individuato il “Reo”. Dal “nostro” esterno non siamo in grado di pervenire a detta individuazione; ma era possibile una controprova semplice: un referendum di tutta la popolazione per scegliersi il padrone di riferimento?
“Che Zelensky stia facendo quello che il suo popolo gli chiede è tutto da dimostrare.” Ma in che mondo vive? Si deve dimostrare che Zelensky sia in sintonia con il suo popolo, con l’eroismo di cui sta dando prova difendendo la sua indipendenza? Non dovrebbe lei, che dubita, fornire la prova del contrario?
Se il popolo lo segue e lo sollecita ha (Zelensky) il diritto/dovere di chiedere l’aiuto di mezzi a chi li ha promessi. Circa la smemoratezza occidentale è ben nota nella sua storia la pigrizia mentale nei confronti dei tanti suoi stessi intellettuali ed esperti preconfezionati come i cioccolatini buoni per ogni occasione. Quello che sta facendo paura ai molti opportunisti di bottega è la qualità della resistenza popolare, diffusa e ampliata dai modernissimi media, che non ha eguali nella passata sofferenza dell’Occidente.