
Da Mosca abbiamo avuto “un altro segnale, che si sta preparando alla guerra per il prossimo anno. E questi non sono segnali solo per noi. E’ importante che i partner se ne rendano conto”. Lo dichiara su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, commentando le parole dell’omologo russo, Vladimir Putin e del suo ministro della Difesa. Entrambi hanno avvertito che alle condizioni attuali è realistico che la guerra prosegua anche nel 2026, nonostante gli sforzi negoziali degli Usa.
La Russia, avverte Zelensky, “indebolirà gli sforzi diplomatici, facendo pressione su questo o quel punto dei documenti per mascherare semplicemente il suo desiderio di distruggere l’Ucraina, gli ucraini, il desiderio di ottenere la legittimazione del furto della nostra terra”.
Riferendosi al monito di Putin intenzionato a riprendersi con la forza “le terre storiche” della Russia, qualora i negoziati con gli Stati Uniti fallissero, il leader di Kiev ha avvertito che ci potrebbero essere “altri Paesi in Europa” oltre all’Ucraina, “che qualcuno in Russia un giorno potrebbe ritenere “terre storiche”. E abbiamo bisogno del coraggio di tutti i nostri partner di vedere la verità, di ammetterla e di agire di conseguenza”, ha concluso Zelensky il suo messaggio alla vigilia del Consiglio europeo che domani dovrà decidere sull’utilizzo degli asset (risorse economiche) russi congelati. Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha annunciato l’acquisto di un nuovo pacchetto di armi statunitensi per l’Ucraina del valore di 3,2 miliardi di corone norvegesi (circa 267 milioni di euro). Il nuovo pacchetto di aiuti militari include munizioni per i caccia F-16, missili a guida laser utilizzabili dagli F-16 o dalle difese aeree terrestri e missili a lungo raggio, secondo una dichiarazione del governo norvegese. La Norvegia acquisterà le armi dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, anziché da produttori o subappaltatori, attraverso il programma statunitense Foreign Military Sales (FMS). Vendite militari straniere di prestito titoli, accordi di vendita allo scoperto, accordi di consegna differita e accordi di impegno futuro, contratti di cambio estero a pronti e a termine, contratti differenziali.
Il paese scandinavo ha spiegato di utilizzare da tempo il programma FMS, sia per le acquisizioni per le proprie forze armate che per l’acquisto di armi e pezzi di ricambio per l’Ucraina. “E’ importante per il nostro governo che gli aiuti militari norvegesi all’Ucraina contribuiscano al raggiungimento di risultati sul campo di battaglia a breve termine e contribuiscano allo sviluppo delle capacita’ ucraine a medio e lungo termine”, ha dichiarato il ministro della Difesa norvegese Jonas Gahr Støre. Il Belgio non ha cambiato rotta, nonostante le consultazioni h24 delle ultime settimane, per quanto riguarda la proposta sull’uso degli asset russi e ha riaffermato il principio generale secondo cui “tutto ciò che è applicabile al Belgio deve essere applicabile a tutti gli altri Paesi dell’Ue”, con tutti i rischi coperti e neutralizzati “senza limitazioni, integralmente e sin dal primo giorno”. La prima richiesta è dunque la copertura completa dei rischi finanziari e dei contenziosi, questioni legali che questa decisione potrà creare, affrontando “potenziali ritorsioni da parte della Russia”. Il Belgio teme poi un rischio residuo se viene posto un limite all’importo o al tempo delle garanzie di solidarietà. Poi chiede che l’Ue disponga dei mezzi finanziari immediati per rimborsare la Banca centrale russa se la situazione lo richiederà nonché la partecipazione collettiva da parte di tutti gli Stati che possiedono asset russi nelle loro istituzioni finanziarie o banche, meglio ancora se si includono i partner extra-Ue. Il Belgio preferisce quindi l’opzione di un prestito garantito dal margine di manovra del bilancio dell’Ue, perché offre “piena chiarezza e prevedibilità”, è un metodo “familiare” alle procedure Ue, è considerato “più economico, più rapido, più trasparente” e costituirebbe “una forte dichiarazione di sostegno all’Ucraina” dimostrando la capacità dell’Ue di agire “in modo indipendente”.
Giuseppe Basilico

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