
Il memorabile discorso di Zelensky al parlamento degli USA, avrà dei risvolti sullo scenario politico internazionale. Non solo i Patriot, ma un consenso vasto e convinto davanti alla guerra voluta dalla Moscovia. Civiltà contro barbarie. Appena poche ore dalla visita di Zelensky a Bachmut sul caldo fronte della guerra, al Congresso degli Stati Uniti d’America lunghi applausi hanno consolidato l’alleanza. Per risposta la moscovia, ha bombardato in pieno centro la città di Kherson liberata dagli ucraini uccidendo una decina di civili e ferendone cinquanta. La cattiveria, la prepotenza del Cremlino si mostra con tutta la sua determinazione nelle uccisioni e nelle deportazioni, come nei lugubri commenti di Lavrov e Medvedev.
In un perfetto inglese, Zelensky, presidente acclamato e amato dal popolo ucraino che nel 2019 vinse le elezioni su Poroshenko, ha parlato per venticinque minuti al Congreso, più volte interrotto dagli applausi.
Libertà, vittoria per l’ Ucraina . Grazie a voi, a noi alla forza del nostro esercito, ai nostri soldati, ha ricordato.
Soldati, va detto agli italiani, sono ragazzi dai diciotto ai cinquant’anni, che prima
studiavano, o lavoravano, nelle aziende, in ufficio, altrove, come noi. Civili che si sono arruolati e organizzati nei giorni critici quando i carri armati stavano entrando in Kyiv. Va detto per inciso, gli ucraini non sono scappati come gli africani dalla guerra per essere gestiti da mafie e da Ong, vettori compiacenti.
“Teroborona”. La prima fase della guerra ha visto la reazione popolare contro l’ invasore. Spontanea, libera. Che vuol dire questa parola ucraina? Semplice: gli uomini e le donne che scendono nelle vie e si organizzano in punti di blocco per fermare il nemico a turno, dopo il lavoro. Quasi tutti ex combattenti e militari, i civili hanno impugnato le armi e colpito i carri moscoviti. È popolo grande l’ucraino, per la gente che ha subito e sofferto.
Questo e non solo, ha raccontato il presidente Zelensky ricevendo l’empatia di tutti i rappresentanti: Democratici e Repubblicani.
Lunghi applausi scroscianti, dunque, per l’intero discorso tenuto nell’emiciclo colmo di emozione.
È la prima volta che un presidente di una nazione libera dell’ex Unione Sovietica si affaccia a un balcone del genere. Lo fa ed è un tripudio. Ciò porterà con sé ampi frutti destinati alla vittoria dell’Ucraina. È la svolta in campo internazionale. L’Ucraina vincerà questa guerra. E soprattutto la perderà la moscovia che ancora una volta ha perso l’occasione di sviluppo dimostrando la sua insensata invasione. Zelensky ora aspetta i frutti di questo successo. L’impegno è marcatamente evidente, le cose dovranno cambiare, sia pur l’Uomo incostante e colmo di vizi. Questo viaggio ha una grande importanza per l’umanità e porterà un cambiamento epocale. È un impegno preso, inequivocabile con ampie conseguenze per il futuro, anche se i risvolti non sono certi nel breve tempo.
Enrico Martelloni


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