” La bottiglia è nel mare “, una frase a cui è particolarmente affezionato Giorgetti, il vice segretario della Lega. La bottiglia galleggia, non va mai a fondo e prima o poi è destinata ad arrivare a riva ed a consegnare il suo messaggio. Giorgetti attende paziente. E come lui la pensano molti esponenti politici, sia di maggioranza che di opposizione. Ragionando su di un autunno caldissimo per la grave situazione economica. La riflessione è univoca: questo governo non può reggere un urto così forte. La Lega sta scendendo in maniera stabile nei sondaggi. Dopo il buon risultato delle elezioni politiche di marzo e la formazione del governo gialloverde, la Lega era volata fino ad arrivare al clamoroso successo delle elezioni europee. Poi il Papeete e la caduta libera. Gli innumerevoli errori di Salvini, la sua impossibilità a stare in perenne campagna elettorale, il suo distaccamento sociale dagli elettori, dalla folla, a causa del corona virus hanno mutato gli scenari politici soprattutto nel centro destra, con un Berlusconi defilato e ” responsabile ” ed una Meloni in fortissima ascesa. E nella Lega le riflessioni sono iniziate. Molti messaggi riservati. Riunioni un po’ carbonare. L’ emergenza sanitaria che ha visto il Veneto uscire a testa alta, a differenza della Lombardia. E il messaggio nella bottiglia. Il messaggio prevede un governo di unità nazionale con Draghi presidente. Ma in un governo del genere non può esserci Salvini. Zaia invece si. Pensando alle future elezioni politiche che a questo punto vedrebbero il governatore del Veneto il candidato premier del centro destra.
Roberto Caputo

In effetti LUCA ZAIA è anche quello che, con i suoi meriti e difetti, ha avuto esperienze di governo senza infamia e senza lode. già nei governi “Berlusconi”, cosa che altri non hanno.
Quindi – diversamente dal piatto Bonaccini – che vive solo di pesce azzurro – con due esperienze nella Regione più trascurata e concreta d’Italia (1.100 anni di “Repubblica di Venezia), potrebbe essere l’unico a ridare FIDUCIA all’Italia che ha bisogno di riprendersi. Quello che non può fare Salvini che, se vuole bene al suo partito, deve rinunciare ai “sogni di gloria”. Deve solo stare attento a qualche caduta di stile (tenendo la lingua tra i denti) ed agli adulatori interessati, sempre pronti a togliere i gradini dalla scala con cui è salito.