
“Ah, no, primo ministro Benjamin Netanyahu! No! Che razza di storia è questa? Per settimane lei l’ha bombardata in modo feroce quella popolazione civile. Feroce!
Dopo l’intercettazione da parte israeliana di un missile partito dallo Yemen ieri sera, il movimento sciita degli Houthi yemeniti ha diffuso un comunicato affermando di aver lanciato due missili contro Israele. Le sirene sono suonate in tutto il centro di Israele, ma le Forze di difesa israeliane hanno riferito che non ci sono stati feriti. “Per il trionfo del popolo palestinese oppresso e a sostegno della loro amata e valorosa resistenza, la forza missilistica ha preso di mira l’aeroporto Ben Gurion nella regione occupata di Yafa con due missili balistico”, si legge nel comunicato del gruppo yemenita. “L’operazione ha raggiunto con successo il suo obiettivo”. Inoltre, il gruppo ha sostenuto di aver attaccato forze statunitensi in risposta all’aggressione militare americana. La Mezzaluna Rossa palestinese ha accusato Israele di aver attaccato le sue ambulanze nel sud di Gaza. “La Palestine Red Crescent Society (PRCS) condanna fermamente il fatto che le forze di occupazione israeliane abbiano preso di mira e assediato quattro nostre ambulanze e dieci membri del nostro team impegnati in attività umanitarie”, si legge sul profilo X dell’organizzazione. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver nuovamente attaccato due basi militari nella Siria centrale. “Poco tempo fa” le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno “colpito le capacità militari rimaste nelle basi siriane di Tadmur (antica Palmira) e nell’area dell’aeroporto militare di Tayfur (meglio noto comeT4)”, ha affermato l’esercito israeliano riferendosi ai siti di Palmira ed altri a 50 chilometri a ovest della città. Israele afferma di voler impedire che le armi cadano nelle mani di nuove autorità che considera jihadiste. E nonostante un cessate il fuoco Israele ha continuato a effettuare attacchi sul Libano, con entrambe le parti che si accusano ripetutamente a vicenda di violare la tregua. Le Nazioni Unite hanno dichiarato lunedì che “ridurranno la loro presenza” nella Striscia di Gaza dopo che un attacco di carri armati israeliani ha colpito uno dei suoi complessi la scorsa settimana, uccidendo un dipendente e ferendone altri cinque. L’organismo rimuoverà temporaneamente circa un terzo dei suoi circa 100 dipendenti internazionali che lavorano a Gaza, ha detto il portavoce del Segretario delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, sottolineando l’aumentato pericolo dopo che Israele ha rilanciato la sua campagna militare la scorsa settimana con bombardamenti che hanno ucciso centinaia di palestinesi. Israele ha anche tagliato tutti i generi alimentari, le medicine, gli aiuti, l’energia elettrica e le altre forniture alla popolazione di Gaza nelle ultime tre settimane. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver aperto il fuoco senza saperlo su un edificio della Croce Rossa nella Striscia di Gaza, ritenendo di aver “identificato dei sospettati”. “Ieri mattina, le forze armate operative a Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale, hanno aperto il fuoco contro un edificio dopo aver identificato i sospettati. Dopo la verifica, è emerso che l’edificio apparteneva alla Croce Rossa, di cui le nostre forze non erano a conoscenza al momento dell’incidente”, ha affermato l’esercito, aggiungendo che sarà aperta un’indagine. Un carro armato dell’esercito israeliano ha aperto il fuoco su un edificio della Mezzaluna Rossa nella zona di Al Mawasi, nella Striscia di Gaza meridionale. Due giornalisti palestinesi sono stati uccisi in due distinti raid israeliani sulla Striscia di Gaza: lo rende noto al Jazeera, di cui uno dei due era collaboratore. Il primo a cadere è stato Mohammad Mansour, corrispondente di Palestine Today, a Khan Younis. Il secondo è il giornalista palestinese Hossam Shabat, collaboratore di Al Jazeera Mubasher, ucciso da un attacco aereo israeliano che ha preso di mira la sua auto a Beit Lahiya, nel nord della Striscia. Diversi persone sono rimaste ferite. Dall’inizio della guerra, scrive Al Jazeera, almeno 208 giornalisti sono stati uccisi dagli attacchi israeliani nell’enclave palestinese. “Israele non ha ancora deciso se imporre o meno un governo militare a Gaza”, ha affermato il ministro degli esteri Gideon Sàar in conferenza stampa con l’ Alto rappresentante Ue Kaja Kallas a Gerusalemme. Il ministro ha insistito sul fatto che Israele sta rispettando il diritto internazionale a Gaza, facendo riferimento all’articolo 70 del protocollo di Ginevra del 1949. Almeno 21 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza la scorsa notte, secondo il bilancio aggiornato diffuso da Al Jazeera. L’area maggiormente colpita è la zona meridionale di Khan Yunis, con una dozzina di morti, oltre alle pesanti distruzioni all’ospedale Nasser per il bombardamento israeliano. Tra le persone uccise a Khan Yunis, c’è un adolescente di 16 anni. Ma non bombardavate solo laggiù, bombardavate anche il centro.
Giuseppe Basilico

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