Ammettiamolo: chi più, chi meno, tutti dobbiamo gratitudine al tavolo dei volenterosi ed agli intrepidi che ne occupano persino gli strapuntini aggiunti all’ultimo momento come si fa quando giungono ospiti inattesi.
Perché, quale che sia l’esito della loro battaglia, un risultato lo hanno già raggiunto, la rivalutazione del termine.
Se frughiamo nella memoria, quella definizione di volenteroso che il professore ci appioppava sotto uno striminzito sei meno sul nostro tema, o l’allenatore di calcio che ci convocava quando proprio non c’era più nessuno, non suonava proprio come un grandissimo apprezzamento.
Ora, invece, sappiamo da tutti i grandi giornali che volenteroso è ganzo, soprattutto se seduto attorno a un tavolo. Perciò ringraziamo i volenterosi che ci hanno rimesso in pace con la nostra infanzia. Ed ancor più Il Corrierone, La Stampa, Repubblica Il Sole 24 Ore e tutti gli altri per averci riconciliato con gli ultimi quindici anni.
Ci avevano fatto sentire fiato di Cambronne per la nostra incapacità di vedere che il bipolarismo è la medicina di tutti i mali. Ma ora ci spiegano che i problemi si risolvono con la volontà, mettendo da parte quella sciocchezza che è l’appartenenza all’uno o all’altro polo.
E se lo dicono loro!
VOLENTEROSI E VOLEMOSE BENE
Ammettiamolo: chi più, chi meno, tutti dobbiamo gratitudine al tavolo dei volenterosi ed agli intrepidi che ne occupano persino gli strapuntini aggiunti all’ultimo momento come si fa quando giungono ospiti inattesi.
Perché, quale che sia l’esito della loro battaglia, un risultato lo hanno già raggiunto, la rivalutazione del termine.
Se frughiamo nella memoria, quella definizione di volenteroso che il professore ci appioppava sotto uno striminzito sei meno sul nostro tema, o l’allenatore di calcio che ci convocava quando proprio non c’era più nessuno, non suonava proprio come un grandissimo apprezzamento.
Ora, invece, sappiamo da tutti i grandi giornali che volenteroso è ganzo, soprattutto se seduto attorno a un tavolo. Perciò ringraziamo i volenterosi che ci hanno rimesso in pace con la nostra infanzia. Ed ancor più Il Corrierone, La Stampa, Repubblica Il Sole 24 Ore e tutti gli altri per averci riconciliato con gli ultimi quindici anni.
Ci avevano fatto sentire fiato di Cambronne per la nostra incapacità di vedere che il bipolarismo è la medicina di tutti i mali. Ma ora ci spiegano che i problemi si risolvono con la volontà, mettendo da parte quella sciocchezza che è l’appartenenza all’uno o all’altro polo.
E se lo dicono loro!

Io ho partecipato al convegno dei Volenterosi e vi devo dire che quello che più mi ha colpito è che ho incontrato gente come me e come voi, gente stanca di questo bipolarismo di cartone che dal 1994 ad oggi non ha prodotto che governi dove regna l’ingovernabilità. Al di là delle battute e delle punzecchiature non cadiamo nel solito errore, nella maledizione come la chiamo io, di noi laici ovvero di disprezzare un’iniziativa solo perchè non l’abbiamo pensata o organizzata noi e di iniziare con l’elenco dei mille distinguo. Anzi io dico incalziamo i Volenterosi ad essere anche coraggiosi perchè quello che è mancato(tolto l’intervento di Cisnetto e in parte in quello di Tabacci..) è stato il coraggio di trarre la conclusione a tutti concetti espressi: questo bipolarismo uccide i riformisti(e i laici..) ovunque essi siano e quindi è arrivato il momento di costruire una nostra nuova casa nella quale poter vivere politicamente e combattere tutti insieme i nostri nemici. Ottima l’idea di Capezzone di una nuova marcia dei quarantamila con tutti coloro che oggi non sono tutelati da questo sistema sindacalizzato ed io aggiungo: facciamo una marcia dei Volenterosi con tutti coloro che di questo sistema politico ed economico non ne possono più. Stati Generali dei laici e dei riformisti e marcia dei Volenterosi : questi dovrebbero essere i nostri compiti per il 2007.
Riprendo un titolo già apparso su Pensalibero tempo fa: i volenterosi devono essere anche coraggiosi. Appartengono a questo gruppo studiosi e parlamentari di varie tendenze. Affermano di avere una visione bipartisan dell’interesse del Paese.
Ma, se vogliono incidere veramente devono dichiarare qual’è il loro patto di sangue. Cosa voteranno tutti assieme e cosa no, cascasse il mondo. Altrimenti….di chiacchiere ce ne sono anche troppe.
L’ironia è uno strumento utilissimo per sdrammatizzare ma anche per capire ed ammettere le contraddizioni della vita.
I volenterosi, certamente, sono paladini di proposte condivisibili. Ma, come argutamente fa notare Tuttocchiali, non possono ergersi (alcuni lo fanno) a paladini del sistema bipolare. Il tavolo dei volenterosi è una dichiarazione solenne di fallimento del nostro bipolarismo: sarà perchè l’Italia non è un Paese adatto a questo sistema, sarà che i due poli sono male assortiti, sarà che nell’aspirazione alla vittoria diventano contenitori che tutto includono, anche le cose più contraddittorie; sia quel che sia, il dato di fatto resta.
Su una cosa non concordo con Tuttocchiali: i giornaloni che lui cita, cioè i poteri forti, sul bipolarismo sono di una coerenza assoluta. Continuano a dividere, come hanno sempre fatto, in due: chi sta con loro e chi no!