
Li avete visti e ascoltati in TV, letti sui giornali: tutti quelli che con aria furba e allusiva non “la bevono” sugli incidenti di Roma messa a ferro e fuoco in occasione della manifestazione degli “indignados”. “ Ma come è possibile che tante persone si siano potute infiltrare senza essere intercettate dalla polizia?” “Ma davvero venivano dall’Italia?” “Certo che la violenza non si addice a questo tipo di proteste. Deve esserci qualcosa di altro…”
Insomma, i meno giovani sanno benissimo dove si vuole andare a parare: qualcuno, indovinate chi, ha fatto in modo che scoppiassero gli incidenti, infiltrando delinquenti e agenti provocatori, per screditare il movimento e fare un favore alla destra.
E’ bene rimandare subito al mittente queste allusioni furbesche e irresponsabili. Ci siamo già passati negli anni bui del terrorismo quando, addirittura, c’erano i soliti faziosi sapientoni che negavano l’esistenza di un doppio estremismo: di destra e di sinistra. Fino all’inverosimile, fino a negare l’esistenza delle brigate rosse e di tutte le altre organizzazioni terroristiche di sinistra.
Si diano una calmata i teorici del complotto. Dei manifestanti convenuti a Roma, quasi tutti non farebbero male ad una mosca. Detto questo, c’erano tra loro dei delinquenti che invece è bene isolare e contrastare duramente, senza se e senza ma.
C’è poi da aggiungere che molte teste calde diventano caldissime e si sentono giustificate nei loro deliri da argomentazioni, comportamenti ed eccessi che fanno parte del circuito “normale” della lotta politica. Si vedano al riguardo risse televisive e/o parlamentari nelle quali si distinguono personaggi a tutti noti.
I cosiddetti “indignados” hanno manifestato in tutto il mondo ma solo a Roma si sono verificati gravi incidenti. Sarà perché sono in circolo da troppo tempo le tossine della violenza?
Meglio, perciò, che ognuno faccia la propria parte per tornare ad un clima normale invece di inseguire improbabili complotti.

Hanno arrestato il lanciatore di estintori simbolo della violenza idiota di sabato scorso a Roma. Nome di battaglia: er pelliccia!
Mi sembra l’esatta rappresentazione di come in questo paese ogni dramma si tramuta in farsa (che è spesso sorella della tragedia).